giovedì 30 giugno 2016

Tonda, come una zucchina ripiena

 

Se mio marito torna dal lavoro, mi trova in soffitta e domanda - Ma si può mangiare- gettando un occhio interessato alla scena, io sto fotografando la cena, o comunque qualcosa che "si mangia".
- Ma perchè non apri,  stai facendo la sauna quassù!-
- Caldo ? Ma no, siediti va, che  mangiamo qui !- 
In effetti in soffitta caldo lo fa, ma io non me accorgo nemmeno, quando armeggio con la mia Canon e quel  cavalletto vecchiotto  che dovrò decidermi a ricomprare, tante volte ho fatto cadere e meno male senza la macchina fotografica e tante volte, lui, pazientemente ha incollato con Attak  dicendomi - fino alla prossima forse, regge - .
Perchè tanto lo sa che cadrà ancora e lui, ancora brontolerà e riattaccherà, perchè ci conosciamo da una vita e  li sappiamo  i nostri modi  di fare e di dire. 

giovedì 23 giugno 2016

La pizza di mare , l'acqua "iodata" e la sfida MTC!




Leggere la parola pizza mi fa venire sempre l'acquolina in bocca  e, nello stesso istante nella mia mente si apre  quel cassetto particolare che racchiude tra i ricordi,  molti dei profumi,  di pizza  in questo caso, che ho annusato nel tempo . Potrà sembrare bizzarro ma è così . 
E' un attimo per me, ad esempio, respirare ancora il profumo della pizza  e ritrovarmi a Sorrento, in  quell'angoletto affacciato sul mare che sfornava pizza a tutte le ore. 
E quello della pizza a Napoli, di  una traversa di San Gregorio Armeno :  che profumo che aveva quella pizzetta napoletana take away ,  pagata solamente 1 Euro, e che sapore!
Ma anche il profumo di pizza respirato all'una di notte, in una stellata e gelida notte di San Silvestro, ad Ascoli Piceno. 
E quindi, se la PIZZA diventa la sfida mensile dell'MTC , di certo non posso mancare !

lunedì 6 giugno 2016

Le lampare, il mare e le linguine con piccato alla giuliese



“Vide le luci in mezzo al mare

pensò alle notti là in America

ma erano solo le lampare e

la bianca scia di un’elica…”

(Caruso – Lucio Dalla)

La prima volta che ho visto la scia di luci in mezzo al mare, ho pensato anch’io ad una piccola città spuntata dalla calma dell’immensa distesa marina, in una sera come tante, senza luna.
Uno spettacolo bellissimo che si rinnova tutte le volte che mi capita di vederlo.
Sono lampare.  
Come le lampare della splendida canzone di Lucio Dalla.
Raccontare il mare è come scrivere un libro senza fine. 
E non è facile per me, la  "ragazza di collina", che ho imparato ad amare e vivere  il mare ed i porti grazie al mio compagno di vita, che si diverte ancora adesso a prendermi in giro, con quell'appellativo che porterò sempre addosso!  
Andiamo spesso al porto. Delle volte, quando usciamo la domenica, sono io a proporre di andarci. 
Pescara, Giulianova,  Ortona,  Ancona.  
Semplicemente per ascoltare il dondolio delle barche ormeggiate, cullate dalla risacca. 
Il silenzio del mare nella sua calma.
I gabbiani che indisturbati planano e macchiano il cielo. Il profumo intenso di sale. Passeggiando.
E penso alle vite parallele  che non si incontrano mai, tanto sono diverse. 
Accomunate dallo stesso amore e dallo stesso rispetto per un elemento che, nella sua grandezza ispira  bellezza e  gran timore. 
Penso a chi parte, a chi arriva.  Fantastico un pò .
Della ricetta che segue invece, è la fantasia dei pescatori giuliesi ad essere  protagonista.  
Una ricetta  che proviene dall'ormai consolidata collaborazione con il Signor Augusto che di come cucinare il pesce, conosce trucchi e metodi per esaltarne al massimo il sapore, partendo dal presupposto che solo di pesce freschissimo, azzurro in questo caso,  deve trattarsi !
Una ricetta preparata  da tempi lontani,  si può dire,  a Giulianova, con il pesce povero azzurro di basso costo, che costituisce da sempre, una quota importante della parte di salario corrisposto in natura ai marinai imbarcati sulle lampare: le “linguine  con piccato di pesce alla giuliese”.
L’intenso profumo di mare ed il sapore della preparazione, è direttamente proporzionale alla freschezza del pesce ed alla fragranza dei pomodori. 
E siamo decisamente nel periodo giusto per gustare questo piatto   :  il profumo che evapora e sale su, dalla pentola, quando il pesce comincia a cambiare colore è inebriante !
Grazie ancora Augusto ! 


Vi lascio con  l'augurio di buona settimana e felice giugno con la sua estate che tra le piogge primaverili quest'anno, io sento che c'è già  ! 

Patrizia

 Ingredienti
per 4 persone
1 kg di sgombri freschissimi
2 spicchi di aglio rosso
1 mazzetto di prezzemolo
1 kg di pomodori ben maturi (cuore di bue, a pera rovesciata abruzzese; fuori stagione
800 g di pelati)
Mezzo bicchiere di vino bianco secco
Olio extra vergine di oliva
Sale, pepe, peperoncino
400 grammi di linguine (o spaghetti) di ottima qualità

Come si fa
Eviscerate, lavate bene e sfilettate il pesce (o fateli sfilettare dal pescivendolo; comunque mai comprare filetti già pronti), eliminate bene tutte le spine e la pelle poi tagliare la polpa a pezzetti.
Posizionate il trito su un tagliere, aggiungete l’aglio sbucciato e tritato e le sole foglie del prezzemolo.
Utilizzando un coltello pesante, a lama larga, preparate pazientemente un battuto amalgamando bene gli ingredienti.
Versate l’olio in una pentola capiente e fatelo scaldare, aggiungete il piccato di pesce e fatelo sbianchire velocemente.
Appena il pesce ha cambiato colore, sfumate con il vino e pepate leggermente; quando l’alcool è evaporato unite i pomodori spellati, privati dei semi e tagliati a pezzetti (o i pelati passati al passaverdure).
Cuocete per una ventina di minuti ed aggiustate di sale.
Cuocete le linguine in abbondante acqua salata, scolateli al dente e condite con il sugo preparato.
A piacere si può aggiungere peperoncino piccante in polvere o poco olio al peperoncino.

Sugarelli

Porto di Giulianova


La Pineta