mercoledì 31 dicembre 2014

Tra freddo, vento, neve e biscotti, i miei auguri...



Freddo, tanto freddo, vento gelido, la neve che a sorpresa scende anche qui pur se non dura che pochi minuti, una teglia di biscotti.
Si avvia alla fine così questo anno, insieme al  suo carico di giorni vissuti.
Niente  bilanci, non  mi sono mai piaciuti, solo tanti buoni propositi per il nuovo anno che tra poche ore busserà alle nostre porte.
Ma avrò tempo di parlarne, ora ho ancora diverse cose da fare prima di salutare il canuto anno vecchio... 
Arrivederci al prossimo anno quindi, con  i miei auguri più belli ed un grazie dal cuore a tutti voi che passando di qua, rendete questo mio angolo vivo  , anche silenziosamente!

Un abbraccio, che sia una buona fine ed un buon inizio, a presto!

Patrizia



Ingredienti
370 g di farina
200 g di zucchero
2 uova
1 tuorlo
scorza di un limone
1 cucchiaino di lievito per dolci
80 ml di Sambuca
50 g di uvetta
150 g di mandorle pelate
150 g di nocciole pelate

Come si fa 
Mettete in ammollo l'uvetta in acqua calda . Disponete le mandorle e le nocciole pelate su una larga teglia e fatele tostare al forno per circa 15 minuti fino  a leggera doratura.
In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero , quando saranno ben montate, aggiungete il liquore sambuca, le mandorle , le nocciole, la scorza grattugiata del limone , l'uvetta ben strizzata e i semi di vaniglia. 
Setacciate la farina con il lievito e e aggiungetela poco alla volta al composto di uova. Girate con una spatola per amalgamare bene il tutto,  Otterrete un composto piuttosto denso ed appiccicoso, ma non aggiungete altra farina. Ungetevi bene le mani con olio evo e con l'impasto ottenete due filoncini piuttosto lunghi e dell'altezza di 1,5 cm. Disponeteli su una teglia coperta di carta forno e cuocete in forno preriscaldato a 200 ° per venti minuti o fino a doratura.
Sfornate ed ancora caldi, tagliate in obliquo  i filoncini per ottenere i biscotti tagliati ; disponeteli di nuovo sulla teglia , rimettete in forno per circa 15 minuti a 150 ° , fino a quando  saranno secchi e croccanti.
Dei biscotti buoni e profumati , ottimi anche da inzuppare nel vino cotto|!










domenica 28 dicembre 2014

C'era una volta...




C'era una volta una Veneziana che credeva di essere un Panettone.
Che doveva essere pronta per il giorno di Natale ma che invece subì un ritardo pazzesco e arrivò  per Santo Stefano. 
Già perchè io quando mi metto in testa qualcosa, difficilmente mollo l'idea, tranne poi dovermi arrendere davanti all'evidenza dei fatti,  cioè che non sono Wonder Woman e che non riesco a state dietro a tutte le idee che invece corrono (e come corrono!) più veloci di me ! 
Comunque, ritardo a parte, sono ben felice di presentare questa brioche-veneziana che ho sfornato lievitatissima, sofficissima e profumatissima, utilizzando il mio lievito madre.
Perchè se è vero che non ho più raccontato di ricette lievitate, il mio lievito madre c'è sempre ed io lo utilizzo moltissimo, anche quando lo lascio soffrire un pò nei rinfreschi.
La mia idea di partenza era quella di preparare un bel panettone, idea che ho abbandonato perchè non ci sarei stata con i tempi a disposizione. Ma poi, ho visto  la veneziana di Angela e mi sono detta - questa la posso fare! - anche senza pirottino adatto (la vecchia pentola di nonna delle spianate di Pasqua mi salva sempre!) , anche con il barattolo dello zucchero in granella quasi finito ... E quindi , ho modificato di pochissimo la ricetta e mi sono messa al lavoro, con un risultato strepitoso! Non posso che ringraziare di cuore Angela !

Un saluto a tutti da parte mia, ancora  in modalità natalizia
Patrizia




Ingredienti totali
500 g di farina per dolci lievitati (Petra 1 Molino Quaglia per me)
120 g di lievito madre rinfrescato e ben in forza (o 15 g di lievito di birra fresco)
3 uova
120 g di burro
90 ml di latte
150 g di zucchero
1 presa di sale
semi di mezza bacca di vaniglia
scorza grattugiata di 1 limone e di 1 arancia
Inoltre
Latte, fiocchi di burro e granella di zucchero per la copertura


Ingredienti
per il lievitino
120 g di lievito madre (o 15 g di lievito di birra fresco)
90 ml di latte
50 g di farina
30 g di zucchero

Ho iniziato a preparare la veneziana nel tardo pomeriggio e finito di impastare, lievitare e cuocere il giorno dopo. Quella che segue è stata la mia tabella di marcia.
Fate sciogliere il lievito madre nel latte tiepido, aggiungete la farina , lo zucchero ed impastate bene. Coprite con pellicola alimentare la ciotola e fate lievitare fino al raddoppio.

Ingredienti
Primo impasto
250 g di farina
2 uova
60 g di zucchero
1 presa di sale
60 g di burro morbido

Riprendete il lievitino mettetelo nella planetaria insieme alle uova, la farina , lo zucchero, il sale e cominciate ad impastare fino a quando l'impasto non si staccherà dalle pareti , aggiungete il burro morbido a pezzetti e continuate ad impastare fino a quando  risulterà morbido,  elastico ed incordato.
Formate una palla, coprite con la pellicola e fate lievitare fino al raddoppio.

Ingredienti
Secondo impasto
200 g di farina
1 uovo
60 g di zucchero
60 g di burro morbido
2 cucchiai di rum
scorza grattugiata di arancia e limone
semi di vaniglia

Nella planetaria, aggiungete la farina, l'uovo , lo zucchero la scorza del limone e dell'arancia grattugiate, il rum,  i semi di vaniglia  ed il primo impasto lievitato ed impastate a lungo e molto bene, aggiungete infine il burro  morbido a pezzetti   continuando ad impastare fino a quando l'impasto non risulterà liscio, elastico ed incordato. 
Coprite la ciotola con l'impasto a palla con pellicola alimentare e  fate lievitare tutta la notte, perchè intanto sarà sera.
La mattina dopo, sulla spianatoia, sgonfiate l'impasto, fate delle pieghe a libro e procedete alla pirlatura, che consiste nel dare una forma tonda e liscia all'impasto. Mettetelo nello stampo di carta apposito , coprite con la pellicola e fate lievitare per diverse ore (5 -6) comunque fino a quando la cupola non arriverà ad un dito dal bordo.
Una volta lievitato, eliminate la pellicola, fate stare dieci minuti circa scoperto affinchè secchi un pò la superficie e con un coltello affilato, praticate una croce.
Spennellate di latte, cospargete con una generosa quantità di zucchero in granella , aggiungete dei fiocchetti di burro, infornate e fate cuocere in forno preriscaldato a 160°-170° circa per circa 45 minuti.
Soffice e profumata , una veneziana più che ottima per le colazioni delle feste e non solo!









martedì 23 dicembre 2014

Casette, Alberelli ed il mio augurio di Buon Natale



A
CHI
AMA
DORMIRE
MA SI SVEGLIA
SEMPRE DI BUON
UMORE. A CHI SALUTA
ANCORA CON UN BACIO. A
CHI LAVORA MOLTO E SI DIVERTE DI
PIU'. A CHI VA IN FRETTA IN AUTO, MA
NON SUONA AI SEMAFORI. A CHI ARRIVA
IN RITARDO MA NON CERCA SCUSE. A CHI SPEGNE
LA TELEVISIONE PER FARE DUE CHIACCHIERE. A CHI HA UN
SORRISO PER TUTTI ANCHE QUANDO NON HA NULLA DA SORRIDERE
A CHI E' FELICE IL DOPPIO QUANDO FA A META'. A CHI SI ALZA PRESTO
PER AIUTARE UN AMICO. A CHI HA L'ENTUSIASMO DI UN BAMBINO
MA PENSIERI DA UOMO. A CHI VEDE NERO
SOLO QUANDO E' BUIO.

A CHI NON ASPETTA NATALE
PER ESSERE
PIU' BUONO!
pensieriparole.it/frasi-per-ogni-occasione/auguri-di-natale/frase-74777>

Questi sono gli alberelli e le casette realizzate con i biscotti della precedente ricetta.
Per le casette, ho disegnato tetto e mura su un foglio di carta a quadretti ed ho usato il tutto come modello per tagliare i biscotti. 
Mentre gli alberelli sono semplicemente biscotti a forma di stella di dimensioni diverse.
Per "incollare" i pezzi e decocare, ho usato cioccolato bianco per le casette e cioccolato al latte per gli alberelli, sciolto a bagnomaria. 
Ci vorrà un pò di pazienza perchè il cioccolato ci mette più tempo a solidificare, ma ho preferito il cioccolato alle glasse che non amo molto.
Per decorare, vi serviranno confetti colorati di vostro gradimento e la gioia dei bambini è assicurata !

E da parte mia, semplicemente Buon Natale a tutti voi che  con le vostre parole,
ogni volta, mi fate un regalo bellissimo!

Un abbraccio,
Patrizia 

Xmas time...



Mancano ormai solo due giorni a Natale.
Lontano dalle luminarie, dall'affanno della corsa ai regali a tutti i costi e  dalle cose che sinceramente più passa il tempo e più non amo.
Per me Natale vuol dire solo stare insieme alla mia famiglia riunita,  alle persone care.
Per me Natale profuma di biscotti da dedicare ai  nostri baambini  e così,  anche quest'anno i miei primi biscotti sono usciti dal forno.
Ne arriveranno altri, ma dopo il 25 dicembre, quando finalmente avrò tutto il tempo di stare a casa e di riprendermi un pò del mio tempo preferito, il mio "tempo lento", tempo di Natale, fino al sei gennaio.
Sono biscotti semplicissimi e profumati di mandorle e vaniglia. Buoni da mangiare e da regalare.
Ne ho fatto stelline e palline di diversa grandezza e per i miei nipotini, ho realizzato casette e alberelli in 3 d  , ai quali  è dedicato il prossimo post !

A Natale tutte le strade conducono a casa.
(Marjorie Holmes)

Baci, 
Patrizia 


 Ingredienti
250 di farina 00
125 g di burro morbido
70 g di farina di mandorle
1 tuorlo
125 g di zucchero a velo
i semi di mezza bacca di vaniglia
zucchero a velo per spolverare

Come si fa
Mettete la farina in una ciotola  mescolate  con la farina di mandorle. 
A parte lavorate il burro con lo zucchero a velo ed amalgamate bene, aggiungete il tuorlo ed infine  le farine ed i semi di vaniglia ed impastate fino ad ottenere un impasto compatto, se dovesse essere necessario per compattare l'impasto, aggiungete uno-due cucchiai di latte, avvolgete nella pellicola e fate riposare in frigo per un'ora circa.
Riprendete la pasta, stendetela su di un piano infarinato, dello spessore di circa 2 cm , ritagliate i biscotti con le formine che vi piacciono di più.
Ricompattate i ritagli e continuate a tagliare biscotti fino ad esaurimento dell'impasto.
Disponete i biscotti sulla placca del forno coperta di carta forno e cuocete in forno preriscaldato a 170° circa per 10-15 minuti, fino a leggera colorazione.
Fate raffreddare, spolverate di zucchero a velo vanigliato e servite. 
Si conservano molto a lungo ben chiusi una scatola di latta.








mercoledì 17 dicembre 2014

La pioggia, il gabbiano ed il Parrozzo



La pioggia canta la sua lenta cantilena tra le gocce che scendono dietro la finestra.
Un gabbiano vola basso sbattendo le ali incurante del cielo grigio .
Lo seguo con gli occhi fino a quando lo vedo scomparire inghiottito da orizzonti invisibili.
Chissà dove va,  chissà quale sentiero segue tra quelli del suo essere libero di volare.
Penso che mi piacerebbe essere un gabbiano.
Continuo ad osservare la pioggia, immersa nel  suo ticchettìo lento. 
Fino a quando riemergo dai miei pensieri  distratti e mi concedo una tazza di tè ed una fetta di dolce.
Ho preparato il Parrozzo, la rielaborazione del "pane rozzo" contadino abruzzese ideato da un pasticcere di Pescara, intorno agli anni venti del secolo scorso, il quale dedicò questo dolce all'amico poeta Gabriele D'Annunzio.
Luigi D'Amico, nel suo laboratorio di pasticceria, partì proprio dal pane che i contadini  preparavano, usando la farina gialla di mais, il latte delle greggi e le mandorle di montagna, cotto nel forno a legno, che fece  diventare dolce ma che nella forma e nei colori, proprio quell'antico pane voleva ricordare.
La ricetta originale ancora adesso la corserva l'antica pasticceria, ma penso che ogni buona abruzzese abbia la sua, come io ho la mia , perchè di certo il Parrozzo è il dolce tradizionale natalizio (e non solo), più conosciuto e rappresentativo della mia regione.


Igredienti 
6 uova
150 g di mandorle non spellate
5-6 mandorle amare  (in mancanza qualche goccia di aroma mandorla amara)
150 g di semola
250 g di zucchero
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci
2 cucchiai di liquore amaretto
scorza grattugiata di 1 limone
Per la copertura
150 g di cioccolato fondente
1 cucchiaino di olio di semi di girasole

Come si fa 
Tritate finemente  le mandorle al mixer con un cucchiaio di zucchero prelevato dal totale.
Separate gli albumi dai tuorli. Lavorate i tuorli con lo zucchero fino a quando risulteranno gonfi e spumosi, setacciate le farine con il lievito ed aggiungete al composto di uova insieme all'amaretto e  al limone . Aggiungete infine le mandorle. Otterrete un impasto piuttosto duro.
Montate gli albumi a neve con un pizzico di sale e con una spatola, aggiungeteli un pò alla volta al composto, con movimenti delicati per non smontarli. 
Ungete ed infarinate uno stampo a cupola del diametro di cm 20 , versateci il composto e cuocete in forno preriscaldato a 180° , per circa un'ora. 
Sfornate e  fate reffreddare.
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato insieme al cucchiaino di olio di semi di girasole e con un cucchiaio, versatelo sul Parrozzo freddo.
Rigatelo con una forchetta per dargli un aspetto più rustico, fate solidificare il cioccolato. ed il vostro Parrozzo è pronto!

Buon Parrozzo a tutti, se decidete di cimentarvi nella preparazione di questa ricetta, alla prossima,
Patrizia 





lunedì 15 dicembre 2014

Alla ricerca della ricetta perfetta...le sfogliatelle abruzzesi di Natale





Se devo pensare ad un dolce tradizionale tipico natalizio della mia famiglia, le sfogliatelle esulano dai miei pensieri.
Perchè pur essendo una preparazione tipica abruzzese , io non l' ho mai vista fare.
A mia madre, diciamolo, le sfogliatelle non sono mai state simpatiche e  neppure a sua madre, mia nonna.
Eppure, c'era una donnina  in famiglia, che nel fare le sfogliatelle era specializzata.
Io la ricordo perennemente vestita di nero, con quelle gonne  lunghe e pesanti, il grembiule immacolato ed il foulard in testa, una nonna "nonna" di come non se ne vedono più, ormai. Era la mia bisnonna, la madre della nonna materna, che  ho avuto la fortuna di conoscere.
Capitava di rado, ma ogni tanto capitava, che mia nonna, insieme ad una di noi tre nipoti (io non sono mai andata), andasse apposta a casa della bisnonna, per preparare le sfogliatelle. 
Rido ancora adesso se ripenso  a quella volta che toccò a mia sorella più piccola, accompagnare la nonna nella "missione" sfogliatelle, rido perchè lei  non amava  affatto mangiare nelle case degli altri, e poi  si era annoiata da morire tutto il giorno in mezzo a strutto e farina ed io ora, capisco benissimo il perchè!
Un lavoro lungo, certosino e alla fine stancante e noioso anche per chi ama la cucina, figuriamoci per una bambina !
Penso che sia questo uno dei motivi per cui mia madre non ha mai fatto sfogliatelle, preferendo di gran lunga preparare i "caggionetti", altro dolce tipico natalizio abruzzese .
Di certo però non sono di molto più semplici da preparare rispetto alle  sfogliatelle, i caggionetti  richiedono diverse ore di tempo, anche perchè quando ti ci metti ne fai una gran quantità,  vanno fritti tanto che alla fine, sembri un fritto ambulante con  l'odore  che  ti si impregna addosso!
Delle volte mi domando  perchè mai le nostre antenate amassero complicarsi le giornate in preparazioni così lunghe e laboriose, perchè a trovarla in Abruzzo una ricetta tradizionale, dico una, che sia facile e veloce !
Non esiste! 
Domande inutili perchè le risposte  le conosco e risiedono in quello che è il carattere di noi abruzzesi, forgiato da uno degli elementi più difficili se non impossibile da domare:  la natura, tanto per parafrasare uno dei nostri scrittori più conosciuti, Ignazio Silone.
Ma, le tradizioni sono le tradizioni e vanno coltivate.
Anche perchè poi la gratificazione arriva sempre.
Però io sottovoce, devo dire che queste tradizioni ho voluto un pò spezzarle a casa mia, lasciando che continui mia madre, col nostro aiuto ovviamente, a fare caggionetti.
A me piace fare biscotti, ecco, finalmente lo ammetto pubblicamente , io adoro fare i biscotti durante il periodo natalizio, che di sicuro di tradizionale per noi hanno ben poco.
E per me Natale, profuma di biscotti, inpastati all'ultimo momento, la sera del ventitrè se non la sera della Vigilia, di mandorle e cioccolato, di nocciole e glasse profumate. 
Li adoro, i biscotti e forse di questo devo ringraziare le mie zie e le mie cugine vissute all'estero, in Svizzera, perchè quei sacchettini trasparenti che ci donavano ogni Natale, pieno di piccoli biscottini deliziosi, mi affascinavano come mai mi hanno affascinato caggionetti e sfogliatelle!
Ma questa è solo una parentesi, perchè il post ha per protagonista le sfogliatelle, alle quali mi sono dedicata solo negli ultimi anni, quando da sola, ho voluto  provare e riprovare a farle, alla ricerca della ricetta perfetta per me, mettendo insieme più ricette,  consigli, suggerimenti e piccoli  espedienti affinchè raggiungessi un risultato soddisfacente.
Forse sono un tantino perfezionista, lo ammetto, ma fino a quando le sfogliatelle non sono venute come le volevo, ho continuato a rimpastare e riprovare.
Adesso direi che basta, almeno per quest'anno, quella che segue   non è di certo la ricetta perfetta  (si può sempre migliorare!), ma quella che mi ha  soddisfatta di più !

Ingredienti
5 tuorli
1 uovo 
40 g di zucchero
100 ml di strutto (o olio evo)
200 ml di vino bianco secco
500-550 g di farina
1 cucchiaino di essenza di vaniglia 
Inoltre
farina per la spianatoia
circa 400 g di strutto per le sfoglie
Per il ripieno:
400-500 g di marmellata di uva nera 
mandorle a piacere
cioccolato fondente a piacere

Come si fa
Sulla spianatoia, preparate a farina a fontana, aggiungete i tuorli e l'uovo , lo zucchero, la vaniglia  ed iniziate ad impastare. Versate un pò alla volta il vino bianco ed amalgamate ; versare infine lo strutto precedentemente sciolto a bagnomaria e continuate ad impastare fino ad ottenere un panetto liscio e morbido. 
Fatelo riposare mezz'ora coperto da una ciotola.
Preparate nel frattempo la marmellata d'uva arricchendola con mandorle sgusciate  e cioccolato fondente tritati  grossolanamente su di un tagliere, nelle quantità che desiderate. 
Riprendete l'impasto e tagliate piccoli pezzi. Iniziate a stendere un pezzo alla volta  con la macchinetta della pasta, partendo dal numero più basso fino ad arrivare all'ultimo,  per ottenere delle  sfoglie  molto sottili. 
Abbiate l'accortezza di infarinare le sfoglie per non farle attaccare.  
Io ho ottenuto delle sfoglie molto lunghe, circa 90-100 cm.
Nel frattempo, mettete a sciogliere a bagnomaria lo strutto , tenetelo sempre con la pentola dell'acqua bollente sotto.
Spennellate con lo strutto sciolto la prima sfoglia, sovrapponete la seconda e spennellate anch'essa, fate la stessa operazione sovrapponendo 4 sfoglie. Dopo aver spennellato l'ultima,  arrotolate la sfoglia partendo dall'estremità ed ottenete un cilindro.
Con il mio impasto ho ottenuto 6 cilindri.
Avvolgete ciascun cilindro nella pellicola e fate riposare in frigo almeno un'ora.
Riprendete un cilindro alla volta, e tagliatelo a fettine spesse 1,5 cm circa : con un cilindro io ho ottenuto 6 fettine  regolari,  la settima l'ho ottenuta accoppiando la prima e l'ultima fettina non proprio perfette.
Stendete ciascuna  fetta  con il mattarello,  ruotando e partendo dal centro , attenzione a non farla troppo sottile.
Rigirate tutti i dischetti ottenuti e farcite distribuendo al centro un cucchiaino abbondante di marmellata condita. 
Spennellate i bordi esterni del dischetto con acqua fredda, piegate ciascun dischetto e formate una mezzaluna facendo aderire bene i bordi affinchè non si aprano in cottura.
Rivestite la placca del forno con 3-4 fogli di carta da pane grezza e ruvida , servirà per assorbire il grasso in eccesso, disponeteci le sfogliatelle lasciando un pò di spazio tra loro  e cuocete in forno già caldo a 170° circa per una ventina di minuti. Non devono colorire troppo.
Sfornate , fate raffreddare e cospargete di zucchero a velo. 
Note : Questa è la ricetta che ho ottenuto rielaborandone  tre provate fin'ora (compresa quella della mia bisnonna) , secondo me la più soddisfacente  perchè ho ottenuto delle sfogliatelle molto friabili,  asciutte e delicate, nonostante abbia usato il classico strutto anche nell'impasto.
Volendo , per un impasto ancor più delicato, potete sostituire lo strutto dell'impasto con lo stesso quantitativo di olio evo o di burro sciolto. Anche per spennellare le sfoglie potete  usare olio o burro. Io ci ho provato ma a mio avviso, mentre mettere olio nell'impasto al posto dello strutto lo consiglio, lo sconsiglio  per pennellare le sfoglie, la tradizione vuole la sua parte per un risultato di sicuro successo ! L'importante  comunque  è di  spennellarle il giusto, senza eccedere nella quantità.
Per il ripieno, se non trovate la marmellata di uva nera, potete tranquillamente usare confetture scure, tipo prugne, frutti di bosco, mirtilli ecc ecc, l'importante è che siano frutti aciduli. 
Come ultima cosa, armatevi di tempo e pazienza, perchè ci vogliono  proprio. Ma quando vi ritroverete davanti allo sportello del forno a spiare la sfogliatura delle vostre sfogliatelle, sarete ripagati di tutto il lavoro.
Perchè la cosa più brutta che può capitare è che dopo tanto impegno , le sfogliatelle rimangono un pezzo unico senza nessuna sfogliatura.
E capita. Non crederete che a me non sia capitato, le prime volte.
Nelle foto con lo sfondo scuro, potete vedere le prime che ho fatto, non ancora perfettamente sfogliate come le sfogliatelle delle foto chiare, le ultime appunto !
 La gratificazione invece,  verrà nell'addentare questi piccoli bocconcini tanto buoni !
Parola mia :) 

Patrizia










"Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette Aspettando il Natale
di Giochi di Zucchero"

http://giochidizucchero.blogspot.it/2014/12/aspettando-il-natale-biscotti-di-frolla.html

mercoledì 10 dicembre 2014

Aspettando Natale...




Natale è un viaggio nella memoria, insieme alla bambina che è in me.
Delle volte un viaggio malinconico insieme ai volti   delle persone care che non ci sono più e che ritrovo sorridenti nei piccoli gesti, apparentemente casuali , dei preparativi che precedono la festa.
Delle volte un viaggio allegro insieme al mio percorso che mi ha visto creare una famiglia mia , moglie e mamma felice e innamorata del suo bambino , come mai avrei potuto immaginare.
Ma sempre Natale è il viaggio più bello che amo fare da sola ed in compagnia e che aggiunge, col tempo che passa, nuove consapevolezze (per non chiamarle nuove maturità).
Questa volta il mio viaggio mi ha portato lontano,  molto indietro , in tempi che neppure io ho vissuto ma che le mie nonne mi raccontavano, affascinandomi ogni volta .
Il potere dei racconti e la possibilità che mi dà di poter anch'io raccontare, affinchè qualcosa resti nel tempo e non vada perso. 
Un bagaglio prezioso il mio.
Ed è un pezzetto di esso che ho rispolverato con piacere  proprio per Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura, con una ricetta che ho visto fare fin da piccolina ... 
Non vi resta che scoprire qual è , leggendo il mio racconto proprio su  Taste Abruzzo , insieme ad una proposta di menù per la sera della Vigilia di Natale ..
Io aggiungo soltanto che mio padre per questa semplice preparazione, non prettamente natalizia ma sicuramente molto invernale,  va matto, mio figlio invece adora  soltanto i peperoni che la nonna sa fare così bene...
Curiosi ? Spero di sì...
Serena attesa da parte mia...

Patrizia 

“Il Natale, bambino mio, è l’amore in azione. 
Ogni volta che amiamo, ogni volta che doniamo, è Natale.” 
[Dale Evans]



venerdì 5 dicembre 2014

A dispetto del grigio...



Certe giornate girano storte, specialmente quando il sole manca da troppo tempo. 
Niente, neanche un piccolissimo spicchietto è riuscito a squarciare questo  cielo grigio e greve.
Io ci provo a raddrizzarle.
Con una torta semplice,  comfort food per eccellenza (anche solo perchè è la ricetta di mamma),  casa mia, una tazza di tè  ed il curiosone che riesce sempre a farmi sorridere.
Si era nascosto dietro alla torta , ma io lo sapevo che era là !
Per fortuna che questo week end sarà lungo...ed entriamo sempre più in modalità natalizia.
Chissà quando riuscirò a preparare i biscotti che ho in mente da un pò...a dirla tutta da Natale scorso.
Intanto vi lascio la mia torta di mele,  con l'augurio di un sereno fine settimana...
Le foto sono timidi esperimenti con la mia  prima e nuovissima reflex, regalo meraviglioso del mio compagno di vita... Ho tutto da imparare !

Ingredienti
per uno stampo da 22-24 cm 
250 g di farina 
3 uova 
170 g di zucchero
170 ml di latte
120 ml di olio evo leggero (o olio di semi di girasole)
la scorza grattugiata di 1 limone
2 cucchiaini di lievito per dolci
2-3 mele
succo di limone q.b.

Come si fa
In una ciotola o nella planetaria, sbattete le uova con lo zucchero fino a quando non saranno gonfie e spumose. Setacciate la farina con il lievito, grattugiate la scorza del limone. 
Aggiungete il limone,  insieme ad un pò di latte ed un pò di farina e  girate per almagare  Continuate ad aggiungere latte , olio e farina , fino ad esaurimento degli ingredienti ed amalgamate bene il composto.
Sbucciate le mele , affettatele e spruzzatele con il  succo di limone.
Ungete una teglia a cerniera, versateci il composto e distribite sulla superficie le fettine di mele partendo dai bordi. Cospargete le mele con un cucchiaio di zucchero di canna e cuocete in forno preriscaldato per circa 35-40 minuti a 180°.
Sfornate, lasciate raffreddate, sformate e cospargete di zucchero a velo se vi piace.
Una torta semplice , sofficissima e profumata !











lunedì 1 dicembre 2014

Dicembre, tempo d'Attesa...

  
Dicembre.
Tempo d'Avvento, tempo d'Attesa.
L'attesa più bella dell'anno che ci portarà a Natale, la festa che ci fa tornare tutti un pò bambini.
Una ricetta tipica della mia regione e che a casa mia ha sempre gran successo, quasi più del croccante alle mandorle che mia madre prepara così bene tanto che le sue amiche più care, le chiedono di prepararlo anche per le loro tavole! 
Sto parlando delle mandorle atterrate, o sassi d'Abruzzo, come li conosciamo noi. "Atterrate" perchè danno l'idea di piccoli sassolini sporchi di terra.
Ma questa volta non sono le mandorle le protagoniste, bensì le nocciole !
Secondo me ancora più buone delle mandorle e poi, quell'alberello di nocciolo in giardino ci dona così tanti frutti che è impossibile non utilizzarle !
Questa è la ricetta classica, ma vi basterà aromattizzare lo zucchero come più vi piace , per esempio con cannella, cacao, caffè in polvere, arancia e limone grattugiate, e avrete una ricetta personalizzata e buonissima, da portare a tavola il giorno di Natale.
Questa è la mia proposta .
E voi, cosa portate sulle vostre tavole il giorno di Natale?


Con l'augurio di una serena attesa e un buon dicembre a tutti, un grande saluto a voi ...
Io sono un pò presa questi giorni, ma ci sono e presto sarò più presente !

Patrizia



Ingredienti
200 g di nocciole
200 g di zucchero
mezzo bicchiere raso di acqua (circa 80 ml)

Come si fa
Mettete lo zucchero e l'acqua in una larga padella antiaderente , girate e portare sull fuoco per farlo sciogliere. Aggiungete le nocciole e girate in continuazione fino a quando lo zucchero prima cristallizzerà, poi inizierà a sciogliersi e caramellare . Girate per far attaccare lo zucchero alle nocciole , spegnete, fate raffreddare bene e servite !
In un barattolo di vetro carino, queste nocciole sono anche un bel regalino home made !