giovedì 23 gennaio 2014

Gnocchi di ricotta e spinaci con bresaola e pesto di noci e mandorle


Gran sonno, poca voglia di fare, un pò di pigrizia mista a stanchezza, questo mi prende in questi giorni!
Lo dico io che le ferie fanno male e che poi riprendere è dura.
Ma no che dico, è l'inverno, sempre più lungo per me da passare.
Oggi c'è il sole. Apro la finestra e lo  lascio entrare...
Lo respiro. Lascio che mi scaldi il viso e mi sento come una lucertola. Pigra. Immobile.
Si capisce che tifo per la Primavera?
L'aspetto. La desidero. Fortuna che  le giornate si sono allungate un pò, fa buio più tardi.
E stasera uscirò a passeggiare sul lungomare, inbacuccata stile omino Michelin, con le mie amiche.
Quattro passi, un pò di chiacchiere, tante risate e l'aria fresca della sera. La mia amica dice che ci fa bene e ci aiuta a restare giovani :) !
Nell'attesa mi rintano in cucina.
Avevo una ricottina fresca fresca a km 0, direttamente dai nostri pascoli ; avrei voluto farci un dolce, ma poi mi toccava mangiarmelo tutto da sola ! E allora...
L'unico modo per consumarla velocemente era trasformarla in gnocchi perchè non è che la mangiano volentieri così com'è i  ragazzi.  A dire il vero a loro la ricotta piace proprio poco!
A volte mi fate disperare! A volte  rinuncio a quello che piace a me per accontentare voi ed i vostri gusti. 
Ma lo sapete no?   I LOVE YOU !


Ingredienti per gli gnocchi :
340 g di ricotta di pecora
150 g di farina 
80 g netti di spinaci lessati
50 g di parmigiano grattuggiato
1 uovo
sale
Condimento :
100 g di bresaola
30 g di noci
30 g  di mandorle pelate
1 cucchiaio di parmigiano
5 cucchiai di olio evo
1 rametto di timo

Procedimento
Mettete la ricotta scolata e gli spinaci ben strizzati  e tritati finemente sulla spianatoia , aggiungete la farina ed iniziate ad impastare ; regolate di sale, aggiungete infine l'uovo ed il parmigiano e continuate a lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo, morbido e liscio.
Infarinatevi le mani e prendete un piccolo pezzo di pasta alla volta , arrotolatelo per ottenere delle piccole palline che disporrete su di un vassoio infarinato. Proseguite fino ad esaurimento della pasta. Se preferite , date la forma classica degli gnocchi formando cilindri e tagliandoli a tocchetti.
Preparate un pesto grossolano pestando nel mortaio le noci e le mandorle, aggiungete 2 cucchiai di olio ed un cucchiaio di parmigiano e tenete da parte. 
Tagliate a listarelle la bresaola ; fate scaldare 3 cucchiai d'olio in una padella con il rametto di timo e lasciate aromatizzare per qualche minuto a fuoco dolce. Eliminate il timo, aggiungete la bresaola e fatela rosolare dolcemente per un minuto.
Lessate gli gnocchi in acqua bollente leggermente salata, scolateli quando vengono a galla.
Condite gli gnocchi con il pesto di noci e mandorle e la bresaola. Servite ben caldi !





venerdì 17 gennaio 2014

La torta "a strisce" di mamma





-Ce lo fai un bel ciambellone per la colazione?- 
Mi chiedono spesso i miei ragazzi.
E che io il ciambellone non lo so fare. 
O meglio, lo faccio ma non mi viene mai come quello che fa mia madre. 
Sono anni che ci provo, ma niente da fare, sono ben lontana dai suoi risultati. E' un mio limite, e lo riconosco.
E quando hai un termine di paragone così , non puoi ignorarlo. Eppure dovrebbe essere una delle ricette più semplici da realizzare. Ma delle volte anche il concetto di semplicità assume sfumature complicate.
Il ciambellone di mamma è alto, sofficissimo, profumato, buonissimo. E resta soffice per giorni.
Sere fa ero a casa sua ed  insieme abbiamo aperto la sua scatola e tirato fuori tutti i fogliettini delle  ricette, nuove e vecchie. Le ho passate una ad una e quante ne ho trovate di interessanti.
Una tra queste è la torta zebrata, quella a strisce, che lei ha avuto dalla sua più cara amica. Una ricetta che le ho subito rubato perchè quella che ho io l'ho presa dal web tempo fa,  contiene burro e non olio, inoltre questa prevede l'uso del classico bicchiere di plastica bianco per misurare gli ingredienti.
A lei piace tantissimo ma non sempre le vengono bene le strisce...

Mamma, che dici siamo pari?
Io non so fare il tuo ciambellone buonissimo, però la zebra mi è venuta bella bella e sofficissima.
Ma me lo hai promesso, lo farai presto il  tuo ciambellone per me ed io lo metterò qui con la tua ricetta, chissà che qualcuno riesca a farlo così speciale come lo fai tu !

 Ingredienti 
4 uova
3 bicchieri di farina 00 (circa 280 g)
2 bicchieri di zucchero  semolato (o di canna, circa 250 g)
1 bicchiere colmo di latte (circa 140 g)
1 bicchiere  raso di olio di semi di girasole (circa 120 g - olio evo per me)
1 bustina di lievito per dolci
Inoltre :
2 cucchiai di cacao amaro (30 g circa)
2 cucchiai di farina (30 g circa)
scorza  grattuggiata di mezzo limone 

Come si fa
In una ciotola rompete le uova e sbattele a crema insieme allo zucchero, aggiungete infine tutti gli altri ingredienti ed amalgamate fino ad ottenere un impasto omogeneo. 
Dividetelo ora in due parti uguali , se volete essere precisi pesatele, dovrebbero essere circa 500 g ognuno, 
Aggiungete ad una metà del composto i due cucchiai di cacao amaro e all'altra metà la scorza del limone grattuggiata  e i due cucchiai di farina : questo perchè i due composti devono avere la stessa densità altrimenti le strisce non verranno perfette.
Questo vale in generale per tutti i dolci bicolori e per quelli che vogliamo fare al cacao partendo da una base chiara:  quando si aggiunge ad un composto il cacao amaro in polvere, bisogna diminuire di pari peso la quantità della farina, ricordatelo! 
In questo caso, dobbiamo riportare alla  stessa consistenza  la parte bianca della base e quindi aggiungiamo farina .
Foderate una tortiera a cerniera di 24-26 cm di diametro di carta forno, ungete le pareti  e quindi cominciate a versare due cucchiai di composto chiaro al centro della tortiera ; sopra al composto versato, mettete sempre al centro, due cucchiai di composto scuro e così via in modo alternato fino a terminare gli impasti.
Cercate di non muovere la tortiera e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 40-45 minuti, non di più.
Fate raffreddare, se volete cospargete di zucchero a velo e servite ! E' una torta ottima per colazione ma anche per  merenda e decisamente simpatica da vedere ! 
Note : Come vi ho già anticipato, l'unità di misura per fare questa torta è il classico bicchiere bianco di plastica molle che vi eviterà di pesare gli ingredienti.
Io  li ho pesati e li ho messi tra parentesi, se vi è comodo,  ma il mio consiglio è di affidarvi al bicchiere.
Altra cosa, nei miei dolci  uso spessissimo se non sempre, lo zucchero di canna chiaro bio, che ho usato anche per la zebrata,  perchè ci piace molto il suo sapore, ma in questa torta ci va il classico zucchero bianco semolato.





giovedì 16 gennaio 2014

"Fuje strascinite", ovvero cavolo verza al vino



Le fuje strascinite sono un piatto tipico della mia regione o meglio della  zona del teramano, preparato con verze fresche, aromi e vino bianco secco che danno alla verdura un sapore particolare, saporito e stuzzicante.
Come molte altre nostre ricette, le fuje strascinite,  fanno parte della tipica cucina povera di una volta, quella autentica e genuina che certamente riesce a far riscoprire  il gusto della tradizione e assieme la bontà dei  prodotti tipici locali. 
Difatti il cavolo verza è tipico delle regioni del centro Italia ed è di origine antichissima. Per quanto mi riguarda, questa verdura invernale per me è indissolubilmente legata al ricordo di  mia nonna  che nel suo orto, dove non mancava mai niente, coltivava insieme ad altri frutti e ortaggi di stagione.
Seguiva proprio  il ritmo delle stagioni mia nonna, ed io posso ritenermi fortunata perchè, come la mia famiglia, sono cresciuta con i prodotti della sua terra. Non è poco, anzi, è decisamente tanto!
Quante verze che venivano su! Quegli scrigni compatti che racchiudevano goccioline d'acqua e freddo, con quel profumo di foglie verdi  e di  inverno. Lei le raccoglieva e mia madre le cucinava e mentre le puliva, noi mangiavamo "l'osso"del gambo crudo. Io lo mangio ancora adesso, voi lo avete mai assaggiato? E' buonissimo!
E poi via, in padella, a stufare lentamente col vino, ma che bontà!
Ci vado matta, letteralmente e, anche se tra queste pagine mancano, in questo periodo mangio gran quantità di verdure specialmente la sera, come contorno ma anche come piatto unico. Perchè mi piacciono, perchè fanno bene!

Ingredienti
per 4 persone:
1 cavolo verza (1,3 -1,5 kg circa)
1 spicchio d'aglio
1/2 cipolla
2 bicchieri di vino bianco
1 bicchiere di olio evo
1 rametto di rosmarino
peperoncino rosso piccante
sale
 
Procedimento
Lavate bene la verza,eliminate le parti più dure e tagliatela a grosse listarelle.
Fate soffriggere in una pentola alta l'aglio  e la cipolla affettata sottilmente assieme al rametto di rosmarino, a fuoco basso per qualche minuto. Dopodiché aggiungete la verza e 1-2 bicchieri di acqua . Fate cuocere coperta col coperchio, aggiungendo altra acqua se dovesse asciugare troppo. A metà cottura aggiungete il peperoncino, i bicchieri di vino,  aggiustate di sale ,mescolate e fate cuocere ancora  fino a quando il liquido di cottura non sarà completamente evaporato. In tutto ci vorrà quasi un'ora.
Le fuje strascinite sono pronte per essere servite!
Si accompagnano molto bene con la carne di maiale e le salsicce. Ed un bel vino rosso corposo, come il Montepulciano d'Abruzzo.
Sere fa io le ho sevite con il pane naan caldo (Ve lo ricordate? Lo trovate qui), arrotolato con ripieno di verze e filetti di peperoni rossi arrostiti delle conserve di mia madre.
Che ci posso fare, i piatti poveri della mia terra io li adoro!


 

lunedì 13 gennaio 2014

Tarallucci al vino



Buongiorno! Eccoci qua a ricominciare una nuova settimana !
Oggi brilla il sole e la temperatura è piacevole, devo dire che questo inverno si sta comportando bene, abbiamo il sole quasi tutti i giorni ed io che sono una gran freddolosa non posso esserne che contenta!
Ed è  proprio grazie alle belle giornate che posso concedermi più tempo all'aria aperta specialmente il fine settimana ! 
Ma passiamo alla proposta di oggi.
Quella che segue è una ricetta che fa parte delle nostre più antiche tradizioni, la classica ricetta della nonna, di quelle "tutto a occhio" , anche se devo dire che mia nonna non l'ha mai sfornata , la prepara invece mia madre, così come tutti i panifici della zona. 
Se vi capiterà di fare un giro dalle mie parti, di sicuro li troverete i tarallucci al vino! 
Quelli originali sono con il vino rosso, il nostro Montepulciano d'Abruzzo, ma si possono personalizzare a piacere ed impastare anche col  vino bianco o rosato ed è usuale aggiungere semi di anice nell'impasto.
Io li faccio senza.
Un pò più a sud della mia regione invece, i tarallucci tradizionali sono ripieni di marmellata di uva nera, una bontà unica, che però io non ho mai provato a fare, leggermente diversi nell'impasto ma sempre senza uova e con il vino. 
Ah, per noi sono tarallucci e non ciambelline!
Buona settimana !
Ingredienti 
per circa 100 tarallucci
500 g di farina 00
1 bicchiere raso di olio evo o di semi buono (120 ml)
1 bicchiere colmo di vino rosso, o rosato, o bianco (175 ml)
1 bicchiere colmo di zucchero (150 g )
1 pizzico di sale
zucchero semolato per la copertura

Procedimento 
L'unità di misura è il classico bicchiere di plastica bianco, con il quale si misura anche lo zucchero e per la farina, si aggiunge quella necessaria !
Una volta  non si poteva chiedere alle nostre nonne di darci il peso esatto degli ingredienti, me lo ricordo ancora cosa rispondeva la mia :- Nannò, quello che ci vuole !-
Per comodità vostra e mia io ho pesato lo zucchero e misurato l'olio ed il vino. La farina l'ha pesata mamma.
Per i miei tarallucci ho usato olio evo di casa e vino rosato, il nostro vino da tavola. Voi potete usare anche olio di semi di girasole purchè sia buono.
Mescolate in una ciotola l'olio con il vino, aggiungete lo zucchero e miscelate; infine aggiungete la farina  ed impastate a mano fino al ottenere un impasto liscio, mordido ed elastico.
Lasciate riposare una mezz'ora la pasta coperta da una ciotola , ve lo consiglio perchè fermandosi sarà più facile lavorarla.
Prelevate piccole quantita di pasta, formate un cordoncino ed incrociate le estremità per formare il taralluccio.
Mettete dello zucchero semolato in un piattino e passateci, solo da un lato, ogni taralluccio per ricoprirlo.
Poneteli su di una teglia ricoperta da carta forno e cuocete in forno preriscaldato, a 190° per circa 20 minuti fino a doratura.
Lasciate raffreddare e servite. E' d'obbligo dire  che uno tira l'altro ! E se iniziate ad inzupparli in un bel bicchiere di vino? Fermatevi, se potete!







martedì 7 gennaio 2014

"White winter cake"


Avrei voluto preparare una bella torta durante le feste natalizie, ma i nostri dolci tradizionali hanno avuto la meglio e così ho desistito anche perchè non l'avremmo gustata al meglio.
Ma quando un'idea mi frulla in testa da tempo, dopo un pò devo dargli forma e così, complice il primo giorno di pioggia dell'anno, ho gettato le basi per la mia piccola  tortina ! 
Si tratta di una base al cocco, farcita con una ganache montata al cioccolato bianco, impreziosita di golosi lamponi e ricoperta di pasta di zucchero.
Detto tra noi, per me la pasta di zucchero è un'emerita sconosciuta. L'ho ammirata in creazioni dalle più svariate e colorate forme in diversi blog, tanto che un giorno, quando al supermercato l'ho vista, quasi distrattamente, l'ho messa nel carrello!
Era da un pò che stazionava nella mia dispensa e mi domandavo se mai l'avessi usata , perchè francamente a me ha sempre dato l'impressione di qualcosa di stucchevolmente dolce e lontana dai miei gusti personali ma, come si dice, la curiosità che è femmina e la voglia di provarla, era diventata una vera  sfida!
Con soddisfazione, dopo averla finalmente provata, posso fare le mie personalissime considerazioni in merito ed affermare che non è poi così difficile come mi aspettavo lavorarla, anzi, per me è stato divertente !
Con un minimo di manualità, un pò di fantasia e l'attrezzatura adatta a darle forma (che io non ho!)diventa quasi facile! 
Ma che sia troppo dolce per i miei gusti resta. Anche mio marito ha fatto la stessa considerazione, però ha detto che di sicuro è molto bella da vedere ed anche la mia piccola torta decorata in modo semplicissimo ed alquanto elementare, faceva la sua bella figura sull'alzatina, non trovate?
Vi lascio la ricetta consigliandovela perchè a parte la pasta di zucchero dolce per me, ma che magari a voi piace, questa è una torta che risulta fresca all'assaggio ma allo stesso tempo avvolgente e che a me così bianca, con quel contrasto acidulo del sapore dei lamponi a mitigare la dolcezza della ganache, fa pensare proprio ad un bianco inverno, il colore che da sempre associo a questa austera stagione, tanto che ho voluto chiamarla "Torta bianco inverno" e che in occasione della festa dell'Epifania, ha arricchito di cose buone i bei momenti di festa passati con i miei cari,  che anche questo Natale ci ha regalato!

Ingredienti per la base al cocco
(1 stampo a cerniera di 20 cm di diametro)
2 uova
100 g di zucchero
2 cucchiai di olio evo
80 g di farina 00
120 g di cocco rapè
100 ml di latte
2 cucchiaini di lievito per dolci
Per la ganache montata
150 g di cioccolato bianco
300 ml di panna fresca
Per la bagna :
100 ml di acqua
4 cucchiai di rum
3 cucchiaini di zucchero 
Inoltre
1 cestino di lamponi
1 panetto di pasta di zucchero

 Procedimento:
Per la ganache : la sera prima spezzettate il cioccolato bianco, portate a bollore 150 ml di panna fresca e versatelo sul cioccolato. Mescolate per farlo sciogliere, fate intiepidire ed infine aggiungete i restanti 150 ml di panna fresca. Ponete in frigo tutta la notte o comunque il tempo necessario affinchè sia ben fredda.
Montate con le fruste elettriche per ottenere una crema densa,  solo al momento dell'utilizzo.
Per la tortina al cocco : in una ciotola o nella planetaria , sbattete a crema le uova con lo zucchero. Aggiungete  gli altri ingredienti  ed amalgamate il tutto. 
Foderate la base di una tortiera a cerniera di 20 cm di diametro con carta forno, versateci l'impasto e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa mezz'ora o fino a colorazione.
Fate raffreddare e poi tagliate a metà in modo da ottenere due dischi.
Preparate la bagna (che potete personalizzare come volete) facendo sciogliere lo zucchero nell'acqua appena tiepida ed aggiungete il rum.
Montaggio della torta : disponete il  primo disco della torta al cocco su una tortiera e bagnatelo con  metà della bagna, farcite con la ganache montata lasciandone da parte una piccola quantità, disponete generosamente i lamponi facendoli scendere nella crema (io purtroppo avevo solo mezza vaschetta ma una intera  è decisamente meglio!),  ricoprite con il secondo disco , bagnate anch'esso con la restante bagna ed infine ricoprite la torta con la ganache tenuta da parte.
Ora prendete il panetto di zucchero, stendetelo  sottilmente su di un piano di lavoro cosparso di zucchero a velo, avvolgetelo sul mattarello e srotolatelo delicatamente sulla torta  facendolo aderire perfettamente.
Con un taglierino eliminate la pasta in eccesso e rimodellatela per ottenere le forme decorative che preferite, io ho tagliato delle stelle di tre misure diverse e ho realizzato  un cordoncino con il quale ho decorato la base della torta.
Inizialmente mi era venuta l'idea, ispirata da una rivista, di disporre le stelline in verticale sulla torta (come potete vedere in una foto), ma non so se erano troppo sottili, non hanno retto che pochi minuti in piedi , monostante le avessi tenute in frigo per farle indurire .
Le esperte di cake design mi  sapranno dire se è possibile ottenere delle decorazioni che tengano in verticale con la pasta di zucchero!
Così  dopo che le mie stelline si erano afflosciate di brutto, le  ho  disposte diversamente e per dare un tocco di colore, ci ho messo qua e là  i pochi lamponi tenuti da parte !  
La prossima sfida per me ora  sarebbe quella di realizzare la pasta di zucchero invece di comprarla pronta, ma se lo farò non lo so proprio! 
Nota : Potete ovviamente omettere la pasta di zucchero e decorare la torta con candide rose di panna montanta che vi consiglio di zuccherare appena, considerato che la ganache al cioccolato bianco è già dolce di suo. Come tocco finale, tra un ciuffo di panna e l'altro, date una nota di colore con i lamponi freschi !

Vi offro una fetta di torta e vi saluto con un abbraccio!














venerdì 3 gennaio 2014

Vanillekipferl e benvenuto 2014 !





Buongiorno e  ben ritrovati in questo 2014 giovane giovane!
Spero sia andato tutto bene e che abbiate festeggiato in armonia e serenità, da parte mia più passa il tempo e più  sento meno lo stacco tra l'anno che se ne và e quello che arriva, perchè ogni giorno di ogni anno porta con sè momenti da vivere appieno,belli e meno belli, quello che possiamo augurarci è che ci trovi sereni, in salute, in pace con noi stessi e con i nostri cari , anche di questi tempi difficili per questo  Paese !
Ma passiamo alla prima ricetta del mio 2014, ancora in tema natalizio, perchè i Vanillekipferl per me sono i biscottini natalizi per eccellenza ! Li ho scoperti qualche anno fa e da allora non li ho più lasciati , ogni anno, puntualmente , ne sforno in gran quantità, da regalare e per  noi! Poco importa se per il Natale appena trascorso sono arrivata in ritardo con le mie sfornate, i Vanillekipferl andavano fatti , anche perchè sono buoni in ogni periodo dell'anno!
Sicura che li conoscete in molti, lascio tra le tante la mia ricetta. Ce n'è bisogno, direte voi? E perchè no?

Ingredienti :
200 g di farina 00
100 g di zucchero
180 g di burro
2 tuorli
100 g di mandorle spellate
semi di 1 bacca di vaniglia
zucchero a velo e zucchero semolato 

Procedimento
Tritate finemente le mandorle pelate nel mixer con un cucchiaio colmo di zucchero prelevato dalla quantità totale. 
Nella planetaria o in una ciotola, lavorate il burro morbido  con lo zucchero ed i semi di vaniglia fino ad ottenere una crema , aggiungete un tuorlo alla volta ed amalgamate. Aggiungete infine le mandorle tritate e  la farina  e impastate per amalgamare tutti gli ingredienti.  Formate una palla, avvolgete il panetto nella pellicola e lasciate riposare in frigo per due ore.
Trascorso il tempo, riprendete il panetto e ricavate tanti filoncini , divideteli in  bastoncini uguali , assottigliate le punte e date la forma di mezzelune. Io li faccio molto piccoli, mi piacciono di più ed ottengo quindi due teglie di biscotti.
Cuocete in forno preriscaldato a 180 ° (ventilato) per circa 15 minuti, non devono colorire troppo.
Sfornate e lasciate intiepidire i biscotti ma non fateli raffreddare del tutto ; Mettete in un piatto zucchero a velo mischiato a poco zucchero semolato e passateci ogni biscotto  per ricoprirli.
Si conservano a lungo in una scatola di metallo : provateci a farli  durare :) !


Vi lascio insieme al mio augurio,  una filastrocca di Rodari che a me piace molto, chi meglio di lui poteva scrivere parole così sagge e vere? 

Sereno  2014  a tutti!
Patrizia  

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.

(Gianni Rodari)