giovedì 4 settembre 2014

"Let me go home..."





Mentre pedalavo sere fa sul lungomare, dopo una giornata di sole e di mare (non lo sapevo, ma è stata l'ultima prima del tempaccio arrivato poche ore dopo), la radio in filodiffusione trasmetteva una canzone di un'artista che amo tantissimo, una delle sue più malinconiche ma tanto, tanto bella e che ben si sposa con il mio stato d'animo di questi giorni.

 "Let me go home..."

E, come al solito, la mia mente si è messa in viaggio.
Ma un viaggio diverso del solito. Quello di ritorno. 
Perchè bisogna pur tornare.

Bisogna pur tornare e ricominciare.  Bisogna pur darsi la spinta  e ritrovare la voglia di fare, di condividere, di raccontare...
Raccontare di una estate-non estate, fuori dagli schemi, strana e particolare, del senso di mancanza che provo mentre vi scrivo. 
Mancanza di un inizio di settembre "normale" e non questo  che non avrei mai voluto :  grigio, piovoso, freddo,  autunnale.
Un inizio di settembre che per noi che al mare e di mare viviamo vuol dire ancora estate, ancora obrelloni aperti, ancora ore pigre , ancora bagni alla temperatura più bella dell'anno, ancora giorni da vivere fuori. Ancora scampoli di sole  da afferrare.
Raccontare di una estate di grandi arcobaleni, catturati  con gli occhi fino a quando scolorivano all'orizzonte,  che lasciavano addosso quel sentore di sabbia bagnata caratteristico, mentre uno squarcio d'azzurro si apriva , laggiù, tra le onde che lentamente tornavano a placarsi, con noi stretti nei teli bagnati ad aspettare .
La quiete dopo il temporale.
Raccontare di un'estate di pioggerelle pazze, perchè non può esserci arcobaleno senza pioggia. Un' estate di nuvole pesanti, un'estate di tanti pensieri e di grandi cambiamenti, comunque vissuta e  volata via  troppo in fretta, senza  che neppure  me ne rendessi conto e che vorrei  riavvolgere in un nastro,  per ripartire da capo.
Adesso.  "Play". Pronti. Si riparte.
Raccontare , raccontare...
Avrò tempo per raccontare. Adesso per me l'importante è tornare, qui, tra queste pagine, estensione di casa mia.
Per ricominciare.
Ed intanto  torno con un primo di pesce, l'unico fotografato frettolosamente ad agosto. Dopo essere stata al mercato ed  aver trovato lo stand della mia pescheria di fiducia.
Mi piace andare al mercato, gironzolare tra le bancarelle colorate, tra le cose buone da mangiare, osservare, toccare, annusare, e farmi prendere dalla voglia di comprare tutto. Non ho resistito di fronte ad un paio di ciabattine rosse dal nome intrigante di un luogo che adoro "Positano".
Non decido mai prima cosa portare a tavola quando cucino il pesce, è il mare che decide, in base al pescato fresco del mio Adriatico.
Quattro sogliole, quattro canocchie, il tutto freschissimo, la ricetta stilata a voce direttamente sul banco, ed è fatta.
Profumo di mare a tavola, profumo d'estate.

Ingredienti
per 2/3 persone
4 canocchie medie
4 sogliole medie
6 pomodorini datterini
1 scalogno
prezzemolo fresco
6/8 cucchiai di olio evo
sale, pepe
250 g di linguine trafilate al bronzo, del Pastificio Verrigni 

Come si fa
Pulite le sogliole eliminando il sacchetto delle viscere, tirate via sia la pelle chiara che quella scura e tagliate tutte le squame laterali.
Pulite anche le canocchie, tagliate le zampette e gli occhi, praticate  un taglio verticale sul dorso .
Lavate bene  il pesce.
Mettete a bollire l'acqua per la pasta, aggiungete il sale .
In una larga padella, fate soffriggere dolcemente lo scalogno tagliato a fettine sottili , con l'olio evo, agiungete il pesce , i pomodorini tagliati a metà ed  un mazzetto di prezzemolo tritato.
Incoperchiate e fate cuocere lentamente per 10-15  minuti. Se dovesse essere necessario, aggiungete poca acqua calda per mantenere il sughetto liquido. Aggiustate di sale, aggiungete pepe a piacere. Una volta cotto il pesche, eliminate le lische alle sogliole e spezzettatele grossolanamente. Rimettete in padella e fate insaporire ancora  qualche minuto su fuoco dolce .
Lessate le linguine del Pastificio Verrigni , scolatele al dente e fatele saltare per pochi secondi nel sughetto di pesce preparato. 
Impiattate e guarnite con prezzemolo fresco tritato.
E mentre cucinate, ascoltate questa canzone, se vi va, quella che associo ogni volta all'arcobaleno, chissà  perchè...
Mentre la canzone con la quale ho aperto il post è Home, di Michael Bublè.


Ben ritrovati , buon settembre,
Patrizia

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2 commenti:

  1. Che meraviglia questa ricetta, ha tutto il profumo del mare e della vacanza!

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  2. Questo post mi rispecchia..potrei averlo scritto io! Condivido i tuoi pensieri e le tue sensazioni come se le nostre emozioni fossero l'estensione l'una dell'altra...il tuo piatto poi ne è la conferma..grazie di tutto cara e bentornata <3

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Grazie per l'attenzione e per i commenti che vorrai lasciarmi :) !
Patrizia