giovedì 21 febbraio 2019

Muffin e Mirtilli


Ci sono giorni in cui non ho voglia di fare niente, altri in cui vorrei farne cento, altri ancora in cui di quei cento propositi qualcuno lo metto in pratica.
Delle volte mi basta mettere il naso nel frigo e nella dispensa e trovare qualcosa che mi ispira e mi riscuote dal letargo che l'inverno mi fa crollare addosso.
L'inverno è tanto, troppo lungo per me.
Già detto lo so, come ho già detto mille volte che febbraio è il mese che più di tutti mi trova insofferente e smaniosa, smaniosa  di uscire, di abbracciare le prime giornate di sole, quelle già più lunghe che alle 17 del pomeriggio c'è ancora luce e regalano una parvenza di primavera .
Delle volte, dicevo, mi basta mettere il naso nel frigo e nella dispensa e,  questa volta, ho trovato del burro in scadenza e il barattolo della confettura di mirtilli ancora sigillato.
La ricetta la conosco. Prende di nuovo vita.
Che bello ritrovare anche la mia soffitta con l'ultimo set non ancora smontato!



“Quello che vorrei dipingere è la luce del sole sulla parete di una casa.” 
(Edward Hopper)

Ingredienti
200 g di farina
130 g d zucchero 
1 uovo
100 g di burro sciolto
120 ml di latte
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
2 cucchiaini di lievito per dolci
confettura di mirtilli
Inoltre
pirottini di carta 
zucchero al velo

Mescolate in una ciotola gli ingredienti solidi : farina,lievito,  zucchero e sale. 
Rompete al centro l'uovo , aggiungere la vaniglia e amalgamate con una forchetta.
Versate a filo il burro sciolto e fatto raffreddare ed il latte,girate per amalgamare, lavorando velocemente il tutto fino ad ottenere un composto liscio e piuttosto morbido.
Suddividete  il composto nei pirottini di carta riempendoli di 2/3  e  livellate.
Mettete al centro di ogni muffin un cucchiaino abbondante di confettura ai mirtilli.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 15-20 minuti fino a doratura.
Fate raffreddare, spolverizzate con zucchero a velo e servite.






Chop Suey - Edward Hopper




domenica 10 febbraio 2019

Diario di un viaggio in Sicilia...

Incantata, a Ragusa Ibla

E se è tutto un sogno che importa. Mi piace e voglio continuare a sognare.” 

(Luis Sepulveda)


Da quando ho saputo che sta per tornare, non aspetto che questo  ritorno. 
L'ho visto alla Tv col gatto sulle ginocchia, ho intravisto la sua terrazza, il mare ed il suo ristorante, scorci di Scicli e lo scoglio "chiatto" che a mio marito non ripeto altro - guarda, guardaaaaa Montalbano, torna  Montalbano!- 
E che io questi slanci fanciulleschi non li riesco a trattenere quando sono felice e  io non lo so perchè sono così felice, in Sicilia, perchè certi luoghi illuminano i miei occhi ma così è così pare a chi, ha visto le mie foto e  ha detto che quel sorriso è...   proprio felice!
Sono partita con la mia fissa, toccare e vedere i luoghi di Montalbano e così è stato.
Un viaggio a tappe, una manciata di chilometri, fino a Scilla    e la meraviglia delle Costa Viola, una affascinante scoperta.
E poi lo stretto, su quel ponte col vento tra i capelli e le lacrime agli occhi e oltre il mio braccio teso, la Sicilia che quasi la tocco davvero oltre le nuvole.
Ve la racconto così di slancio, come mi viene, nonostante siano passati diversi mesi da quella fine di settembre attesa...  da quanto?
Beh non lo so dire. Importante è, come mi ripeto sempre, è che ancora una volta la vita ha risposto alle mie attese.
E non posso che continuare a ringraziare il mio compagno di vita e di viaggio che ha soddisfatto ogni mio capriccio, regalandomi emozioni che nessun pacchetto infiocchettato potrà mai contenere.

Questa immagini mostrano solo una parte dei luoghi che ho visitato in quella che secondo me, è la Sicilia più autentica...
Se ci riuscirò,  ci sarà anche una seconda parte, tra Marzamemi, Noto, le riserve di Vendicari e Calamosche, Siracusa, Catania, Taormina, Acitrezza... e la voglia pazzesca di tornare presto in Sicilia!


Ragusa Ibla, il vecchio quartiere di Ragusa, è qui parte della Vigata del Commissario.
"Arrivateci da Via Scale, a Ibla" ci hanno suggerito. 
E così abbiamo fatto nei due giorni che ci siamo fermati qui. 




Il Duomo di San Giorgio, Ibla




La corriera che arriva, Montalbano che aspetta, Livia che scende.
Si intravedono delle scale ed una Chiesa imponente. Siamo a Modica, città barocca famosa per il cioccolato molto particolare che proviene da una antica ricetta lasciata dagli spagnoli. 
Anche Modica presta la bellezza dei suoi scorci all'immaginaria Vigata. Incantevole, davvero!

Duomo di San Giorgio, Modica








 “E poi le parole, dove vanno le parole? E gli sguardi? Chissà se c’è un dove per ogni cosa...”

(P.Gabriel) 






"Pronti, dottori? E' lei pirsonalmente di pirsona?" "Si, Catarè" "Che faceva, dormiva?" "Sino a un minuto fa sì, Catarè" "E ora inveci non dorme cchiù?" "No, ora non dormo più, Catarè." "Ah, meno mali." "Meno mali perché, Catarè?" "Pirchi accussì non l'arrisbigliai, dottori."


Punta Secca, la casa del Commissario di Marinella, lo scoglio "chiatto" e il mare...

"Il sogno era sempre davanti a me, anche sveglia"







                             

 Lo scoglio chiatto de "Un covo di vipere"
(L'indagine si presentava “come ‘na grannissima rottura di cabbasisi)

Montalbano? No, mio marito!!




Ristorante Enzo a Mare








Come resistere col caldo che fa, ad una colazione tipicamente siciliana?
Cannolo e granita alla mandorla, a Punta Secca 


Se ti sedessi su una nuvola 
non vedresti la linea di confine tra una nazione e l'altra, 
né la linea di divisione tra una fattoria e l'altra. 
Peccato che tu non possa sedere su una nuvola.
(Kalil Gibran)

A Scicli, la Vigata degli uffici del Commissario







"Tintu è cu un mancia a cassata "





Antica Farmacia Cartia , la farmacia di Montalbano




Luchino Visconti ci ha girato il film "Il Gattopardo”. 
 Il Commissario Montalbano ci  incontra il Boss Balduccio Sinagra, proprio sulla splendida balconata: 
il  Castello di Donnafugata, una meraviglia. 
Il suo interno poi  affascina con la storia dei primi del Novecento raccontata attraverso costumi d'epoca e stanze perfettamente conservate.

Il nome Donnafugata deriva dall'arabo "Ain-jafat" e significa "Fonte di salute". Una leggenda narra comunque, di una donna che prigioniera nel Castello riuscì a scappare. Si tratterebbe della regina Bianca di Navarra che venne rinchiusa, dal perfido conte Bernardo Cabrera, signore della Contea di Modica, in una stanza dalla quale riuscì a fuggire attraverso le gallerie che conducevano nella campagna che circondava il palazzo. Da qui il nome dialettale "Ronnafugata", cioè "donna fuggita".

“Perché quando hai qualcuno che ti racconta una storia non puoi chiedere di più...”
(E tu splendi - G. Gatozzella)






“Bisogna amare le porte perché sono il posto dove nessuno si ferma. Il posto da dove si passa da dove si parte dove avvengono tutti gli incontri.”
(Abbe Pierre)