venerdì 22 marzo 2019

Street food e passeggiate di Primavera..... (pesce fritto!)


"Arrivò la Primavera ed il cielo si tinse di rosa."

In realtà di questa Primavera è arrivata l'aria frizzante di marzo, i suoi repentini sbalzi di umore, quando piovono due gocce  insieme a quel sole fanatico che si nasconde tra le nuvole, è arrivato quel cielo strano che disegna strane forme, come quello di qualche sera fa, che sembrava un'immensa distesa di gomitoli di lana grigia.
Però come arriva arriva, la Primavera è sempre la stagione più attesa, più rincorsa, più desiderata...
Ed io esco dalla tana, scrollo un pò le ali intorpidite e ricomincio. Ricomincio ogni volta.



Da anni ormai è scoppiata la moda dello Street Food e...  qualcosa di irrinunciabile, specialmente se ti trovi al mare e l'annusi inconfondibilmente riconoscibile, quel profumo  che solletica le narici è  il pesce fritto, in cartoccio, su un piattino alla buona o come ti pare, ma  sempre e gustosamente pesce fritto.
Esiste un luogo nel mio Abruzzo dove torno sempre molto volentieri a Primavera ed è la Costa dei Trabocchi;  giù, verso sud, dove il mare è più bello,  e per prendere un cartoccio di pesce fritto c'è sempre una fila interminabile.
Questa è la mia prima uscita primaverile, questo è il pesce fritto,  street food per eccellenza per noi, quasi quanto il panino con la porchetta o una cartata di arrosticini. 
Perchè  a noi Abruzzesi il cibo piace bello tosto e di carattere, come  siamo noi, appunto. Uguale.
E poi comunque, c'è anche la mia ricetta. 
Io il pesce fritto lo faccio così.

Ingredienti :
(per 4 porzioni)
1 kg di pesce misto
(busbane, triglie, alici, merluzzi, calamari, gamberetti)
farina q.b.
olio di arachide per friggere
1 limone

Come si fa
Pulisci bene i pesci eliminando le viscere e le squame e sciacquali sotto il getto dell'acqua corrente, quindi mettili a scolare in uno scolapasta.
In un largo piatto versa la farina; passa pochi pesci alla volta nella farina e scuotili per eliminare quella in eccesso.
Nel frattempo lascia scaldare in una padella larga l'olio di arachide . Tuffa i pesci infarinati nell'olio disponendoli in uno solo strato e friggi per due/tre muniti.  Con una schiumarola sgocciolali e mettili sopra della carta assorbente in modo che perdano l'olio  in eccesso.
Sala leggermente i pesci e disponili su di un piatto guarnendo con delle fettine di limone.
Note: Per un fritto dal sapore più croccante e rustico, al posto della farina usa semola rimacinata fine.
















giovedì 7 marzo 2019

I porti d'inverno e le mezze maniche allo scoglio


Porto di Giulianova

Mia cara,
nel bel mezzo dell’odio
ho scoperto che vi era in me
un invincibile amore.
Nel bel mezzo delle lacrime
ho scoperto che vi era in me
un invincibile sorriso.
Nel bel mezzo del caos
ho scoperto che vi era in me
un’ invincibile tranquillità.
Ho compreso, infine,
che nel bel mezzo dell’inverno,
ho scoperto che vi era in me
un’invincibile estate.
E che ciò mi rende felice.

(Alber Camus)


Ho ritrovato questa vecchia bozza tra i post del blog.
Immagini catturate qua e là durante le mie passeggiate d'inverno ed un piatto di mezze maniche che, a dire il vero, aveva fatto arrabbiare mio marito per l'avarizia del pescivendolo nell'abbondare, quando aveva chiesto un misto per fare la pasta.
Poco importa se siamo a marzo, la primavera ha iniziato timidamente a fiorire e l'inverno sta scivolando via...
Anch'io nel bel mezzo dell'inverno, quando il mare urla forte e si infrange rotolando sugli scogli, quando si placa e riflette il cielo di qualunque colore esso sia, quando i gabbiani volteggiano,indisturbati,  padroni delle spiagge,  sì anch'io scopro ogni volta  che c'è in me una invincibile estate e ciò mi rende felice!

Mezze maniche allo scoglio
per due persone
2 calamari,
1 seppiolina o 1 moscardino
300-400 g gamberetti
 una manciata di cozze
 una manciata di vongole 
prezzemolo
aglio
mezzo bicchiere di vino bianco
olio extra vergine d'oliva
sale, peperoncino
300 g mezze maniche 

Come si fa
In due pentole distinte mettete cozze e vongole sul fuoco a fiamma moderata, coprendole con un coperchio: unite mezzo bicchiere di vino bianco ed un gambo di prezzemolo alle cozze, alle vongole  unite uno spicchio d'aglio, poco olio e poca acqua. Una volta aperti i frutti di mare, trasferiteli  in un piatto, filtrate il loro liquido di cottura, tenendolo da parte, eliminate i gusci lasciandone qualcuno per guarnire.
  1. Pulite il calamaro, la seppia e sgusciate i gamberetti. In una padella soffriggete  appena con l'olio evo uno spicchio d'aglio e del peperoncino, unite seppie e calamari tagliati a pezzetti, fate rosolare 5/10 minuti a fiamma non troppo vivace, aggiungete l' acqua di cottura dei molluschi, infine gamberetti cozze e vongole. Fate cuocere ancora qualche minuto, aggiustate di sale.
    Cuocete le mezze maniche in  abbondante acqua bollente salata, scolatela al dente e trasferitela nel tegame del pesce, fate insaporire il tutto a fiamma vivace per 2-3 minuti, profumando con prezzemolo fresco tritato.
  2. Note: nei miei piatti mancano le cozze, erano finite!
Molo di San Benedetto del Tronto


Roseto degli Abruzzi




giovedì 21 febbraio 2019

Muffin e Mirtilli


Ci sono giorni in cui non ho voglia di fare niente, altri in cui vorrei farne cento, altri ancora in cui di quei cento propositi qualcuno lo metto in pratica.
Delle volte mi basta mettere il naso nel frigo e nella dispensa e trovare qualcosa che mi ispira e mi riscuote dal letargo che l'inverno mi fa crollare addosso.
L'inverno è tanto, troppo lungo per me.
Già detto lo so, come ho già detto mille volte che febbraio è il mese che più di tutti mi trova insofferente e smaniosa, smaniosa  di uscire, di abbracciare le prime giornate di sole, quelle già più lunghe che alle 17 del pomeriggio c'è ancora luce e regalano una parvenza di primavera .
Delle volte, dicevo, mi basta mettere il naso nel frigo e nella dispensa e,  questa volta, ho trovato del burro in scadenza e il barattolo della confettura di mirtilli ancora sigillato.
La ricetta la conosco. Prende di nuovo vita.
Che bello ritrovare anche la mia soffitta con l'ultimo set non ancora smontato!



“Quello che vorrei dipingere è la luce del sole sulla parete di una casa.” 
(Edward Hopper)

Ingredienti
200 g di farina
130 g d zucchero 
1 uovo
100 g di burro sciolto
120 ml di latte
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
2 cucchiaini di lievito per dolci
confettura di mirtilli
Inoltre
pirottini di carta 
zucchero al velo

Mescolate in una ciotola gli ingredienti solidi : farina,lievito,  zucchero e sale. 
Rompete al centro l'uovo , aggiungere la vaniglia e amalgamate con una forchetta.
Versate a filo il burro sciolto e fatto raffreddare ed il latte,girate per amalgamare, lavorando velocemente il tutto fino ad ottenere un composto liscio e piuttosto morbido.
Suddividete  il composto nei pirottini di carta riempendoli di 2/3  e  livellate.
Mettete al centro di ogni muffin un cucchiaino abbondante di confettura ai mirtilli.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 15-20 minuti fino a doratura.
Fate raffreddare, spolverizzate con zucchero a velo e servite.






Chop Suey - Edward Hopper




domenica 10 febbraio 2019

Diario di un viaggio in Sicilia...

Incantata, a Ragusa Ibla

E se è tutto un sogno che importa. Mi piace e voglio continuare a sognare.” 

(Luis Sepulveda)


Da quando ho saputo che sta per tornare, non aspetto che questo  ritorno. 
L'ho visto alla Tv col gatto sulle ginocchia, ho intravisto la sua terrazza, il mare ed il suo ristorante, scorci di Scicli e lo scoglio "chiatto" che a mio marito non ripeto altro - guarda, guardaaaaa Montalbano, torna  Montalbano!- 
E che io questi slanci fanciulleschi non li riesco a trattenere quando sono felice e  io non lo so perchè sono così felice, in Sicilia, perchè certi luoghi illuminano i miei occhi ma così è così pare a chi, ha visto le mie foto e  ha detto che quel sorriso è...   proprio felice!
Sono partita con la mia fissa, toccare e vedere i luoghi di Montalbano e così è stato.
Un viaggio a tappe, una manciata di chilometri, fino a Scilla    e la meraviglia delle Costa Viola, una affascinante scoperta.
E poi lo stretto, su quel ponte col vento tra i capelli e le lacrime agli occhi e oltre il mio braccio teso, la Sicilia che quasi la tocco davvero oltre le nuvole.
Ve la racconto così di slancio, come mi viene, nonostante siano passati diversi mesi da quella fine di settembre attesa...  da quanto?
Beh non lo so dire. Importante è, come mi ripeto sempre, è che ancora una volta la vita ha risposto alle mie attese.
E non posso che continuare a ringraziare il mio compagno di vita e di viaggio che ha soddisfatto ogni mio capriccio, regalandomi emozioni che nessun pacchetto infiocchettato potrà mai contenere.

Questa immagini mostrano solo una parte dei luoghi che ho visitato in quella che secondo me, è la Sicilia più autentica...
Se ci riuscirò,  ci sarà anche una seconda parte, tra Marzamemi, Noto, le riserve di Vendicari e Calamosche, Siracusa, Catania, Taormina, Acitrezza... e la voglia pazzesca di tornare presto in Sicilia!


Ragusa Ibla, il vecchio quartiere di Ragusa, è qui parte della Vigata del Commissario.
"Arrivateci da Via Scale, a Ibla" ci hanno suggerito. 
E così abbiamo fatto nei due giorni che ci siamo fermati qui. 




Il Duomo di San Giorgio, Ibla




La corriera che arriva, Montalbano che aspetta, Livia che scende.
Si intravedono delle scale ed una Chiesa imponente. Siamo a Modica, città barocca famosa per il cioccolato molto particolare che proviene da una antica ricetta lasciata dagli spagnoli. 
Anche Modica presta la bellezza dei suoi scorci all'immaginaria Vigata. Incantevole, davvero!

Duomo di San Giorgio, Modica








 “E poi le parole, dove vanno le parole? E gli sguardi? Chissà se c’è un dove per ogni cosa...”

(P.Gabriel) 






"Pronti, dottori? E' lei pirsonalmente di pirsona?" "Si, Catarè" "Che faceva, dormiva?" "Sino a un minuto fa sì, Catarè" "E ora inveci non dorme cchiù?" "No, ora non dormo più, Catarè." "Ah, meno mali." "Meno mali perché, Catarè?" "Pirchi accussì non l'arrisbigliai, dottori."


Punta Secca, la casa del Commissario di Marinella, lo scoglio "chiatto" e il mare...

"Il sogno era sempre davanti a me, anche sveglia"







                             

 Lo scoglio chiatto de "Un covo di vipere"
(L'indagine si presentava “come ‘na grannissima rottura di cabbasisi)

Montalbano? No, mio marito!!




Ristorante Enzo a Mare








Come resistere col caldo che fa, ad una colazione tipicamente siciliana?
Cannolo e granita alla mandorla, a Punta Secca 


Se ti sedessi su una nuvola 
non vedresti la linea di confine tra una nazione e l'altra, 
né la linea di divisione tra una fattoria e l'altra. 
Peccato che tu non possa sedere su una nuvola.
(Kalil Gibran)

A Scicli, la Vigata degli uffici del Commissario







"Tintu è cu un mancia a cassata "





Antica Farmacia Cartia , la farmacia di Montalbano




Luchino Visconti ci ha girato il film "Il Gattopardo”. 
 Il Commissario Montalbano ci  incontra il Boss Balduccio Sinagra, proprio sulla splendida balconata: 
il  Castello di Donnafugata, una meraviglia. 
Il suo interno poi  affascina con la storia dei primi del Novecento raccontata attraverso costumi d'epoca e stanze perfettamente conservate.

Il nome Donnafugata deriva dall'arabo "Ain-jafat" e significa "Fonte di salute". Una leggenda narra comunque, di una donna che prigioniera nel Castello riuscì a scappare. Si tratterebbe della regina Bianca di Navarra che venne rinchiusa, dal perfido conte Bernardo Cabrera, signore della Contea di Modica, in una stanza dalla quale riuscì a fuggire attraverso le gallerie che conducevano nella campagna che circondava il palazzo. Da qui il nome dialettale "Ronnafugata", cioè "donna fuggita".

“Perché quando hai qualcuno che ti racconta una storia non puoi chiedere di più...”
(E tu splendi - G. Gatozzella)






“Bisogna amare le porte perché sono il posto dove nessuno si ferma. Il posto da dove si passa da dove si parte dove avvengono tutti gli incontri.”
(Abbe Pierre)