lunedì 29 febbraio 2016

Ciambella all'acqua e (brevi) riflessioni a voce alta.



"Ci sono luoghi   che ti aprono le braccia e ti fanno sentire meno lontano da casa da subito .
Altri che si dimostrano chiusi  come le solitudini  egoiste di signore cotonate  nascoste dietro gli spioncini dei loro appartamenti lussuosi. 
C'è chi attraverra la città da una parte all'altra per il piacere di passare un pò di tempo con te.
C'è chi  vive a 100 metri da dove vivi tu  e mai pensa anche solo  di citofonare semplicemente per chiederti -Tutto bene, come stai ?-
C'è chi avrebbe potuto sprecare qualche attimo in più del suo (prezioso!) tempo,  perchè ti conosce da sempre ed invece ha lasciato andare perduti i tempi  ed i ricordi dei giochi condivisi da bambini, Tempi poi non così  lontani. 
C'è chi si ricorda  (o si dimentica) di invitarti a cena ogni tanto,  quando tu, vorresti dividere , con slancio sincero,  anche solo un panino ogni giorno.
Il calore umano, come la generosità del "dare" non si inventano. 
O ci sono, o mancheranno per sempre."


Un post che avevo in archivio, questo.
Riflessioni fatte a voce alta...
E la ricetta della mia ciambella da colazione all'olio extra vergine d'oliva, quella semplice che rende più bello e dolce  il momento del risveglio.
Non lo avevo mai pubblicato (e sinceramente me ne ero  dimenticata!) :  le foto non mi sembravano perfette, a parte quella del mio micione, per via della  ciambella che  si era un pochino rotta al centro, tirandola fuori dallo stampo unto male, ancora calda.
Ma poi.... Il bello della vita è che la perfezione non esiste ed io, con le mie imperfezioni vivo benissimo.
Anche una ciambella imperfetta, un pochino rotta ma comunque "morbidosa"  alla fine deve avere un suo perchè e così com'è che la pubblico riflessioni comprese, ora.

 Ingredienti 
4 uova
3 bicchieri di farina  per dolci macinata a pietra (o OO)
2 bicchieri colmi  di zucchero  semolato (o di canna super fine, tipo Zefiro)
1 bicchiere colmo di acqua
1 bicchiere  raso di olio extra vergine di oliva
scorza grattugiata di 1 grosso limone
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci

Come si fa
In una ciotola rompete le uova e sbattele a insieme allo zucchero fino a farle diventare spumose e dense , aggiungete l'acqua, la presa di sale,  la scorza del limone,  l'olio evo e la farina con  il lievito setacciati insieme  ed amalgamate fino ad ottenere un impasto omogeneo. 
Imburrate ed infarinate uno stampo da ciambella, versate il composto e cuocete in forno preriscaldato a 170-180° (dipende dal vostro forno) per circa 35-40  minuti.

Note : L'unità di misura è il classico bicchiere di plastica bianco. Inutile pesare gli ingredienti. Le ricette delle mie colazioni sono sempre le più semplici, contengono olio e mai burro e sono quanto di più casalingo e facile   ci possa essere.
Ovviamente, al posto dell'acqua potete usare anche un  buon bicchiere di latte , come fa mia mamma- super-nonna-Dora!   La bontà di questa ciambella non cambia .




martedì 23 febbraio 2016

StagioniAmo? - Polpettine al limone


    Ode al limone

Da quei fiori
sciolti
dalla luce della luna,
da quell’odore d’amore
esasperato,
immerso nella fragranza,
sorse
dall’albero del limone il giallo,
dal suo planetario
discesero i limoni sulla terra.
Tenera merce!
Si riempirono le costiere, i mercati,
di luce, di oro silvestre,
e aprimmo due metà
di miracolo,
acido congelato
che scorreva
dagli emisferi
di una stella,
e il liquore più intenso
della natura, intrasferibile,
vivo, irriducibile,
nacque dalla freschezza
del limone,
della sua casa fragrante,
dalla sua acida, segreta simmetria.
Nel limone i coltelli
han tagliato
una piccola cattedrale
l’abside nascosto
aprì alla luce le acide vetrate
e in gocce
scivolarono i topazi,
gli altari,
la fresca architettura.
Così, quando la tua mano
impugna l’emisfero
del tagliato
limone sul tuo piatto,
un universo d’oro spargi,
una coppa gialla
con miracoli,
uno dei capezzoli profumati
del petto della terra,
il raggio della luce ch’è diventato frutta,
il fuoco minuto di un pianeta.

(Pablo Neruda)
 
Quando Federica  di Caffè Babilonia, mi ha invitata a partecipare come "special guest" ad un mese della rubrica  "StagioniAMO", ho accettato con  piacere , perchè Federica è una ragazza con  la quale sono entrata subito  in simpatia e che mi piace!
L'amore per gli ingredienti di stagione, il rispetto e la mia attenzione  per tutto quello che la terra offre con il calendario  delle stagioni stesse,  ha fatto il resto.
Questo mese il protagonista di "StagioniAmo" è il limone.
Il frutto  che con  il suo colore giallo sole, rallegra i nostri occhi  e le nostre tavole .
Dei suoi effetti benefici, le ragazze  ne parlano ampliamente sulla pagina di Facebook , da parte mia aggiungo che non manca mai nella mia cucina, nei miei dolci casalinghi  è la sua buccia aromatica e profumata che preferisco e, quando ho bisogno di "depurarmi" è mia abitudine bere un bicchiere d'acqua tiepida con mezzo limone spremuto, la mattina a digiuno, mezz'ora prima della colazione.
E, a decantarne poeticamente la bellezza, ci ha pensato un grande poeta, Pablo Neruda con un ode al limone dedicata, semplicemente incantevole !
Col limone ho deciso di fare polpette,  una ricetta semplice quanto sfiziosa, leggermente speziata e tanto profumata.
Scoprite anche le due ricette che mi hanno preceduta, le Polpettine di quinoa, feta, pomodori secchi al limone  di Marzia  ed il Risotto di mazzancolle al limone ed erba cipollina  di Terry e la settimana prossima, non perdete la ricetta di Federica :) !

Un grazie immenso a voi ragazze , a te  Federica per avermi invitata, tanti complimenti per la vostra bella rubrica  e... buon appetito a tutti!

Patrizia



Spiedini di polpettine al limone

Ingredienti
400 g di carne macinata mista (vitello,tacchino, maiale)
mollica di 1 fetta di pane tipo casereccio
1 uovo
succo di mezzo limone bio
1-2 limoni bio
60 g di grana grattugiato
cannella
noce moscata
semi di sesamo
sale
 pepe
peperoncino piccante
olio evo


Come si fa
Mettete in ammollo la mollica del pane per una decina di minuti. 
In una ciotola amalgamate la carne macinata con  l'uovo, la mollica strizzata, il grana, il succo del limone, una presa di cannella in polvere, una grattata di noce moscata, sale, pepe e un pizzico di peperoncino piccante. 
Affettate il limone, tagliate ogni fettina in 4 spicchi. 
Formate delle polpettine poco più grandi di una noce, rotolatele nei semi di sesamo, prendete degli stecchini di legno ed infilate tre polpette alternandole ad uno spicchio di limone.
Disponete gli spiedini formati su una placca da forno coperta da carta forno, irrotate con olio evo e cuocete in forno per circa mezz'ora.
Servite caldi  e volendo, accompagnate gli spiedini con una insalata di valeriana condita con olio, sale, pepe e ribes rossi. 
Note : Leggermente speziate,  con quel retrogusto appena accennato di cannella e noce moscata, il piccantino leggero del peperoncino secco franto,  di certo in queste polpettine è il gusto del limone che predomina, pur se con delicatezza.

Con queste polpettine, il Birraio di fiducia di Diario Birroso  abbina la "ZINNEBIR del birrificio belga BRASSERIE DE LA SENNE. Birra speziata, profumata con un amaro erbaceo deciso e un finale che rimanda alla scorza di limone."
 


lunedì 15 febbraio 2016

Seguendo la pioggia (Una tortina al cioccolato per due)

 

Lui odia festeggiare o andare al ristorante quando ci sono ricorrenze particolari e quasi  "di massa".
Io amo uscire, prendere la macchina e andare dove capita, quando capita.
Mettermi in viaggio, insomma.
Lui, veramente, ama poco i  ristoranti in generale,  e dice che - come mangia a casa sua non mangia in nessun altro posto.-
Io penso che non c'è modo migliore di trascorrere una bella giornata insieme o una  ricorrenza, facendo solo ed esclusivamente quel che più ci piace (e delle volte lasciare che trascorra inosservata- la ricorrenza-).
E allora?
Saliamo in macchina e andiamo.

lunedì 8 febbraio 2016

E friggiamole due ciambelle per Carnevale!



A Carnevale ogni scherzo vale

Mi metterò una maschera
da Pulcinella
e dirò che ho inventato
la mozzarella.
Mi metterò una maschera
da Pantalone,
dirò che ogni mio sternuto
vale un milione.
Mi metterò una maschera
da pagliaccio,
per far credere a tutti
che il sole è di ghiaccio.
Mi metterò una maschera
da imperatore,
avrò un impero
per un paio d’ore:
per volere mio dovranno
levarsi la maschera
quelli che la portano
ogni giorno dell’anno…
E sarà il Carnevale
più divertente
veder la faccia vera
di tanta gente.

(Gianni Rodari)
 

Quante persone indossano una maschera, nella vita? Quanti recitano ruoli anche se in fondo sono dei pessimi attori?
Gianni Rodari la dice lunga con la sua poesia, ed io l'adoro !

Ma domani è martedì grasso, si conclude il Carnevale ed è concesso a tutti, ma proprio a tutti indossare una maschera e fingere, e scherzare, e ridere!
Anche  friggere, perchè no?
Per mio figlio ieri, per le mie sorelle ed i miei  piccoli  nipotini prima, anche quest'anno io ho fritto!

Ciambelle fritte zuccherate

Ingredienti
500 g di farina per lievitati macinata a pietra 
70 g di zucchero di canna
60 g di burro morbido
300 ml di acqua 
6- 8 g di lievito di birra fresco
scorza  grattugiata di 1 limone
1 pizzico di sale
zucchero semolato per la copertura q.b.
olio di semi di arachidi per friggere q.b.

Come si fa 
Fate sciogliere il lievito nell'acqua tiepida,  versatela nella planetaria con il sale lo zucchero, la farina, la scorza del limone  ed impastate fino a quando l'impasto comincia a staccarsi dalle pareti. Agiungete infine il burro morbido a piccoli pezzeti facendolo assorbire poco alla volta, continuando  ad impastare.
Quando l'impasto risulterà liscio ed incordato,  trasferitelo in  ciotola unta con olio evo e fate lievitare in luogo caldo fino al raddoppio.
Versate l'impasto sulla tavola infarinata, sgonfiatelo, lasciate riposare una mezz'ora e poi stendetelo con il mattarello dello spessore di 1,5 cm .
Con un coppapasta di 8 cm di diametro ritagliate tanti dischi e praticate un foro centrale. Procedete allo stesso modo con i ritagli fino ad esaurimento.
Fate riposate ancora 15 minuti ed infine friggete in abbondante olio di arachidi in una padella alta. 
Fate sgocciolate bene su carta assorbente ed i infine rotolate ciascuna ciambella nello zucchero semolato.
Note : Questa è una ricetta veramente facile e dalla resa sicura, riesce sempre e non bisogna perderci tempo più di tanto, lievita anche velocemente. L'impasto è profumatissimo e si presenta piuttosto morbido, pieno di bollicine e  un poco appiccicoso ma non occorre aggiungere altra farina,  basta infarinare il piano di lavoro e le mani. E poi queste ciambelline sono soffici e piacciono a tutti!
Volendo, con lo stesso impasto si possono ottenere i bomboloni, basterà, stendere l'impasto un pò più spesso e "cicciotto",  non forare il centro, preparare una crema pasticcera e farcirli!

E buon martedì grasso a tutti!
Patrizia








mercoledì 3 febbraio 2016

"Che fatica essere bella!"



Muffin all'arancia

"Che fatica essere bella!"
Il titolo a grossi caratteri  campeggia sulla  copertina della rivista.
A fianco Lei, nota  show girl e conduttrice televisiva,  strizzata in un aderente tubino nero da sera, mostra il suo sorriso migliore. Ci penso un attimo e poi la metto nel carrello a raggiungere il sale e  la pasta.
Controllo l'orologio mentre mi aggiro tra le corsie del supermercato - Questo mi serve, questo no, ok basta .-
Ci manca solo che mi metto a parlare da sola e oggi siamo a posto.  Intanto mi  appresto a fare la fila alla cassa . - Oddioooooo  com'è tardi!-  Sistemo tutto sul nastro, la  conduttrice  ed il suo sorriso stampato comincia a scorrere con la pasta , i finocchi , il sale e tutto il resto.

"Che fatica essere bella!" scimmiotta la cassiera prendendo in mano la rivista mentre cerca il prezzo - che non si trova mai -  e intanto tutto finisce nella busta.
Poi di corsa per conciliare la pausa pranzo, l'uscita da scuola di mio figlio, il rientro in ufficio.

Arriva il pomeriggio. Scorre lento. Chissà perchè le ore rallentano solo quando sei in un posto e vorresti essere in un altro. Fuori è tutto grigio, mi distraggo un attimo, lascio il pc , mi affaccio alla finestra, sorseggio un caffè che sa di bruciato e che non mi piace per niente.
Finalmente esco dall'ufficio, breve sosta a casa a recuperare il borsone che ho dimenticato di prendere e via in palestra, mentre scivola via la giornata e la sera si affaccia tra le luci gialle dei lampioni.

Ma poi, strada facendo, cambio idea. Ho fatto tardi, la lezione è già iniziata  e l'insegnante di Pilates  ama la puntualità. 
Decido  di fare un giro al centro, così mi ritrovo al mio negozio preferito  : tutto ancora in saldo .

-Cosa vuoi provare - ? Lei, la proprietaria , mi conosce da una vita e sa già quello che mi piace - Carino questo cappottino bianco, vero? - Ok lo provo, carino davvero, ma si lo prendo - e intanto  tira fuori un pinocchietto nero - Provalo dai che è bello, con gli stivali  che indossi, è un amore.-

Lo provo, ma già penso ai commenti dei miei colleghi - Ehi sei venuta a cavallo oggi , Calamity Jane?- Però mi piacciono anche se devo prendere una taglia in più  (!) ma lei dice che posso osare - Ma prendili no? Te li puoi permettere, non come certe ragazzine che con vent'anni di meno hanno già la linea distrutta a forza di patatine fritte  e hamburger! -

-Certo che questo pinocchietto però... Ma quando lo metto, magari la domenica per passeggiare sul lungomare o per andare in bicicletta . - E penso alla mia vicina di casa che ha cinque anni più di me , si fa le codine con gli elastici di Hallo Kitty, si mette le scarpe Fornarina su jeans super attillati e porta solo zainetti di quelli che le ragazzine si appendono sui pantaloni a vita bassa e le t-shirt striminzite che lasciano scoperto l'ombelico !
No, meglio il mio rassicurante pantalone da "ufficio" con le pences! - A quarant'anni, dicono,  bisogna essere sobrie .- 
Già , ma chi lo dice?

Io e lei continuiamo a parlare, non c'è nessun altro oltre noi.
Giovanna è l'iniezione di leggerezza e di brio che ci vuole in giornate come questa !

Lei vede la vita sempre in positivo, non ha paura degli anni che passano, si racconta con divertente ironia  ed è per questo che mi piace, devo venire più spesso a trovarla!
Intanto continuo a provare e alla fine esco con il cappottino bianco, il pinocchietto nero , un cache - coeur cipria, una camicia in tinta, il mio pantalone rassicurante e classico ed il numero  di telefono del suo dietologo - Tante volte ti viene voglia di riprenderti la tua mitica e vecchia taglia !

"Che fatica essere bella!"
Il flash della rivista con la star televisiva  e il suo tubino nero si riaffaccia nella mente, mentre in macchina metto in moto, accendo la radio e la Pausini intona "Io cantooo" e canto pure io tra le luci del traffico cittadino e i semafori che questa sera, prendo tutti rossi !

"Che fatica essere bella!"
Mi ricordo della rivista che sono passate le ventitrè e nel silenzio della casa che si addormenta il sonno assale anche me.  Ma... strappo via il cellophane e Lei, la star  racconta il suo segreto per rimanere  giovane  e bella. 
Ma io, ci devo credere???

Chiudo la rivista e vado a dormire !
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Questo   racconto l'ho scritto  qualche anno fa.
A distanza di tempo,  continuo a frequentare il mio vecchio negozio preferito e la sua proprietaria simpatica.  Ah, dal suo dietologo ci sono poi andata.
Nel frattempo, Lei ha cambiato e ora  si affida ad una nutrizionista (mi ha dato il numero!).
Non vado più alle lezioni di Pilates e non manco di rimproverarmi per aver abbandonato, perchè era tanto rilassante e mi faceva un gran bene. 
Però mi sono iscritta ad una palestra di quelle di sole donne.
Non ho ancora cominciato ma alla camminata veloce  la sera resto fedele.
E mentre per me il tempo è passato (e si vede!), Lei, la nota conduttrice televisiva, è sempre U-GUA-LE  e continua a condurre il suo programma di successo,  mentre  io continuo  a combattere con le taglie che vanno e vengono, (ma perchè poi mi è venuto in mente di creare un blog di cucina?)  alle quali si sono aggiunte inevitabilmente le prime rughe  che  solcano il mio viso.


Baci di Dama Black & White


Fritti dolci di patate

Forse il racconto c'entra poco col mio blog , ma questo periodo va così. E poi scrivere racconti mi è sempre piaciuto.
Ho poca voglia di fotografare cibi e di ritornare alla mia vecchia passione : fotografare quel che capita durante le mie passeggiate ed i miei viaggi.
O forse semplicemente sono alla ricerca di nuove ispirazioni ed in questo, le caratteristiche del mio segno zodiacale e del mio mese di nascita, dicono il vero. Sono uno spirito libero, perdo interesse facilmente e devo esplorare nuovi orizzonti.
Ma sono  certa che presto tornerò con le mie  ricette.
Intanto ho rispolverato le tre più dolci del febbraio dell'anno scorso, basta cliccarci sopra e riappariranno :


E poi fotografie, di questo inverno che sembra autunno, di questi cieli che fanno primavera, del primo fiore solitario  dell'albicocco ancora spoglio e senza foglie, delle ultime arance amare che presto trasformerò in marmellata e di neve.
Quella poca neve  di Campo Imperatore, trovata per caso una domenica di dicembre. 


Un grande saluto ,
Patrizia









"Con una certa parte del nostro essere viviamo tutti fuori dal tempo. 
Forse è solo in momenti eccezionali che ci rendiamo conto dei nostri anni, 
mentre per la maggior parte del tempo siamo dei senza-età.

(Milan Kundera)