venerdì 28 marzo 2014

I doni della vita


Siamo sempre state le sorelle. 
Tre piccole donne cresciute insieme in una grande casa, quattro con  nostra madre.  
Quando usciamo insieme ancora adesso ci apostrofano  - Le sorelle! Ma dove ve ne andate di bello ? - 
Ci piace uscire  noi  tre e  nostra madre  e a lei piace venire con noi, la facciamo ridere,  anche quando  si stanca a star dietro a tutti i nostri giri! 
Abbiamo condiviso tutto, i vestiti, gli spazi, i giochi , le bambole,  le amicizie ed i libri di scuola. 
Non muoviamo un passo senza che le altre non lo sappiano, ci raccontiamo tutto, non c'è cosa che possiamo nasconderci, ci basta guardarci negli occhi o percepire quella piccola inflessione nel tono della voce per sapere, capire ogni piccolo cambiamento. 
Non si può spiegare perchè non si possono spiegare i legami ed i sentimenti
Quante risate la sera  nella nostra camera al buio prima di dormire ! Ve lo ricordate quando nostra madre quell'estate, in piena notte spalancò la porta della nostra camera ? - Ragazze, ma che avete questa sera? Su, basta è ora di dormire!-
E noi ancora a ridere e a tirar l'alba a parlare!
E quanto ci piaceva pasticciare ed impastare? Papà raccontava a chiunque quando aveva occasione : - Le mie figlie? Se fanno una torta non arriva a sera! Se la mangiano tutta in un giorno! -
E' vero. Noi impastavamo e mangiavamo tutto,  spesso con le  amiche nei pomeriggi dopo la scuola . Era casa nostra il punto d'incontro, piena di luce e di fiori , così accogliente come mamma l'ha resa da sempre. 
I nostri erano dolci semplici come in fondo siamo noi : le uova erano delle galline di nonna, la farina del suo grano macinato al mulino del paese e conservato in grossi sacchi di cartone pesante doppio, ed anche l'olio era delle olive dei nonni macinate al frantoio sotto casa nostra. 
Quanto mi manca quel profumo d'olio appena spremuto che invadeva il vicoletto in quegli autunni lattigginosi della nostra infanzia. Era così bello per me , anche dopo, tornare a casa , giovanissima moglie e mamma e lasciarmi avvolgere da quel profumo e da quei rumori tanto familiari, le macine che giravano, le presse in movimento ed il vociare allegro di papà e degli uomini al lavoro e di chi aspettava pazientemente che le sue olive venissero macinate ed il suo olio uscisse dal rubinetto della pressa.
E i  dolci noi li facevamo quasi sempre con l'olio d'oliva. 
A  mamma il burro non è mai piaciuto, lo comprava di rado, anzi, lo compravamo più noi che lei. Come non le è mai piaciuta la panna neppure sulle torte.
I tortellini con la panna, l'A-B-C della cucina delle ragazzine che si cimentano ai fornelli, noi non li conoscevamo proprio. Ma siamo fortunate perchè abbiamo imparato ben altro ! I tortellini si facevano in brodo o al massimo col ragù. 
Una cucina sana e naturale la sua, molto tradizionale e buona. Perchè lei è bravissima e noi lo sappiamo bene!
Noi, le sorelle, con la nostra bella famiglia da dove siamo partite , dove rimarrrano  le nostre radici e alla quale dobbiamo quello che siamo. Perchè le amicizie possono passare, ma le sorelle no, le sorelle restano, per sempre.  Siete un dono grande.
Ed io questa torta la dedico a voi perchè ha lo stesso profumo delle nostre torte preparate nella cucina di mamma, perchè è semplice, perchè c'è dentro l'olio d'oliva di papà,  perchè proviene non dal mio, ma  dal tuo vecchio ricettario  sorellina e  perchè non è durata più di un giorno , quello del mio compleanno!
N.B. : Tu sai che la  tua ricetta originale è un pò diversa e che io come hai detto tu - L'ho un poco stravolta!- Ma noi  le cambiavamo sempre le nostre ricette !
E comunque l'importante è che ci è tanto piaciuta  e quindi da oggi in poi questa sarà la nostra  mantovana all'olio d'oliva !

Igredienti
2 tuorli
2 uova
170 g di zucchero di canna
170 g di farina 00 (Petra 5 Molino Quaglia per me)
2 cucchiaini di polvere lievitante per dolci
Scorza grattugiata di 1 limone
essenza di vaniglia 
100 g di olio evo
3 cucchiai di latte
150 g di mandorle pelate

Procedimento
Tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente.
Montate le uova ed i tuorli con lo zucchero per circa dieci minuti. Aggiungete la farina setacciata insieme al lievito, la scorza del limone grattugiata, un cucchiaino di essenza di vaniglia  ed amalgamate al composto.
Infine aggiungete l'olio e i  tre cucchiai di latte  econtinuate ad impastare per un altro minuto.
Ungete una teglia a cerniera di 24 cm di diametro e versateci l'impasto.
Tagliate le mandorle a bastoncino , tostatele leggermente nel forno e cospargetele uniformemente sulla superficie della torta.
Cuocete in forno preriscaldato a 160°-170° per circa 40 minuti.
Sfornate, fate raffreddare e spolverate con poco zucchero a velo.
Una torta semplice ma tanto , tanto buona e che conservata avvolta con la pellicola, rimane soffice come appena sfornata per giorni  (se dura!). Lo zucchero di canna e la farina Petra 5 che io adoro perchè mi ricorda tanto la farina di nonna,  conferiscono a questa torta un bel color miele caldo dorato !

E con la  mia mantovana rivisitata all'olio d'oliva ho il piacere di partecipare al contest di Imma

I dolci del cuore in collaborazione
con Wald

ed al contest di Aria in cucina 

 in collaborazione
con Wald
p









Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima 
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta giocavamo.

(Kahlil Gibran)

lunedì 24 marzo 2014

L'oro della pasta : Verrigni



Oggi vi voglio parlare dell'amore per la mia terra, l'Abruzzo, un territorio meraviglioso e variegato dove è possibile ammirare il mare proprio dalle cime delle montagne !
Sì perchè abbiamo il mare, con i sui tanti  chilometri di costa lungo la quale si alternano arenili dorati , fresche pinete e  scogliere,  abbiamo le colline che in questo periodo sono meravigliosamente belle di verde vestite con i nostri uliveti e le nostre vigne, abbiamo i monti che con   le cime del Gran Sasso sfiorano i 3000 metri ed abbiamo i  Parchi Nazionali, ambienti protetti  dove il contatto con la natura è protagonista!
Ma in particolare vi voglio parlare delle buone cose e dei prodotti genuini che l'Abruzzo produce, come la pasta  dell'Antico Pastificio Verrigni.
Credo di avere qualcosa in comune con il Pastificio Verrigni : la passione per le tradizioni, l'amore per la nostra terra e per tutto ciò che amorevolmente possiamo coltivare,  come il grano.
Il grano dorato,  che il  Pastificio Verrigni  sa come lavorare, che viene macinato in macine di pietra ed impastato con l’acqua del Ruzzo  proveniente dalle sorgenti del Gran Sasso ad una quota di 900/1000 metri.
Insomma una pasta che fa la differenza , dal sapore unico e che a casa mia riconoscono ad occhi chiusi!
A mio figlio basta anche solo assaggiare per verificare la cottura per sapere che sta mangiando Pasta Verrigni !
Lo Spaghettoro è sicuramente tra i nostri formati preferiti .
Di particolare ha a trafilatura in oro che conferisce  alla pasta una consistenza diversa, ricercata ed elegante, capace di esaltare il gusto di ogni condimento con il quale si sposa armoniosamente !
Ed è quindi con orgoglio ed  immenso piacere che ringrazio il Pastificio Verrigni per il bellissimo cofanetto ricevuto!
E la mia prima ricetta non poteva non avere come protagonista lo "Spaghettoro!" 
Vi lascio quindi questo primo piatto buonissimo, facilissimo da preparare ed anche piuttosto veloce, ma ricordatevi che è la pasta che fa la differenza !



Ingredienti 
per 2/3 persone
3 calamari medi
300 g circa di gamberetti 
una  grossa manciata di cozze
1 spicchio d'aglio
8 pomodorini pachino
150 g di ceci in scatola
50/60 ml di olio evo
prezzemolo
pepe 
peperoncino a piacere

Procedimento
Fate insaporire i ceci facendoli bollire per circa mezz'ora con un filo d'olio evo, un paio di pomodorini tagliati a metà , una foglia di alloro, un rametto di timo ed il sale.
Pulite nel frattempo i calamari e tagliateli a listarelle; sgusciate i gamberetti; lavate bene le cozze ed eliminate il filo scuro. 
In una larga padella di alluminio (per il pesce è d'obbligo!) fate rosolare dolcemente l'aglio sgusciato e tagliato a metà (che eliminerete alla fine), aggiungete i calamari, salate e pepate, incoperchiate  e fate cuocere per 10-15 minuti.
Aggiungete i gamberetti, le cozze ed i pomodorini restanti tagliati a metà e privati dei semi e fate cuocere per altri 10 minuti circa.
A questo punto, prelevate due cucchiai di ceci lessati e scolati e frullateli per ottenere una crema.
Togliete i gusci alle cozze lasciandone qualcuna col guscio per guarnire, aggiungete la crema di ceci ed i ceci interi al sughetto di pesce, aggiungete anche un pò  acqua di cottura dei ceci, del peperoncino piccante se lo gradite, un pò di prezzemolo tritato, aggiustate di sale e pepe ed amalgamate per un paio di minuti ancora sul fuoco. 
Abbiate l'accortezza di lasciare il sughetto piuttosto liquido aggiungendo l'acqua di cottura necessaria.
Siate anche generosi con la quantità di olio evo buono. Col pesce l'olio ci vuole!
Lesatte nel frattempo gli spaghetti, scolateli e fateli saltare per un minuto nel sughetto di pesce e ceci.
Spolverate con una grattata di pepe, del prezzemolo fresco tritato e servite ben caldi.
Nota : Potete anche lasciare tutti i ceci interi senza frullarli o frullarne di più a seconda dei vostri gusti. 
Mio marito per esempio, preferisce che i legumi restino interi ed il pesce mantenga il suo buon profumo di mare !
Buona settimana a tutti !
Qui in questo momento sta spiovendo, e col pò di sole tra la pioggia si è formato un meraviglioso arcobaleno!




P 





martedì 18 marzo 2014

Il mattino... ha il dolce in bocca !



E' scoppiata la primavera, così, all'improvviso.
L'aria fredda d'inizio marzo ha lasciato il posto a quel dolce caldo tipico della primavera inoltrata, tanto che quando usciamo in bicicletta sulla ciclabile, torniamo a casa con quel pò di colorito che precede l'abbronzatura.
Inutile che lo dica, lo amo da morire questo periodo che profuma di risveglio : ovunque è un tripudio di colori,di fiori, il tutto rallegrato dagli uccelli canterini che cinquettano a tutte le ore, al mattino specialmente, al nostro risveglio.
La natura da il meglio di sè e tutto è così perfettamente in equilibrio.
Mi piace sedermi di fronte alla porta finestra, osservare tanta bellezza attraverso il vetro e nei mattini più caldi, spalancarla tutta la finestra e lasciar entrare il profumo che sale nell'aria dalle mie piantine fiorite.
Ed assaporare un dolcetto per colazione. Il momento più dolce della giornata per me, anzi l'unico che posso concedermi in questo periodo a stecchetto (ma questa è altra storia) !
Mi trovavo una confezione di latte di soia che avevo preso per curiosità e per  provarne il sapore.
Dico la verità, non mi piace e non sapendo come utilizzarlo, perchè  a casa nostra non si butta via niente,  mi sono messa a cercare delle ricette per poterlo impiegare e sono arrivata QUI , mi è piaciuta l'idea delle briochine lievitate (per le graffe fritte, la prossima volta!) e detto fatto, le ho provate! Le mie sole modifiche sono state aggiungere all'impasto altro zucchero per rendere questo mio momento dolce più dolce :)  e diminuire il lievito di birra .
Sono davvero molto, molto soffici come nuvole!

Ingredienti:
500 gr di farina 0 (Petra 1 per me)
(40) 100 g di zucchero
60 gr di burro morbido
2 uova da 60 g ognuno  (pesate col guscio)
7 gr di sale
(15)  10  g di lievito di birra
100 g di acqua
150 g di latte di soia
1 cucchiaino di miele
semi di 1 bacca di vaniglia

Preparazione:
Sciogliete il lievito nella miscela di acqua, miele e latte di soia  leggermente tiepidi  e amalgamate con la farina, (tenendone da parte circa 3 cucchiai) nella ciotola della planetaria o come me, nella macchina del pane.
Sbattete leggermente le uova in un piatto con la forchetta ed aggiungete all'impasto amalgamato in questo modo : un terzo dell'uovo  sbattuto, metà zucchero e un cucchiaio di farina, un altro terzo d'uovo,  il restante zucchero e un cucchiaio di farina, il restante uovo ,il sale e un cucchiaio di farina, avendo l'accortezza che l'uovo sia del tutto assorbito prima di aggiungerne ancora. A questo punto aggiungete all'impasto i semini della bacca di vaniglia.
Continuate ad impastare per far prendere elasticità all'impasto, se usate una planetaria, mettete il gancio al posto della frusta ;cominciate ad aggiungere  il burro a piccoli  pezzi  e fate incordare per una mezz'ora circa, fino ad ottenere un impasto elastico, liscio e lucido. Da parte mia ho riavviato la macchina del pane ed ho fatto fare quindi due cicli d' impasto.
Infine, prendete l'impasto e versatelo sulla spianatoia infarinata, formate una palla, mettete in una ciotola infarinata, coprite con la pellicola e lasciate riposare fino al raddoppio. Ci vorranno circa 3 ore se usate meno lievito come ho fatto io.
A lievitazione avvenuta versate sulla spianatoia  infarinata l'impasto, sgonfiatelo con delicatezza senza fare troppa pressione per non interrompere il processo di lievitazione e ricavate tante piccole palline del peso di circa 50 g ognuna. 
Disponetele sulla teglia coperta di carta forno piuttosto distanziare, coprite con una tovaglia e lasciate riposare e lievitare ancora fino al raddoppio.  Spennellate ogni brioche con latte di soia zuccherato a piacere.
Preriscaldate il forno a 170-180° (dipende dai forni)  e cuocete per circa 15-20 minuti o fino a colorazione.
Avrete una  briochina per la colazione non morbida, di più, morbidissima !









"Ecco cos'hanno di simpatico le parole semplici, non sanno ingannare."

( José Saramago)

Buona giornata!

martedì 11 marzo 2014

Se è nero è raro!



"E vene marzo e già cagna l'aria
sentennolo arrivà
nu poco schiove e nu poco schiara
pecchè te vò 'mbruglià
ma nun avè paura
si a marzo nun po' mai sta sicura
che va bbuono accussì."

Marzo, Teresa De Sio. Un altro motivo che mi frulla in testa in questi giorni, che ci posso fare.
Sarà che tra pochissimi giorni sarà il mio compleanno, sarà che la Primavera si era affacciata timidamente da due giorni quando anch'io mi affacciai in questo mondo ma marzo "m'ha pigliato" da oltre quarant'anni! 
Ed è il mese che mi scoglie un pochino lentamente,  che è capace di farmi respirare aria nuova anche tra gli affanni, che mi fa mollare quel respiro trattenuto, che mi sussurra che ogni cosa può cambiare e che io ci devo credere...
Perchè a marzo l'aria cambia davvero, solo che in questi giorni c'è un insolito e pungente  freddo qui sulla riviera.
Di buono ha che è asciutto e non umido (le mie ossa ringraziano!) , una piccola consolazione per me.
Ed io ho riempito di vapore la mia cucina in questi giorni, più che nei mesi scorsi: brodi, zuppe, minestre, minestroni e la ribollita, quella che tutti conoscono come ribollita toscana e che io preparo a modo mio, da abruzzese.
Alle volte la stravolgo proprio e mi domando perchè mi ostino a chiamarla comunque  ribollita quando mi domandano - cosa mangiamo di buono , oggi?-
Perchè dovete saperlo, questo cavolo nero qui da me è rarissimo ! Ma rarissimo che quando lo trovo non ci penso due volte a prenderlo e la ribollita diventa quasi originale e degna di questo nome! 

Ingredienti 
per 4 persone :
200 g di fagioli cannellini secchi
1 osso di prosciutto o 2 cotenne di maiale
1 cavolo nero
150 g di spinaci
2 pomodori maturi
1 patata
1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla
1 ciuffo di prezzemolo, 1 rametto di timo
olio evo , sale
pane raffermo tostato

Procedimento
La sera prima lavate e mettete in ammollo i fagioli secchi in abbondante acqua.
La mattina dopo, sciacquate bene  i fagioli e fateli bollire coperti d'acqua  per 1-2 ore con l'osso di prosciutto o le due cotenne.
Lavate bene  il cavolo nero e gli spinaci, tagliuzzate le verdure grossolanamente, pelate la patate e tagliatela a tocchetti, spellate i pomodori tritateli dopo averli privati dei semi.
Preparate un trito grossolano con la carota, il sedano, la cipolla, il prezzemolo ed il sedano e fatelo soffriggere dolcemente con 4-5 cucchiai d'olio per qualche minuto in una pentola capiente, meglio se di coccio.
Aggiungete al soffritto le verdure preparate, le patate i pomodori, il timo ed  infine i fagioli , l'osso di prosciutto (o le cotenne)  ricoprendo il tutto con l'acqua di cottura dei fagioli stessi.
Aggiustate di sale e fate cuocere dolcemente per 45-60 minuti ancora.
Spegnete, porzionate, versate generosamente su ogni porzione dell'olio evo buono, del pepe se vi piace  e servite con pane raffermo tostato.

Note : Secondo la tradizione toscana , la "ribollita" veniva preparata con gli avanzi del minestrone che veniva appunto "ribollito" con l'aggiunta di fagioli , cavolo nero e olio buono :  è a questa usanza che deve il suo nome e la sua fama di piatto povero ma genuino e gustoso che tutti conoscono  .
La ricetta vuole che si passi un terzo dei fagioli al passaverdure, cosa che io di solito non faccio perchè facendo bollire dolcemente il tutto, ottengo comunque una zuppa densa come piace a noi.
Che se poi avanza un pochino il giorno dopo, io riscaldo (magari senza aggiungere acqua la prossima volta, perchè era molto più densa,errore, mea culpa!) e fotografo velocemente prima di mangiarla!











lunedì 10 marzo 2014

Tutto il buono delle mele




Un altro fine settimana è volato via ed una nuova settimana di marzo è iniziata tra folate di vento freddo e sole pazzerello che scalda meno che a febbraio,  ma d'altra parte che marzo sarebbe se non fosse così ? 
Ed io mi trovo qui questo lunedi, con un pò di raffreddore ed una ricetta  proprio dello scorso week end !
Le ciambelline  alle mele di Donna Hay e del suo (mio) libro Stagioni! 
Le abbiamo gustate sabato tutti insieme con nonni- sorelle- nipoti , la nostra "big family"  e sono contenta perchè sono piaciute a tutti, un pò meno a "quei due" che dicono che la (mia) torta di mele, quella coi pezzettoni ,  a loro piace di più ! 
Oh ma si può dire mai questo? Ormai .. l'ho scritto!
Buona settimana a tutti!

 Da "Stagioni" di Donna Hay :
Ciambelline alle mele, cannella e sciroppo d'acero
Ingredienti  per 12 ciambelline
370 g di farina autolievitante  (per me farina 00 + 2 cucchiani di lievito per dolci)
250 g di burro fuso (200 g per me)
1 cucchiaino di cannella in polvere
175 g di zucchero di canna 
125 ml di sciroppo d'acero
4 uova
6 mele rosse pelate e grattugiate (5 per me)
Per ricoprire le ciambelline
220 di zucchero semolato (è troppo, ne basta la metà)
2 cucchiaini di cannella in polvere (1 solo per me)

Procedimento 
Scaldate il forno a 180°. In una ciotola mescolate la farina (e il lievito se usate la farina normale) con  la cannella. Unite il burro fuso, lo zucchero di canna, lo sciroppo d'acero le uova e le mele .
Mescolate bene tutti gli ingredienti per incorporarli . Imburrate gli stampini a forma di ciambella  e distribuiteci l'impasto. Infornate e cuocete per circa 20 minuti, verificando la cottura con uno stecchino.
Sformatele subiro e ancora calde, rotolatele nello zucchero semolato aromatizzato con la cannella e ricoprite uniformemente ciascuna ciambellina. 
Fate raffreddare e servite.
Note : Io ho usato uno stampo in silicone da sei piccole ciambelline piccoline e ne ho ottenute più di 12.
Non ho usato la farina autolievitante ed ho quindi aggiunto 2 cucchiaini di polvere lievitante. I 220 g di zucchero semolato  per la copertura sono decisamente troppi, vi consiglio quindi di dimezzare la dose. Le mie mele erano piuttosto grandi e quindi ne ho usate cinque e non sei.




















mercoledì 5 marzo 2014

Come Musica ...



Avete presente quando al mattino accendete la radio ed una canzone parte in sottofondo mentre voi sbrigate i vostri rituali quotidiani ? Iniziate a canticchiarla e non vi lascia più!  Se poi la canzone è di un artista che vi piace particolarmente ed il motivo è bello e  semplice, ci andate anche a dormire la sera...
Ed io ci ho impastato anche i biscotti canticchiandola!
"Questo nostro amore è come musica, che non potrà finire mai, che non potrà finire mai,che non potrà finire mai,  che non potrà finireeeeeeeee maiiiiiii ..."
I biscotti sono i Petits Beurre Maison che ho preparato per la primissima volta !
Mi domando come mai non l'ho provati prima visto quanto mi sono piaciuti e quanto li ho trovati adorabili! Certo, io lo stampino apposito non ce l'avevo e a dire il vero neppure adesso ce l'ho. Ma tempo fa al centro commerciale ho preso uno stampino semplice corredato di lettere e numeri con le quali è possibile comporre parole e  personalizzare a piacimento biscotti e torte. L'ho inaugurato  con questi biscottini. Non sono venuti  perfetti, perchè prima ho dovuto tagliarli e successivamente, imprimere una parola alla volta in superficie e questa operazione li ha un pò allargati al centro. Ma quel che conta è che sono buoni ! Credo però che lo stampino apposito lo comprerò prima o poi !
La ricetta si trova ovunque nel web,  dove l'ho copiata io tempo fa  non lo ricordo proprio, so solo che  ho  diviso a metà le dosi, usato zucchero di canna ed aggiunto semini di vaniglia per renderli ancora più profumati !

Ingredienti 
per due teglie di biscotti
250 g di farina 00 (io ho usato Petra 5)
100 g di burro leggermente salato
100 g di zucchero di canna chiaro
63 ml di acqua 
 1 presa di sale
4 g di lievito per dolci
semi di 1 bacca di vaniglia

 Procedimento
Versate l'acqua, lo zucchero, il sale  il burro ed i semini di una bacca di vaniglia  in una pentola e fate bollire dolcemente fino a quando il burro è completamente sciolto.  Lasciate riposare una mezz'oretta mescolando ogni tanto. 
Trascorso il tempo versate il liquido sulla farina setacciata col il lievito e mescolate con un cucchiaio per amalgamare fino ad ottenere un composto morbido, liscio ed omogeneo. Quando si staccherà dalle pareti, formate un palla ed avvolgetelo nella pellicola. Mettete in frigo per almeno tre ore : questo tempo servirà per solidificare l'impasto e renderlo lavorabile per ottenere i biscotti 
Riprendete la pasta, stendetela dello spessore di  2 mm circa e ritagliate i biscotti con la formina apposita o con un tagliabiscotti qualsiasi o, se avete anche voi l'attrezzatura per comporre le parole, incideteli con la scritta Petit beurre maison ,  disponeteli sulla teglia da forno ricoperta da carta forno e cuocete in forno preriscaldato a 180° circa per 10  minuti o comunque fino a quando i bordi prenderanno colore.

E con questa ricetta saluto tutti voi e Marzo, il mio mese, che porta con se i tepori in attesa del risveglio della Primavera ormai vicina!









http://www.youtube.com/watch?v=b3lJJRrB74c&feature=share
 


Un compagno allegro è una carrozza in un viaggio a piedi.

(Johann Wolfgang Goethe)

domenica 2 marzo 2014

Perchè Margherita è dolce...



Penso che una torta semplice, profumatissima, sofficissima  e delicata come la torta Margherita sia un classico intramontabile e una colazione o una merenda gustosissima che tutti i bambini di certo gradiscono.
Ed anche io che bambina non lo sono più.
Ripescata nel mio ricettario vintage, non ricordo neppure da quanto tempo è lì questa ricetta, ma penso che sia un un bel pò considerato che la mia scrittura era ancora morbida e rotonda come non lo è più da tempo (a forza di usare il pc!).
Sicuramente tutti voi avrete la vostra versione, io preparo da sempre questa e la trovo ... troppo buona, come lo sono le cose semplici !
E dolce, come la Margherita più bella del nostro giardino ... Ciao Principessa !

"....Perché Margherita è buona,
perché Margherita è bella,
perché Margherita è dolce,
perché Margherita è vera,
.....
Perchè lei ama i colori..."

Ingredienti 
per 1 stampo da 24 cm
(oppure 1 stampo da 20 cm + 6 stampini per ciambelline)
200 g di farina
75 g di fecola di patate
230 g di zucchero
150 g di burro
3 uova
12 cucchiai di latte 
1/2  bustina di lievito per dolci
scorza grattugiata  di 1 limone bio
1 cucchiaio di estratto di vaniglia 
Per  decorare le ciambelline
zucchero a velo
succo di limone
semi di papavero

Procedimento
Per la riuscita perfetta in sofficità della torta, è importante che tutti gli ingredienti, tranne il burro, siano a temperatura ambiente. 
Iniziate rompendo le uova nella planetaria, aggiungete lo zucchero, la vaniglia e la scorza di limone ed impastate per almeno 15 minuti fino ad ottenere un composto chiaro e triplicato di volume. Aggiungete a questo punto il latte,  la farina , la fecola ed il lievito setacciati insieme ed amalgamate il tutto.
Fondete ora il burro ed aggiungetelo ben caldo (intorno ai 40°) a filo al composto e girate delicatamente per incorporarlo all'impasto.
Foderate una tortiera di carta forno (oppure ungetela) , versateci il composto e fate cuocere in forno preriscaldato a 170° per 40-45 minuti. Sfornate, fate raffreddare e cospargete di zucchero a velo prima di servire.
Io volevo provare uno stampo in silicone  nuovo per  ciambelline e quindi ho realizzato una torta margherita da 20 cm di diametro e sei ciambelline che ho poi decorato facendoci colare sopra una glassa densa realizzata con zucchero a velo, succo di limone e semi di papavero. Buonissime anche le ciambelline!

Buona domenica !