venerdì 16 settembre 2016

I colori settembrini, l'uva ed i tarallucci al vino rosso


Cosa succede se un buon bicchiere di corposo e fruttato vino rosso, il Montepulciano d’Abruzzo, incontra la Solina, una farina di grano tenero di montagna, di ottima qualità e di poche pretese ?
A questo incontro non di certo casuale, basta aggiungere un poco di zucchero, un poco di olio extra vergine di oliva e l’alchimia ha inizio.
La necessità che diventa arte, non solo abruzzese, ma comune a molte delle nostre regioni, da tempi remoti ha saputo unire passione, ingegno ed estro, per arrivare a creare tantissime ricette che conservano e racchiudono profumi, sapori tipici ed unici, delle tradizioni popolari. 
Capaci di riscaldare le prime serate a casa dopo il rumore dell’estate, che è ancora lì che dispensa con  cautela gli ultimi raggi utili ed indispensabili, affinché i frutti settembrini giungano alla giusta maturazione.
Come l’uva. Che poi diventa vino.


Amo pensare a settembre come al mese di confine più discreto e silenzioso dell’anno.
L’estate gioca con l’autunno, crea le prime sfumature calde tra le foglie, ci lascia scoprire ancora un po’ sulla spiagge quando, quel sole sempre più assonnato, fa capolino e ci ricopre quando punge la sua aria frizzantina.
I tarallucci al vino affondano le loro origini in profondità, in tempi in cui -dicevo- con pochi ingredienti presenti in casa, nascevano dolci rustici della tradizione da gustare nell’allegria del focolare domestico.
Tradizioni che nessuno di noi vuol lasciare andar via  tanto che credo, tutti gli amanti dei sapori di una volta, si siano cimentati nella preparazione di questi fragranti e profumati tarallucci, da sgranocchiare a qualsiasi ora. E credo anche che nessuno è riuscito a resistere alla tentazione di inzupparli in un ottimo bicchiere di vino rosso!

Una ricetta di quelle “a occhio”, come moltissime ricette delle nostre nonne che non avendo a disposizione bilancette di precisione, si affidavano a bicchieri, tazzine e cucchiai per dosare gli ingredienti. E la cosa più bella che ancora oggi mi fa sorridere, riguarda le dosi della farina : - "quella che ci vuole" -  difficile da indovinare a colpo sicuro, quando la consistenza dell’impasto finale si può semplicemente immaginare. 
Eppure , a noi abruzzesi, piace sempre tantissimo impastare a  occhio...


Settembre è tornato, discreto e silenzioso, come sempre .
Con settembre torno anch'io, dopo una pausa necessaria,  con ancora "l'estate addosso" e la voglia  di trattenerla ancora un pò ...
E presto vi racconterò delle mie vacanze settembrine al mare, un mare meravigliosamente bello e rilassante...
Buon fine settimana,
Patrizia




TARALLUCCI AL VINO ROSSO
Ingredienti
per due teglie di tarallucci
1 bicchiere di vino rosso (Montepulciano d’Abruzzo)
1 bicchiere di olio extra vergine di oliva
1 bicchiere di zucchero semolato
420-450 g di farina di grano tenero Solina
1 pizzico di sale
Semi di anice o di finocchio (facoltativo)
zucchero semolato per la copertura q.b.
Come si fa
Versate l’olio ed il vino in una ciotola, aggiungete lo zucchero e mescolate per amalgamare gli ingredienti.
Aggiungete infine la farina , un pizzico di sale, i semi di finocchio o di anice se vi piacciono ed impastate prima con una forchetta, poi a mano, fino ad ottenere un impasto liscio,morbido ed elastico.Lasciate riposare circa mezz'ora la pasta coperta da una ciotola.
Prelevate piccole quantità di impasto, formate un cordoncino e dategli la forma di una ciambella,    incrociate le estremità per chiudere il tarallo.
Mettete lo zucchero semolato in un piattino, passateci solo da un lato ogni taralluccio per ricoprirlo.
Disponete i taralli su di una teglia coperta da carta forno e cuocete in forno preriscaldato, a 190° venti minuti circa, fino a doratura 
Note : Per dosare gli ingredienti ho usato il classico e comune bicchiere di plastica, che contiene circa
150 ml di liquidi e 150 g di zucchero. Ho pesato solo la farina, quantità variabile a seconda della capacità di assorbimento della farina stessa.
In mancaza della solina, tipica della mia regione, usate una farina di grano tenero di buona qualità, magari macinata a pietra.
 


6 commenti:

  1. Torno a leggerti un po' di fretta, sono in partenza x le vacanze (finalmente sono arrivate anche x me!!!) e ci tenevo a lasciarti un saluto e un augurio di un settembre splendido, rigoglioso..un nuovo inizio pieno di belle cose <3
    ps: queste immagini mi hanno regalato un tuffo al cuore a quando facevo la vendemmia dai miei nonni...

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    1. Cara Consu, so già dove sei andata in vacanza e confesso che ti ho invidiata in senso buonissimo, perchè è una meta che spero di poter raggiungere presto anche io :)
      Grazie per l'apprezzamento che sempre mi dimostri, un bacio, a presto

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  2. Io li trovo irresistibili nella loro semplicità! Ne sono ghiottissimo! :-D
    I tuoi hanno un aspetto molto invitante.

    Fabio

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    1. Cioa Fabio, in effetti le ricette semplici sono sempre le migliori e profumano tanto di ricordi e tepore domestico...
      Grazie :)

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  3. Arrivo da Pinterest, attratta dalla ricetta che ho salvato e voglio provare! Mi sembra perfetta per salutare bene l'arrivo della stagione e delle serate casalinghe da passare nel tepore... :-)

    (mi piacciono anche le foto, ci tengo a dirlo!)

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    1. Ciao Francesca, grazie per essere passata di qua e grazie per l'apprezzamento sulle foto, una passione, la fotografia, nata per caso e che vorrei tanto coltivare di più...
      Spero che i tarallucci al vino ti diano la carezza giusta per iniziare questa stagione interiore e di ascolto della natura che si addormenta dolcemente...

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Grazie per l'attenzione e per i commenti che vorrai lasciarmi :) !
Patrizia