mercoledì 24 settembre 2014

Quindici minuti e... quel che resta nel piatto!



Quindici minuti.
Si possono fare  diverse cose in quindici minuti.
Ve ne dico una. Una sola.
In quindici munti ho preso quel che restava  del pranzo appena consumato, l'ho sistemato alla meglio in un piattino, ho allestito un velocissimo e minimalista  set fotografico, ho preso la macchinetta fotografica ed ho scattato sei foto in tutto.
Poi mi sono allontanata  e, quando sono tornata pochissimi minuti dopo, era arrivato lui, il gattino impiccione di casa.
La testolina dietro al piatto, le zampette aggrappate alla tovaglia, lo sguardo furbo e curioso.
Ho avuto solo il tempo di riafferare la macchina fotografica e scattare una foto al volo, una sola, prima che  provasse a saltarci sopra !
-Saranno da buttare - ho pensato; senza occhiali ormai, non so neppure io cosa inquadro esattamente.  E poi, ho fotografato senza troppa convinzione.
Ultimamente sto  trascurando  il blog, pur se la cucina è sempre  attivissima.
La foto con Gatto-Rino affacciato sul piatto è piaciuta a tutti , specialmente al mio ragazzo che - guai a chi glielo tocca il suo gattino!-
Tanto che mi ha chiesto di metterla sul blog , anche perchè la chitarrina con la salsiccia, la ricotta e lo zafferano ci è piaciuta !
Delle volte, anche quindici minuti bastano per creare qualcosa di buono! Poi però ci rifletto e mi domando perchè devo sempre razionare così il mio tempo...
Dimenticavo, nei quindici minuti sono riuscita  anche a rimettere tutto a posto prima di scappare al lavoro!

  
Ingredienti 
per 3 persone:
250  g di chitarrina secca
3 salsicce
150 g di ricotta di pecora
1/2 cipolla
5/6 stimmi di zafferano (o 1 bustina)
olio evo
sale , pepe

Come si fa
Per prima cosa, mettete lo zafferano in ammollo in poca acqua bollente per almeno 15-20 minuti. 
Se usate la bustina, non serve l'ammollo. Mettete a bollire abbondande acqua salata.
Affettate la cipolla  e fatela soffriggere dolcemente con l'olio evo , aggiungete la salsiccia fresca sbriciolata, e fate cuocere . Infine, aggiungete lo zafferano e  la ricotta , mettete il  sale ed una grattata di pepe, girate il tutto velocemente e spegnete. 
Lessate i maccheroni , scolateli bene al dente e condite con la salsiccia e la ricotta. A piacere aggiungete anche una spolverata di misto grattugiato tra pecorino e parmigiano.
Servite caldissimi.

Vi saluto augurando un sereno autunno che ieri con l'equinozio, ha bussato  alle nostre porte!  


giovedì 18 settembre 2014

Un progetto, un viaggio e...





"Esistono tante storie legate ai prodotti tipici di un luogo e questa inizia in terra d’Abruzzo tanti anni fa ..." 

Comincia con queste parole la mia avventura con "Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura".
Una pagina interamente dedicata alla mia splendida regione, l'Abruzzo,  che non vuole essere solo una  raccolta di ricette , ma un vero e proprio viaggio .
Un viaggio attraverso la mia terra, con i suoi paesaggi dai grandi contrasti che  stringono, in un unico abbraccio,  montagne importanti, verdi colline, campagne e lo spazio sconfinato del mare.
Un viaggio attraverso i suoi colori, i suoi profumi  e le parole ed i racconti delle sue genti, orgogliose e fiere di essere abruzzesi,  ma spesso timide e riservate nel decantarne la bellezza, che io ho intrapreso insieme ad appassionate blogger abruzzesi come me.
Quindi,  se vi farà piacere,   concedetevi  un poco di tempo per venire a conoscerci. e scoprirete quanto è bello il nostro Abruzzo ...
Abbiamo tante storie da raccontare, ed io inizio con un ottimo prodotto  tipico, il formaggio pecorino abruzzese  ed una ricetta, il Cacio fritto. 

Un immenso saluti a tutti,  Patrizia



giovedì 4 settembre 2014

"Let me go home..."





Mentre pedalavo sere fa sul lungomare, dopo una giornata di sole e di mare (non lo sapevo, ma è stata l'ultima prima del tempaccio arrivato poche ore dopo), la radio in filodiffusione trasmetteva una canzone di un'artista che amo tantissimo, una delle sue più malinconiche ma tanto, tanto bella e che ben si sposa con il mio stato d'animo di questi giorni.

 "Let me go home..."

E, come al solito, la mia mente si è messa in viaggio.
Ma un viaggio diverso del solito. Quello di ritorno. 
Perchè bisogna pur tornare.

Bisogna pur tornare e ricominciare.  Bisogna pur darsi la spinta  e ritrovare la voglia di fare, di condividere, di raccontare...
Raccontare di una estate-non estate, fuori dagli schemi, strana e particolare, del senso di mancanza che provo mentre vi scrivo. 
Mancanza di un inizio di settembre "normale" e non questo  che non avrei mai voluto :  grigio, piovoso, freddo,  autunnale.
Un inizio di settembre che per noi che al mare e di mare viviamo vuol dire ancora estate, ancora obrelloni aperti, ancora ore pigre , ancora bagni alla temperatura più bella dell'anno, ancora giorni da vivere fuori. Ancora scampoli di sole  da afferrare.
Raccontare di una estate di grandi arcobaleni, catturati  con gli occhi fino a quando scolorivano all'orizzonte,  che lasciavano addosso quel sentore di sabbia bagnata caratteristico, mentre uno squarcio d'azzurro si apriva , laggiù, tra le onde che lentamente tornavano a placarsi, con noi stretti nei teli bagnati ad aspettare .
La quiete dopo il temporale.
Raccontare di un'estate di pioggerelle pazze, perchè non può esserci arcobaleno senza pioggia. Un' estate di nuvole pesanti, un'estate di tanti pensieri e di grandi cambiamenti, comunque vissuta e  volata via  troppo in fretta, senza  che neppure  me ne rendessi conto e che vorrei  riavvolgere in un nastro,  per ripartire da capo.
Adesso.  "Play". Pronti. Si riparte.
Raccontare , raccontare...
Avrò tempo per raccontare. Adesso per me l'importante è tornare, qui, tra queste pagine, estensione di casa mia.
Per ricominciare.
Ed intanto  torno con un primo di pesce, l'unico fotografato frettolosamente ad agosto. Dopo essere stata al mercato ed  aver trovato lo stand della mia pescheria di fiducia.
Mi piace andare al mercato, gironzolare tra le bancarelle colorate, tra le cose buone da mangiare, osservare, toccare, annusare, e farmi prendere dalla voglia di comprare tutto. Non ho resistito di fronte ad un paio di ciabattine rosse dal nome intrigante di un luogo che adoro "Positano".
Non decido mai prima cosa portare a tavola quando cucino il pesce, è il mare che decide, in base al pescato fresco del mio Adriatico.
Quattro sogliole, quattro canocchie, il tutto freschissimo, la ricetta stilata a voce direttamente sul banco, ed è fatta.
Profumo di mare a tavola, profumo d'estate.

Ingredienti
per 2/3 persone
4 canocchie medie
4 sogliole medie
6 pomodorini datterini
1 scalogno
prezzemolo fresco
6/8 cucchiai di olio evo
sale, pepe
250 g di linguine trafilate al bronzo, del Pastificio Verrigni 

Come si fa
Pulite le sogliole eliminando il sacchetto delle viscere, tirate via sia la pelle chiara che quella scura e tagliate tutte le squame laterali.
Pulite anche le canocchie, tagliate le zampette e gli occhi, praticate  un taglio verticale sul dorso .
Lavate bene  il pesce.
Mettete a bollire l'acqua per la pasta, aggiungete il sale .
In una larga padella, fate soffriggere dolcemente lo scalogno tagliato a fettine sottili , con l'olio evo, agiungete il pesce , i pomodorini tagliati a metà ed  un mazzetto di prezzemolo tritato.
Incoperchiate e fate cuocere lentamente per 10-15  minuti. Se dovesse essere necessario, aggiungete poca acqua calda per mantenere il sughetto liquido. Aggiustate di sale, aggiungete pepe a piacere. Una volta cotto il pesche, eliminate le lische alle sogliole e spezzettatele grossolanamente. Rimettete in padella e fate insaporire ancora  qualche minuto su fuoco dolce .
Lessate le linguine del Pastificio Verrigni , scolatele al dente e fatele saltare per pochi secondi nel sughetto di pesce preparato. 
Impiattate e guarnite con prezzemolo fresco tritato.
E mentre cucinate, ascoltate questa canzone, se vi va, quella che associo ogni volta all'arcobaleno, chissà  perchè...
Mentre la canzone con la quale ho aperto il post è Home, di Michael Bublè.


Ben ritrovati , buon settembre,
Patrizia

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