mercoledì 21 dicembre 2016

WinterTime...


L'inverno è il periodo dell'anno che favorisce maggiormente l'immaginazione: 
ci si siede davanti al camino, si riflette sul passato, 
su quello che è stato l'anno appena trascorso, ci si prepara a quello che verrà. 
È una stagione psicologica, oltre che temporale.

 (Sting)


Felice Inverno, Patrizia


venerdì 16 dicembre 2016

Ancora Dicembre, le feste, il brodo di pesce e tagliolini



Dicembre arriva sempre col suo difetto più grande, quello di scorrere troppo velocemente.
I minuti che diventano ore, le ore che diventano giorni. Giorni che scorrono  troppo in fretta, per me che di questo mese amo tutto, al quale sono grata perchè ogni volta mi riconcilia con l'inverno. 
L'inverno. 
Questa stagione un poco burbera, con la  sua coperta lunga,spessa, seria  che tutto avvolge in silenzio, come quelle copertine di lana dove rimpicciolire  sul divano, vicino al fuoco, dopo una giornata fuori casa, mentre il grigio lattiginoso di una giornata  nebbiosa,  lascia il posto al buio di una notte fredda e senza luna.
E non fa in tempo ad arrivare, dicembre, che è già Natale e magari chissà, cadrà ancora un pò di neve come.
Ed i giorni  vorresti dilatarli senza misura,  perchè  a Natale mi viene naturale pensare alle famiglie che si riuniscono, alla mia famiglia che si riunisce e  che si stringe di nuovo in quel cerchio invisibile che ci tiene uniti anche quando siamo lontani, con la differenza che possiamo toccarci, guardarci,  sorriderci, parlare.
Credo che basti per spiegare quanto amo dicembre.

E poi dicembre è  il tempo delle tisane bollenti, del tè delle cinque, dei biscotti da inzupparci dentro e delle zuppe fumanti. 
Dei brodi che cuociono lentamente, mentre fuori è già buio -ma chi se ne importa- !
Come questo mio brodo particolare, preparato con il pesce fresco del mio mare. 

Brodo di pesce con tagliolini e broccoli
 3 rane pescatrici piccole
2 cicale di mare
1 merluzzo piccolo
Una grossa manciata di gamberetti
1 costa di sedano
1 cipolla
1 carota
1 spicchio d’aglio
200 g di cimette di broccoli
2 cucchiai d’olio
Prezzemolo tritato, sale
1 presa di curcuma
120 g di spaghetti alla chitarra sottili tagliati a tagliolini
Come si fa
Pulite ed eviscerate le rane pescatrici, eliminate la pelle scura, tagliate le teste e tenetele da parte. Pulite anche il merluzzo ed eliminate la testa che butterete, eliminate le squame e gli occhi alle cicale di mare ed infine sgusciate i gamberetti .
Pulite e lavate la carota, il sedano, la cipolla e tagliateli a pezzi. Lessate le verdure in circa 2 litri d’acqua salata insieme alle teste delle rane pescatrici, per 10 minuti. Aggiungete le cicale di mare , le code delle rane pescatrici e fate bollire per altri 10 muniti, a fuoco dolce, coprite la casseruola col coperchio. 
Infine, aggiunte il merluzzo e fate bollire per altri 5 minuti. Spegnete , tirate fuori i pesci interi e cioè le code delle rane pescatrici, il merluzzo e le cicale di mare e tenete da parte ; filtrate il brodo di pesce. 
Pelate lo spicchio d’aglio e fatelo dorare leggermente con l’olio, aggiungete il brodo di pesce , i broccoli mondati e tagliati a cimette piuttosto piccole, una presa generosa di curcuma , i gamberetti sgusciati e fate bollire ancora per 2-3minuti circa. Regolate di sale. Nel frattempo fate bollire poca acqua salata, tuffateci la chitarrina tagliata a listarelle di circa 6 cm di lunghezza, fate cuocere e scolate appena la pasta viene a galla. Prima di spegnere il fuoco del brodo, aggiungete la pasta scolata, la polpa dei pesci tenuti da parte ai quali avrete eliminato le cartilagini e le spine. 
Fate insaporire per pochi secondi, unite del prezzemolo tritato  e servite la zuppa di pesce e chitarrina ben calda e fumante.





giovedì 1 dicembre 2016

Primo dicembre... L'arte del semplificare

"Per iniziare la giornata scelgo un caffè,
per continuarla, un sorriso"
(Stephen Littleword - Piccole cose)

Certe mattine cominciano così.
Il pane bruciacchiato nel tostapane. Il caffè bollente che scotta la lingua.
Le lancette dell'orologio che inesorabilmente scappano avanti, più veloci di me che avrei bisogno di pochi minuti in più.
Il maglione indossato rabbrividendo, mentre la folata d'aria fredda di questo primo dicembre mi investe il viso, aprendo la finestra.
Il mare immobile e piatto.
Il cielo  che apre uno squarcio d'azzurro  tra nuvole invisibili, pesanti e grigie.
Ha nevicato questa notte. 
Lo sento dall'aria fredda, mentre con gli occhi cerco le montagne vestite di bianco candore.
Non le trovo, è  presto.
Il nuovo giorno deve ancora allargare le sue braccia appena intorpidite dal sonno.
Sarà un dicembre freddo, forse, chissà.
Un dicembre iniziato con  il pane tostato bruciacchiato, la dolcezza della mia marmellata di albicocche e un caffè bollente sorseggiato insieme, prima di scappare via.
Amo il mese di dicembre ed il suo primo freddo. Amo il Natale e la sua attesa. 
Amo brioches come queste, che profumano di casa e di tempo lento, che scaldano anche le più freddolose come me, mentre fuori il freddo avvolge del suo silenzio, ogni cosa ...



Brioche con mele e uvetta
 Ingredienti
  300 g di farina per dolci 
  100 g di zucchero di canna
  1 uovo
1 tuorlo
  8 g di lievito di birra
  60 g di burro morbido
  100 ml di latte
1 presa di sale
semi di mezza bacca di vaniglia
scorza grattugiata di 1 limone
Inoltre
  1 mela 
30 g di zucchero du canna
2 cucchiai di succo di limone
1 presa di cannella 
50 g di uvetta sultanina
mezzo bicchiere di rum chiaro

  Come si fa
Sciogliete il lievito di birra nel latte appena tiepido, versatelo  nella ciotola della planetaria  insieme a  tutti gli altri ingredienti partendo dai liquidi , tranne il burro , avviate e impastate a lungo fino a quando l'impasto risulterà omogeneo, liscio ed incordato ; aggiungete il burro morbido a pezzetti ed impastate ancora . 
Rovesciate l'impasto in una ciotola, coprite con pellicola alimentare e fate lievitare fino al raddoppio. Riprendete la pasta,  rovesciatela sulla spianatoia infarinata,  sgonfiatela e fate delle pieghe a libro. Coprite con la ciotola a campana e fate riposare .
Mettete l'uvetta sultanina a rinvenire nel rum.
Nel frattempo tagliate la mela a cubetti, aggiungete il succo di limone e lo zucchero e fatela appassire  per qualche minuto sul fuoco. 
Scolate bene la mela a cubetti e tenete da parte lo sciroppo che si è formato. Fate raffreddare.
Stendete la pasta dello spessore di circa 1 cm, formate un rettangolo e spennellate con lo sciroppo della mela tenuto da parte, aggiungete la mela a cubetti e l'uvetta ammollata e ben strizzata.
Arrotolate e formate un cilindro. Tagliate a metà il cilindro lasciando attaccata l'estremità superiore.
Intrecciate i due pezzi del cilindro tagliato, ed adagiate la treccia formata in uno stampo da plum cake imburrato, rimettete sopra e spingete dentro la treccia i pezzetti di mela che inevitabilmente sono "scappati" durante l'operazione di increccio.
Coprire con pellicola alimentare e fate lievitare ancora per circa un'ora.
Spennellate la superficie della treccia con lo sciroppo della mela e cuocete in forno preriscaldato a 170° per 40-45 minuti. 
Note : questa è una ricetta del mio archivio che ho semplificato, aumentando le dosi del lievito,  accorciando  così tempi di preparazione e di lievitazione. Il risultato è ottimo, anche con un poco di lievito in più. Delle volte della semplificazione bisogna farne un'arte.
Otttima anche la versione pera e cioccolato : al posto della mela e dell'uvetta, aggiungete una pera e gocce di cioccolato. 
Infine, la mia idea è quella di  portare qui vecchie ricette ed altre inedite ed arrivare insieme fino a Natale e movimentare un pò la mia cucina virtuale, silenziosa da troppo tempo... Chissà se ci riuscirò!







venerdì 21 ottobre 2016

United colors of Autumn e lo strudel di mele

  


Esco a fare due passi, la giornata è bella.
Mi dico che in fondo l'autunno non è  così male, con il sole.
Scatto qualche foto ed intanto arrivo al mare. 
C'è chi passeggia, chi mangia tranquillo il suo panino seduto su una panchina sotto le tamerici.
C'è chi crede che questo sole debole  lo abbronzi ancora e se nè sta come una lucertola, col viso all'insù, perfettamente immobile.
Ci sono anche gli ultimi turisti che resistono ancora,  in costume da bagno sugli ultimi lettini seminati quà e là, nell'ordine della spiaggia ormai spoglia di ombrelloni.

martedì 18 ottobre 2016

La prima nebbia d'autunno, la raccolta delle olive e la zuppa di fagioli




La prima nebbia d'autunno, avvolge nel suo manto lattiginoso la campagna.
Nella calma del paesaggio quasi spoglio, tutto è pronto per l’inverno che verrà. 
Ma prima del lungo sonno ristoratore, prima che la vitalità della natura diventi sotterranea ed invisibile,  c’è ancora una cosa da fare, raccogliere le olive.  

giovedì 6 ottobre 2016

Una mela al giorno... Crostata di mele

Un vecchio detto recita “Una mela al giorno toglie il medico si torno.”
E se si dice , qualche verità di certo c’è.
Ma indipendentemente dai poteri capaci di non farci ammalare attribuiti alle mele, le possiamo considerate i frutti che meglio rappresentano il ritorno dell’autunno.
Le prime foglie che ingialliscono e cadono a terra, i primi raccolti di stagione, le prime ceste piene di mele tanto belle da vedere, ci regalano colori caldi ed avvolgenti , un vero piacere per i nostri occhi e per le nostre tavole.

martedì 4 ottobre 2016

Orizzonti blu




 https://www.youtube.com/watch?v=2CZUY-bV0V0

I due ragazzi arrivano con le piccole valigie al seguito .
Mi accorgo di loro, attratta dal rumore delle ruote che stridono sui  massi levigati della piccola caletta.
Ma sono in acqua e con un mare così bello, calmo e caldo presto la mia attenzione se ne va, anche se un grande sorriso quei due  giovani ragazzi me lo hanno regalato. Solo più tardi ripenso a loro, quando rivedo le due valigie sistemate alla meglio in un angolo della caletta.
Li ritrovo alzando gli occhi, un poco distanti, piccoli puntini sotto il sole ,  tranquillamente rilassati sul masso  enorme, più in alto.

mercoledì 21 settembre 2016

Prima che il vento si porti via tutto ... (La crostata ci sta )


La prima pioggia di settembre ha mescolato i colori con garbo : un pò d'estate, un pò d'autunno... 
Ma io non sono ancora pronta per l'autunno.
Così, mescolo anch'io i colori.
Un pò d'arancio, un pizzico di giallo.

venerdì 16 settembre 2016

I colori settembrini, l'uva ed i tarallucci al vino rosso


Cosa succede se un buon bicchiere di corposo e fruttato vino rosso, il Montepulciano d’Abruzzo, incontra la Solina, una farina di grano tenero di montagna, di ottima qualità e di poche pretese ?
A questo incontro non di certo casuale, basta aggiungere un poco di zucchero, un poco di olio extra vergine di oliva e l’alchimia ha inizio.
La necessità che diventa arte, non solo abruzzese, ma comune a molte delle nostre regioni, da tempi remoti ha saputo unire passione, ingegno ed estro, per arrivare a creare tantissime ricette che conservano e racchiudono profumi, sapori tipici ed unici, delle tradizioni popolari. 
Capaci di riscaldare le prime serate a casa dopo il rumore dell’estate, che è ancora lì che dispensa con  cautela gli ultimi raggi utili ed indispensabili, affinché i frutti settembrini giungano alla giusta maturazione.
Come l’uva. Che poi diventa vino.

martedì 2 agosto 2016

Non si dica che non mi piacciono le Polpette !



https://www.youtube.com/watch?v=fd02pGJx0s0
(Sunrise - Norah Jones)

Che io non sia mai stata una mattiniera è risaputo.
Mi alzo sempre all'ultimo minuto e sono quella che continua a ripetersi - ancora dieci minuti e scendo - la classica frase di chi si gira dall'altra parte, sprimaccia il cuscino e riaffonda nel suo sonno ancora incompiuto. 
E  continuo ad invidiare mio marito che al primissimo suono della sveglia ha già messo i piedi per terra e di quei -ancora dieci minuti- riesce a fare a meno.
Ma che bella cosa che è assistere al risveglio del sole.
In questa piccola parte di mondo, il sole sorge sul mare.

giovedì 28 luglio 2016

Un cubo di frutta e feta ed un rompicapo



https://www.youtube.com/watch?v=2Y6Nne8RvaA

(Kungs vs Cookin’ on 3 Burners - This Girl)

Io non sono mai riuscita a risolverlo.
Era molto in voga negli anni '90 , tutti ne possedevano uno e quelli della mia generazione non possono non conoscerlo :  quel bel rompicato  che inventò diversi anni prima il designer e architetto ungherese Erno Rubik , il cubo di Rubik.
E per quella strana esperienza che ci capita spesso di fare dell'associazione delle idee, per somiglianza o per contrasto, al mio vecchio cubo di Rubik  (chissà se c'è ancora a casa di mamma), ho pensato, mentre ero concentrata a tagliare in piccoli cubetti la mia frutta.
Era da un pò che avevo adocchiato questa semplicissima ricetta, attratta dall'accattivante presentazione che mi ha rapita subito, di una delle mie riviste  preferite.
L'ho fatta mia  personalizzandola e questo cubo qua  credo che lo farò ancora ed ancora. Mi piace tantissimo.

giovedì 30 giugno 2016

Tonda, come una zucchina ripiena

 

Se mio marito torna dal lavoro, mi trova in soffitta e domanda - Ma si può mangiare- gettando un occhio interessato alla scena, io sto fotografando la cena, o comunque qualcosa che "si mangia".
- Ma perchè non apri,  stai facendo la sauna quassù!-
- Caldo ? Ma no, siediti va, che  mangiamo qui !- 
In effetti in soffitta caldo lo fa, ma io non me accorgo nemmeno, quando armeggio con la mia Canon e quel  cavalletto vecchiotto  che dovrò decidermi a ricomprare, tante volte ho fatto cadere e meno male senza la macchina fotografica e tante volte, lui, pazientemente ha incollato con Attak  dicendomi - fino alla prossima forse, regge - .
Perchè tanto lo sa che cadrà ancora e lui, ancora brontolerà e riattaccherà, perchè ci conosciamo da una vita e  li sappiamo  i nostri modi  di fare e di dire. 

giovedì 23 giugno 2016

La pizza di mare , l'acqua "iodata" e la sfida MTC!




Leggere la parola pizza mi fa venire sempre l'acquolina in bocca  e, nello stesso istante nella mia mente si apre  quel cassetto particolare che racchiude tra i ricordi,  molti dei profumi,  di pizza  in questo caso, che ho annusato nel tempo . Potrà sembrare bizzarro ma è così . 
E' un attimo per me, ad esempio, respirare ancora il profumo della pizza  e ritrovarmi a Sorrento, in  quell'angoletto affacciato sul mare che sfornava pizza a tutte le ore. 
E quello della pizza a Napoli, di  una traversa di San Gregorio Armeno :  che profumo che aveva quella pizzetta napoletana take away ,  pagata solamente 1 Euro, e che sapore!
Ma anche il profumo di pizza respirato all'una di notte, in una stellata e gelida notte di San Silvestro, ad Ascoli Piceno. 
E quindi, se la PIZZA diventa la sfida mensile dell'MTC , di certo non posso mancare !

lunedì 6 giugno 2016

Le lampare, il mare e le linguine con piccato alla giuliese



“Vide le luci in mezzo al mare

pensò alle notti là in America

ma erano solo le lampare e

la bianca scia di un’elica…”

(Caruso – Lucio Dalla)

La prima volta che ho visto la scia di luci in mezzo al mare, ho pensato anch’io ad una piccola città spuntata dalla calma dell’immensa distesa marina, in una sera come tante, senza luna.
Uno spettacolo bellissimo che si rinnova tutte le volte che mi capita di vederlo.
Sono lampare.  
Come le lampare della splendida canzone di Lucio Dalla.
Raccontare il mare è come scrivere un libro senza fine. 
E non è facile per me, la  "ragazza di collina", che ho imparato ad amare e vivere  il mare ed i porti grazie al mio compagno di vita, che si diverte ancora adesso a prendermi in giro, con quell'appellativo che porterò sempre addosso!  
Andiamo spesso al porto. Delle volte, quando usciamo la domenica, sono io a proporre di andarci. 
Pescara, Giulianova,  Ortona,  Ancona.  
Semplicemente per ascoltare il dondolio delle barche ormeggiate, cullate dalla risacca. 
Il silenzio del mare nella sua calma.
I gabbiani che indisturbati planano e macchiano il cielo. Il profumo intenso di sale. Passeggiando.
E penso alle vite parallele  che non si incontrano mai, tanto sono diverse. 
Accomunate dallo stesso amore e dallo stesso rispetto per un elemento che, nella sua grandezza ispira  bellezza e  gran timore. 
Penso a chi parte, a chi arriva.  Fantastico un pò .
Della ricetta che segue invece, è la fantasia dei pescatori giuliesi ad essere  protagonista.  
Una ricetta  che proviene dall'ormai consolidata collaborazione con il Signor Augusto che di come cucinare il pesce, conosce trucchi e metodi per esaltarne al massimo il sapore, partendo dal presupposto che solo di pesce freschissimo, azzurro in questo caso,  deve trattarsi !
Una ricetta preparata  da tempi lontani,  si può dire,  a Giulianova, con il pesce povero azzurro di basso costo, che costituisce da sempre, una quota importante della parte di salario corrisposto in natura ai marinai imbarcati sulle lampare: le “linguine  con piccato di pesce alla giuliese”.
L’intenso profumo di mare ed il sapore della preparazione, è direttamente proporzionale alla freschezza del pesce ed alla fragranza dei pomodori. 
E siamo decisamente nel periodo giusto per gustare questo piatto   :  il profumo che evapora e sale su, dalla pentola, quando il pesce comincia a cambiare colore è inebriante !
Grazie ancora Augusto ! 


Vi lascio con  l'augurio di buona settimana e felice giugno con la sua estate che tra le piogge primaverili quest'anno, io sento che c'è già  ! 

Patrizia

 Ingredienti
per 4 persone
1 kg di sgombri freschissimi
2 spicchi di aglio rosso
1 mazzetto di prezzemolo
1 kg di pomodori ben maturi (cuore di bue, a pera rovesciata abruzzese; fuori stagione
800 g di pelati)
Mezzo bicchiere di vino bianco secco
Olio extra vergine di oliva
Sale, pepe, peperoncino
400 grammi di linguine (o spaghetti) di ottima qualità

Come si fa
Eviscerate, lavate bene e sfilettate il pesce (o fateli sfilettare dal pescivendolo; comunque mai comprare filetti già pronti), eliminate bene tutte le spine e la pelle poi tagliare la polpa a pezzetti.
Posizionate il trito su un tagliere, aggiungete l’aglio sbucciato e tritato e le sole foglie del prezzemolo.
Utilizzando un coltello pesante, a lama larga, preparate pazientemente un battuto amalgamando bene gli ingredienti.
Versate l’olio in una pentola capiente e fatelo scaldare, aggiungete il piccato di pesce e fatelo sbianchire velocemente.
Appena il pesce ha cambiato colore, sfumate con il vino e pepate leggermente; quando l’alcool è evaporato unite i pomodori spellati, privati dei semi e tagliati a pezzetti (o i pelati passati al passaverdure).
Cuocete per una ventina di minuti ed aggiustate di sale.
Cuocete le linguine in abbondante acqua salata, scolateli al dente e condite con il sugo preparato.
A piacere si può aggiungere peperoncino piccante in polvere o poco olio al peperoncino.

Sugarelli

Porto di Giulianova


La Pineta

martedì 31 maggio 2016

Le torte salate dell'MTC, un libro, una ricetta : il bersaglio di primavera


Quando sono entrata nel magico mondo dell'MT Challenge con la mia primissima sfida, stava uscendo un libro. 
Un libro interamente dedicato alle Torte salate, un tripudio di  bellissime, colorate e buonissime torte che mi ha attratta subito : TORTE SALATE - by  MTChallenge .
Potevo non comprarmelo io che le torte salate le adoro? Certo che no e così, dopo averlo letto, in cerca di quella che era la mia torta preferita, impresa assai difficile perchè le trovo tutte da provare,  ho scelto di iniziare quel bel bersaglio di primavera , tanto accattivante e simpatico già dall'immagine di copertina !
E alla fine ne ho fatto piccoli bersagli, amante come sono da sempre delle monoporzioni.
Finalmente riesco a pubblicare la ricetta così come io l'ho interpretata  , con tanti complimenti a  tutta la squadra MTC,  la community   più  divertente e  pazzesca del web, che credo tutte noi  blogger conosciamo !

In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere.
(Daniel Pennac)

Buona serata, Patrizia  

Ingredienti
Per la pasta brisée italiana (senza uova)
250 g di farina
125 g di burro freddo
1 cucchiaino di sale
50 ml di acqua ghiacciata
1 grattata di pepe bianco
Per i bersagli
200 ml di panna fresca
2 uova
50 g di parmigiano grattuggiato
1 peperone rosso
1 zucchina
1 carota
sale, pepe

Come si fa
Preparate l'impasto: setacciate la farina con il sale e unite il burro freddo a dadini. Incorporatelo alla farina con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto sabbioso. Unite metà della dose dell'acqua ed incorporatela al composto, aggiungete il resto poco alla volta continuando ad impastare con la punta delle dita. Appena l'impasto comincerà a compattarsi, lavoratelo con il palmo della mano, facendo forza  sui polsi. Se l'impasto risulta secco , aggiungete acqua un cucchiaio alla volta. Quando diventerà liscio ed omogeneo, date la forma di un palla, avvolgetelo con la pellicola e  fatelo riposare in frizeer per mezz'ora.
Riprendete l'ìmpasto, stendetelo , ricoprite lo stampo (o gli stampini monoporzione), bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta , coprite con carta forno e  fate riposare ancora in freezer, poi  distribuite sulla carta  dei legumi secchi e cuocete per 15 minuti a 190°,  abbassate la temperatura di 10 o 20 ° C e proseguite la cottura per altri 5 minuti (cottura in bianco).
Sfornate e tenete da parte.
Mondate e lavate le verdure, ascigandole bene. Tagliatele a strisce sottili con una mandolina o con un pelapatate così che si possano arrotolare con facilità.
Mescolate la panna con le uova, il parmigiano, il sale ed il pepe e riempite i gusci semicotti  in bianco.
Disponeteci le verdure a cerchi concentrici, alternandole in base ai colori.
Infornate a 180° e fate cuocere per circa 20 minuti o fino a quando le tortine risulteranno dorate.
Fate intiepidire e servite.
Note : A posto di una torta salata unica di 24 cm , ho realizzato  8 monoporzioni del diametro di 8 cm ciascuna.
Ho aggiunto una grattata di pepe anche all'impasto della brisée.




venerdì 27 maggio 2016

Di tempo per me ... e tre ricette dolci




https://www.youtube.com/watch?v=ZpDQJnI4OhU
 (U2, Mary J. Blige - One)


Un pomeriggio come tanti volge alla fine, tra poco lascierà il posto alla sera con le sue ombre pronte ad allungarsi, in agguato tra i contorni caldi delle case, mentre la palla di fuoco rosseggiando, comincerà a calare.
E pazienza se maggio sta per finire  ed io ancora devo capirci qualcosa; ma soltanto perchè vorrei trattenerlo ancora un pò. Adoro il mese di maggio.
Ma va bene così, tempo fa mi sarei detta che sono indietro su tante cose, invece adesso la vedo con un'altra ottica,  e mi dico che sono avanti. 
Sono molto avanti. Perchè ho ripreso in mano un pò di tempo solo per me,lasciandone andare altro, perchè ne sono felice, perchè mi fa stare bene. 
Sere fa  sdraiata sul tappetino , alla lezione di Pilates, davvero mi sono sentita tanto bene. E mi sono anche divertita.
- Addome in dentro, espiro e srotolo-
E mi sento un gomitolo.
- Abbraccio le gambe e dondolo-
E mi sento un'altalena.
In sottofondo una musica che è  acqua che scorre, dolcemente. 
E mi sento su una spiaggia.
Ed augurando buon fine settimana, vi lascio tre delle mie ricettine di stagione :

Tortina senza glutine  
Soffioni abruzzesi alla ricotta 
Cheescake scomposti nel bicchiere  

In questo periodo vivo di rendita per quanto riguarda il blog e le ricette, lo so!
Però è una cosa bella,  mi capita spesso di ripensare a qualcosa che non faccio da un pò e di aprire il blog e cercare la ricetta!  Per esempio questo fine settimana, pensavo proprio di rifare i soffioni di ricotta, magari con qualche piccola varazione che ho in mente. 
O forse  riproporrò proprio i cheescake scomposti , facili, veloci, freschi, chissà.

Comunque sia, buon fine settimana , alla prossima

Patrizia  










































Con questo post partecipo al Giveaway di Valentina del blog Una fetta di paradiso

http://www.unafettadiparadiso.it/2016/05/4-anni-una-millefoglie-e-un-giveaway.html

lunedì 16 maggio 2016

La pizza rossa, le focacce e la Casina arancione...


C’è una casina arancione immersa nel verde di una collina baciata dal sole.
Davanti, c’è un cortile pieno di luce circondato da fiori multicolori.
Quattro scale conducono al portone d’ingresso. Ad un lato della porta, c’è una scrostatura scura a forma di barca, di quella barchetta di carta attaccata con la colla da noi bambine vivaci, e poi tirata via insieme alla vernice.
Dietro, un vecchio ed imponente noce fa ombra al punto più panoramico : laggiù, tra ulivi, vigne rigogliose, orti curati e pieni di ogni ben di Dio, alberi da frutto e spazi aperti adibiti alle colture stagionali, il mare si mostra in tutta la sua maestosità tanto che certi giorni, pare di sentirne il fragore delle onde, tra la brezza che soffia indisturbata.
A mio nonno piace starsene lì, in piedi o seduto su un vecchio tronco tagliato, ad osservare i colori delle sue vigne, della sua terra.
Solo pochi metri all’interno del cortiletto, separano la casina arancione da una costruzione bassa di mattoni rossi a vista. Niente di prefabbricato, ma un’altra casetta vera e propria, con un patio che custodisce un piccolo, grande cuore : il forno a legna . Ha una porticina semiovale di ferro, con grossi bulloni scuriti dal tempo che è lo sportello. Di fianco, dalla sporgenza dei mattoni che formano una mensola, c’è appoggiato un sasso che è diventato liscio, tante volte è stato usato per dare qualche colpetto al chiavistello che chiude lo sportello.
E’ l’angolo preferito di mia nonna, se ne occupa sempre lei.
Adora preparare il fuoco ed aspettare che sia pronto per infornare.
Quante cose buone escono da quel forno a legna …
Nei miei ricordi, è il suo profumo che aleggia ancora, come un “profumo dal passato”, indelebile.
Un profumo che impregna l‘aria del pane appena sfornato, dei biscotti da inzuppare nel latte, delle ciambelle, dei maritozzi con l’anice e delle pizze dolci  di Pasqua. 
Delle focacce semplicemente chiamate “pizza” con tanto, succoso pomodoro, la stessa che ho preparato io, cercando di ritrovare quella che era la  ricetta di mia nonna, che mai potrò dimenticare.
Occorrono solo pochissimi ingredienti per prepararla e non prevede l’uso della mozzarella o di altri formaggi. Solo pomodori rossi maturi, un bel peperone dolce anch’esso rosso e tanto, tantissimo prezzemolo, il tutto condito con olio buono e sale.
Ed anche se non ha lo stesso profumo della focaccia sfornata da mia nonna dal suo forno a legna, ha comunque quel sapore di buono e di fresco che mi rende felice ogni volta che la preparo, perché ne ritrovo l’essenza nella consistenza e nella fragranza, bella e croccante fuori, quanto soffice dentro, con l’alveolatura che caratterizza ogni impasto a lievitazione naturale.
Nonna ovviamente non usava il lievito di birra ma la sua pasta madre, che non so dire quanti anni avesse e che lei curava quasi si trattasse di una creatura da proteggere.
Oggi ci scrivono libri su come impastare e trattare il lievito naturale, lei, come tante delle nostre nonne, non lo aveva letto da nessuna parte.
Quello che sapeva, era frutto della sua personale esperienza e della consuetudine di ripetere, instancabilmente, gesti nati con lei.
Quante volte anch’io mi trovo a fare come faceva lei, impastare e rinfrescare ad “occhio”! 
Seduta su una di quelle quattro scalette,  noi nipoti, tutte femmine, aspettavamo che uscisse la focaccia al pomodoro caldissima che poi mangiavamo bevendo gazzosa, da piccole bottigliette di vetro, di quelle a rendere, quando ancora la plastica non ci aveva sommerso...
E se chiudo gli occhi, ci sono ancora, sedutà là, come vedo ancora la casina arancione...
Ancora una volta ho raccontato una storia. 
Mi piace molto raccontare storie,  specialmente del passato.
Semplicemente perché i racconti legati alle nostre origini e alle nostre famiglie, sono un patrimonio inestimabile da conservare e tramandare : è in quelle radici che affondano gran parte dei tratti della nostra individuale e personale identità.



LA PIZZA ROSSA DI NONNA ANNINA E LE PIZZETTE BIANCHE

Ingredienti 
550 g di farina macinata a pietra
100 g di lievito madre (con idratazione al 75%) - (o 6-8 g di lievito di birra)*
300 ml di acqua
1 cucchiaino di sale fino
1 cucchiaino di miele
30 ml di olio evo 
Per farcire la focaccia rossa 
5-6 pomodori rossi e ben maturi (o pomodori di conserva a pezzettoni)
1 grosso ciuffo di prezzemolo
mezzo peperone dolce rosso
Olio evo q.b. , sale
Per farcire le focaccine alle cipolle
2 cipollotti freschi con la parte verde tenera
1 ciuffo di timo limone
mezzo cucchiaino di miele millefiori
sale, pepe, olio evo q.b.
4-5 pomodorini maturi
Per farcire le focaccine alle patate
1 grossa patata novella
1 ciuffo di rosmarino + fiori per guarnire
pecorino fresco in un unico pezzo da grattugiare grossolanamente
olio evo, sale

 Come si fa 
Premessa : questo è un impasto piuttosto idratato che mi riporta alla consistenza delle focacce di mia nonna. Quindi, anche per il rinfresco del lievito madre, mi affido ad una idratazione del 75%.
Iniziate ad impastareil lievito madre, rinfrescato almeno 4 ore prima e ben attivo, con il miele,metà acqua e metà farina presi dal totale. Continuando ad impastare, aggiungete altra acqua ed altra farina fino ad esaurimento. Per ultimo , aggiungete il sale e l’olio e fate assorbire.
Ungete una ciotola capiente con olio evo, ed adagiatevi l’impasto. Fate il classico giro di pieghe a raggio , pizzicando la pasta dall’esterno portandola al centro, facendo tutto il giro della pasta per due volte, a distanza di 10-15 minuti l’uno dall’altro.
Coprite con pellicola alimentare la ciotola e  lasciate lievitare  il tempo necessario per il raddoppio del volume, circa 4-5 ore. 
Riprendete l’impasto lievitato,  su di un piano infarinato, dividetelo in due parti, senza maneggiarlo troppo, una parte adagiatela su una teglia quadrata , allargate con le dita leggermente unte. Con l’altra parte, formate direttamente sulla teglia, 4 piccole focaccine tonde . Lasciate lievitare di nuovo un’altra ora circa o comunque fino al raddoppio. Lavate e pelate i pomodori maturi, privateli dei semi e tagliateli a cubetti. Insaporite con il prezzemolo tritato, il peperone tagliato a listarelle, il sale ed abbondante olio evo.
Affettate per lungo i cipollotti freschi con la parte tenera verde, fate insaporire almeno mezz’ora con sale, olio evo, foglie di timo limone, pepe e miele. Tagliate a quarti i pomodorini e salateli leggermente .
Lavate bene la patata novella, affettatela molto sottile con una mandolina, senza pelarla, salate e pepate e insaporite con rosmarino fresco tritato e olio evo .
Farcite la prima focaccia con il pomodoro fresco ed irrorate con olio evo.
Spennellate le focaccine piccole con l’ olio. Farcite due con i cipollotti freschi ed i pomodorini a quarti; le altre due, prima con il formaggio pecorino grattugiato grossolanamente, poi con le patate a fette disposte a raggio ed altro pecorino fresco grattugiato sopra le patate. Versate a filo ancora un po’ d’olio.
Infornate focaccia e focaccine e cuocete a 240° per circa 20 minuti.
Guarnite la focaccia rossa con prezzemolo fresco tritato, le focaccine con le patate, con altro pecorino a scaglie e fiori di rosmarino.
Note : Se usate il lievito di birra, aumentate la quantità dell’acqua da 300 ml a 370 ml almeno. Il mio consiglio è di preparare il lievitino sciogliendo il lievito di birra in 100 ml di acqua tiepida, il miele e 100 g di farina presa dal totale.  Fate riposare fino al raddoppio in una ciotola coperta da pellicola alimentare e poi proseguite nell’impasto come sopra.  Potete farcire secondo i vostri gusti, ovviamente,  la focaccia rossa con il pomodoro è indubbiamente la nostra  preferita !
Quindi  tempo permettendo, riempite le vostre  ceste, stendete un telo sul prato ed allestite il vostro pic-nic, che maggio è il mese più bello che c’è per farlo !

Enjoy , Patrizia !

Con le mie pizze   partecipo  alla raccolta "Panissimo"  questo mese ospitata dalla dolce  Consuelo


http://ibiscottidellazia.blogspot.it/2016/05/panissimo-41-pane-arrotolato-agli-aromi.html

 


giovedì 12 maggio 2016

Un viaggio in treno . Tre ricette in verde

Muffin con fave fresche, scamorza affummicata e spek


La signora arriva con una vistosa valigia che fa fatica a trascinare. La aiuto a sistemarla e lei prende posto accanto a me.  Non so definire la sua età, che si mostra e si nasconde attraverso il cappottino leggero fiorato, la gonna dello stesso tessuto, la camicetta di un bel giallo acceso ed il suo aspetto curato. 
I due ragazzi seduti di fronte a noi indossano auricolari  e giocano con i cellulari senza alzare mai lo sguardo, incuranti del paesaggio che dal finestrino corre  veloce davanti ai nostri occhi.
Il mare è stupendamente calmo, brilla sotto il sole ed in quel tratto della ferrovia che lo costeggia, sembra quasi di poter scendere ed esserci, insieme ai pescatori vicino alle barchette, a chi corre sulla sabbia col suo cane o,  semplicemente, insieme a chi  passeggia.
La giornata è troppo bella. Un soleggiato, piacevole, placido sabato di maggio.
Finalmente.
Mi rapisce il mare, completamente e senza neppure pensarci, scatto delle foto col telefonino, cosa che di solito non faccio mai, scattare foto col cellulare, intendo.
La signora accanto a me nel frattempo ha iniziato una conversazione che io con cortesia, assecondo. Una conversazione garbata, con tante pause che sia io che lei ci prendiamo per continuare ad osservare quel mare che tra poco, lascerà il posto alla pianura ed alla sua monotonia. E’ stata una maestra, una maestrina di quelle d’altri tempi alle quale, mi piace immaginare, i bambini hanno voluto bene.
Che poi ha aperto i suoi orizzonti viaggiando, viaggiando tanto. Sicuramente molto più di me. Russia, Cina,Turchia, Patagonia.
L’ascolto perché i brevi particolari che condivide, mi piacciono molto e mi incuriosiscono anche. Come gli alberi  che ha visto in Cina,  con i frutti incartati con cura per preservarli - Con quel cielo che è sempre grigio – dice lei -. Intanto lo scompartimento del treno si riempie. Nessuno bada a nessuno.
Siamo fortuiti compagni di un breve viaggio che lascerà il tempo che trova.
Non per  me, che raramente viaggio in treno e spero, neppure per la garbata signora col suo vestito fiorato,  un  vestito unico nella sua particolarità,  che si è cucito da sola quando ha dato spazio a quella che sicuramente era una passione che neppure sapeva di avere . Perché il tempo delle volte, quando ti ritorna tutto dopo una vita di impegni, ti restituisce anche le passioni sopite.
Forse tra non molto verrà  restituita anche a me che avevo imparato a tagliare e cucire e che mi divertivo a confezionarmi abitini su misura.
Mi domando se gli altri siano infastiditi dal nostro parlare, ma francamente non mi interessa.
       - Tutti con questi cellulari in mano, le cuffiette alle orecchie . Poi si dimenticano la stazione dove devono scendere. – Dice la signora.
      Già, siamo schiavi dei cellulari, dei  computer  portatili come quello che tira fuori la ragazza di fronte a noi , che avidamente beve lo schermo mentre con l’altra mano, sgranocchia cracker, senza mai alzare gli occhi . Siamo invisibili. Tutti.
Le poco più di tre ore volano.  
Mentre riconosco i Colli bolognesi, penso che questo viaggio in treno è stato bello, per me che viaggio sempre in automobile,   e che per un volta ho indossato   gli occhi del mio ragazzo che questo tragitto fa ormai da due anni, avanti ed indietro. Mi sono chiesta se anche lui ha assorbito quei particolari che mi hanno incuriosito, a parte il mare. Glielo domanderò. 
Questo week end è il regalo che mi concedo  per la festa della mamma, passarlo insieme al mio ragazzo. Mentre mi appresto a  lasciare lo scompartimento, saluto la signora e le auguro buon proseguimento e buona vacanza in Liguria,  mentre lei mi  dice che sono beata perché sono arrivata.
         - Le restano poco più di due ore, voleranno, vedrà! –
Ma immagino che si annoierà terribilmente.  


Hummus di piselli e fave
Nella piccola cucina di mio figlio ho cucinato diverse cose. 
Anche se gli avevo proposto di andarci a mangiare qualcosa fuori ma lui, ovviamente mi ha fatto un'altra proposta - Che ne dici se io approffitto per studiare ancora e lo prepari tu, qualcosa di buono ?-  
- Ok, vado a fare la spesa. Ma la zuppa inglese la compro pronta !-
E non so quantificare i chilometri che ho macinato in una città dove, o hai una bicicletta a disposizione o un paio di scarpe comode per camminare....  E camminare non è male, a me piace tanto! 
Vi ripropongo tre delle  mie ricette  di stagione : fave e piselli ci sono ancora, si può approfittare  perchè io beh... Forse tornerà anche il tempo di poter fotografare qualcosa delle tante cose che cucino !  E lascio un saluto  a chi passerà di qua  ... alla prossima !

- Muffins con fave fresche, scamorza affumicata e spek
- Hummus di fave e piselli freschi
- Frittatine di cocotte con ricotta e rucola

Frittatine in cocotte con ricotta e rucola