mercoledì 24 maggio 2017

Torta di mele con vista (Bologna)


Scoprire ogni volta un angolo diverso.
Girare un pò come turisti e un pò no.
Cercare di capire  se è un legame che si sta creando con questa città  o se semplicemente è il nostro legame più importante che fa sentire il suo richiamo.
Ma poi, che importanza ha farsi tante domande. A me piace questa cosa, prendere e partire, così, perchè mi va .
Mi piace fermarmi ad osservare , inosservata in un angolo di Piazza Maggiore .
Mi piace sorseggiare un caffè o una bibita fresca in uno dei tanti tavolini all'aperto. Mi piace tornare alla  mia libreria preferita e cercare qualcosa anche se non so bene  cosa. 
Mi piace fare fotografie e fa niente se mi sento ripetere ogni volta - Non ti sei stufata di fare fotografie- hai fotografato di tutto- 
Vero, però mi diverte, mi diverto, ci divertiamo (perchè le facciamo insieme queste cose) mi sento libera e sono felice "su a Bologna" che mai avrei potuto immaginare!

In fondo la vita è fatta di continui cambiamenti e quelli più importanti, ci fanno crescere e capire che non saremo mai grandi abbastanza per continuare a seguire cambiamenti ed io, penso che sia un bene.

Ho raccolto alcune delle tante foto scattate a Bologna , insieme a quelle  della torta di mele ancora calda , scattate appena arrivati.
Una torta di mele fatta col cuore ... e poteva essere diversamente 😉 ? 



Torta mi mele con gocce di cioccolato

Ingredienti 
3 uova
170 g di zucchero
170 ml di latte
100 ml di olio di semi di girasole
250 di farina
scorza di un arancia ( o di un limone) grattugiata
1 bustina di lievito per dolci
2 mele 
succo di limone
100 g di gocce di cioccolato 

Come si fa 

Mettete nel congelatore le gocce di cioccolato.
In una ciotola sbattete le uova  con la frusta elettrica ,insieme allo  zucchero fino a quando non saranno gonfie e spumose. Setacciate la farina con il lievito, grattugiate la scorza dell'arancia (o del limone). 
Aggiungete l'olio ,  insieme ad un pò di latte ed un pò di farina e  girate per amalgamare  Continuate ad aggiungere latte , olio e farina , fino ad esaurimento degli ingredienti .
Sbucciate le mele , affettatele e spruzzatele con il  succo di limone.
Ungete una teglia a cerniera, versateci il composto,   distribuite le gocce di cioccolato  sulla superficie ed infine  le fettine di mele partendo dai bordi. 
Cospargete le mele con un cucchiaio di zucchero  e cuocete in forno preriscaldato per circa 45 minuti a 180°.
Sfornate, lasciate raffreddare e cospargete di zucchero a velo.






























martedì 9 maggio 2017

Un pò di pazienza, un pò di tempo : "i bommaletti"



Mia sorella dice che la cucina di nostra madre sa sempre "di mangiare". 
E che lei ha un naso particolare per captare gli odori, specialmente se si tratta di quelli di cucina.
Sarà che pesce non ne mangia, carne pochissima, dolci si  ma  con moderazione ed è di gusti particolari , molto particolari anche nel cucinare !
Io invece come mia madre, cucino, cucino tanto e di tutto, anche cose che non mi piacciono e che non mangio neppure.
E pensavo a mia sorella mentre giorni fa lessavo per la terza volta i "bommaletti", che la cucina sapeva non di mangiare... di più!
E a dirla tutta, non che fosse un odore così tanto buono, un pò come quando lessi i cavoli e pure se li ami tanto, quell'odore  ti sembra di portartelo addosso ovunque.
Per la terza volta, ebbene si ma... Era proprio la terza volta  in tutta la mia vita  perchè io i "bommaletti" non li avevo mai cucinati e neppure mai mangiati, o se li ho mangiati, magari ero piccola e non me lo ricordo.
Non mi piacciono. 
E che qualche domenica fa eravamo a fare una passeggiata al porto.
-Le piccole barche di pescherecci locali allineate ordinatamente al molo, le reti riposte con cura, le nasse....  E quelli vedi - i cestini per le lumache di mare, con quelli si prendono i bommaletti. - 
Mio marito me li mostrava uno ad uno, a me, la (ex) ragazza di collina che col mare non ha mai avuto  la sua dimestichezza,  e fa niente se ormai sono quasi trent'anni che  ci vivo, al mare.  
Mi ha fatto tenerezza. 
Li ho visti qualche giorno dopo in un angolo della pescheria, li ho guardati con sospetto, quasi con sfida ed alla fine, un chilo è finito nella mia busta della spesa, insieme alle alici ed ai calamari. 
A lui piacciono e tanto.
Ho chiamato mia madre, le ho chiesto conferma sulla ricetta che anche in pescheria mi hanno suggerito.
- Vanno spurgati con acqua e sale, mezza giornata è meglio, poi lessati, strofinati bene per far cadere  la linguetta,  poi si insaporiscono in padella, con gli odori, gli stessi della trippa e il lauro - il lauro ci va sempre, non dimenticare!- 
-E che sarà mai-  mi dico.
Mezza giornata di tempo per un piatto che alla fine, non assaggio neppure. O meglio, un paio li assaggio.
Li tiro fuori con lo stuzzicadenti, li strofino nel pomodoro e via... non è poi così male e devo dire che li ho cotti bene !
Ma alla scarpetta col pane nel sughetto non resisto - Evvai, sa di trippa! Ci ho azzeccato!-
Mio marito mangia compiaciuto e - Che pazienza che ci vuole a tirarli fuori uno ad uno ! - dice.
Che è l'unico modo che esiste per mangiarli  per noi, con le mani e con lo stecchino .
-Ci vuol pazienza si... -
Sapessi che pazienza  ci vuole per cucinarli !!!


Lumachine di mare all'abruzzese 


Ingredienti

per 4 persone:

1 Kg di lumache di mare
1 spicchio di aglio rosso

1 pezzetto di cipolla
1 pezzetto di peperoncino piccante
1 bicchiere di vino bianco secco
500 ml di  di passata  di pomodoro (o polpa di pomodoro a pezzetti)
1 ciuffo di prezzemolo tritato

3-4 foglie di alloro

1 ciuffo di maggiorana

Qualche ago di rosmarino tritato
Olio Extra Vergine di oliva
Sale

Come si fa 

Spurgate le lumache di mare lasciandole in ammollo in  acqua fredda salata per 4-5 ore.  Una volta  spurgate , lavatele bene  con acqua corrente  poi lessatele in acqua bollente salata con le due foglie di alloro ,  per circa mezz’ora. Schiumate  più volte,  poi scolatele , sciacquate ancora con acqua calda, strofinandole tra di loro per fa cadere le linguette .  In una larga pentola capiente, aggiungete l’ olio evo, la cipolla tritata, lo spicchio d’aglio spellato, la foglia di alloro , il peperoncino  e fate scaldare appena, aggiungete il pomodoro, il rosmarino e la maggiorana  e fate cuocere per 10 minuti, infine  aggiungete le lumache scolate, mescolate e fate insaporire per qualche minuto, bagnate con il bicchiere di vino bianco, fate evaporare, mescolate e  cuocete ancora a fuoco lento per 15-20 minuti.
Aggiustate  di sale e prima di togliere dal fuoco, guarnite con il prezzemolo tritato e servite.

Note : per l’ammollo e lo spurgo delle lumache, aggiungete 25 g di sale per ogni litro di acqua, suggerimento della mia pescheria di fiducia. Aprile inoltrato/maggio è la stagione delle lumache di mare , insieme alle seppie che però si trovano fino  a maggio inoltrato. Perché anche il pesce del nostro mare,  ha la sua stagionalità !  Ovviamente il nome "bommaletti" e la forma italianizzata del nome dialettale col quale ho sempre conosciuto le lumachine di mare. 
Le seppie, a differenza delle lumache di mare, mi piacciono tantissimo … chissà che non riesca a portare qui una ricetta, magari del Signor Augusto, che so le sa cucinare benissimo!








giovedì 30 marzo 2017

Quel pizzico di cannella nei maritozzi




(Raphael Gualazzi - Buena fortuna ft. Malika Ayane)
Quanto tempo è passato.
Tanto.
 Pensavo  che non sarei mai tornata a scrivere su queste pagine.
Pensavo anche di non essere  più capace di fare fotografie, di non avere abbastanza ispirazione, di non riuscire a trovare le parole da scrivere.
E' stato un inverno lunghissimo, pesante, stancante, di quelli che si ha voglia di chiudere fuori e non far entrare mai più, neppure tra i ricordi.
O forse sono solo io che l'ho vissuto così.
Ma poi...
Poi la Primavera arriva,il sole torna e l'aria nuova che risveglia ogni cosa, sa fare miracoli.
Soffia sui rami spogli, sui teneri boccioli  anche su di me e mi ispira, anche se forse non erano queste le parole che avrei voluto scrivere.
Ho un computer nuovo, la mia reflex funziona come prima dopo la riparazione ed io  non ho dimenticato, perchè fare fotografie mi piace.
Poi... 
Poi ho continuato a comprare piccoli oggetti , come il piatto con le bolle blu, le posate di legno che cercavo da tempo, nei  pomeriggi passati insieme a mia sorella, al suo bambino bellissimo e mia madre.
Noi, la famiglia di tante donne, sempre pronte a trovare quegli spazi che tanto amiamo. 
Mancava una ricetta .

L'ho trovata su di un appunto scritto a mano , tra le pagine del mio quaderno datato. 
Come tante di quelle ricette, ci sono appuntati solo gli ingredienti, come si fa... beh, si fa come viene, delle ricette ad occhio non si poteva chiedere il peso degli ingredienti, figuriamoci se si poteva chiedere come si fa ! 
Perché questa è una delle ricette più datate che conosco, nel senso che era mia nonna che dal suo forno a legna, sfornava ceste piene di maritozzi, profumati e buonissimi specialmente ancora caldi.




Ingredienti 
600 g di farina 00
250 ml di latte
15 g di lievito di birra fresco
4 uova
200 g di zucchero
1 pizzico di sale
80 ml di olio e.v.o.
semi di bacca  di vaniglia
Inoltre 
Cannella a piacere
Uvetta sultanina a piacere
Come si fa
Sciogliete il lievito di birra nel latte appena tiepido, versatelo  nella ciotola della planetaria  insieme a  tutti gli altri ingredienti partendo dalle uova leggermente sbattute, finendo con la farina. Avviate e impastate a lungo fino a quando l'impasto risulterà omogeneo, liscio e si staccherà dalle pareti.  Poco prima si spegnere, aggiungete l’uvetta precedentemente ammollata e ben strizzata.
Rovesciate l'impasto in una ciotola, coprite con pellicola alimentare e fate lievitare fino al raddoppio. Riprendete la pasta,  rovesciatela sulla spianatoia infarinata, prelevate piccole palline di impasto fatele roteare velocemente sulla spianatoia e  formate i maritozzi.
Potete preparare anche altre forme, come treccine o brioche arrotolate, oppure, come ho fatto io, fare un’unica pagnottella da tagliare a fette.
Disponete i maritozzi sulla placca del forno distanziandoli tra di loro, coprite con un canovaccio e fate lievitare ancora mezz’ora.  
Spennellate la superficie  con acqua e zucchero e fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40-45 minuti. 















venerdì 13 gennaio 2017

Impressioni di un giorno di neve e piccoli sandwick di alici e patate



Il pettirosso se ne sta fermo immerso nel paesaggio.
Il silenzio irreale di un giorno di neve placa anche la sua voglia di volare.  
Becca le briciole sul  davanzale, lascia che lo catturi in una fotografia e spiega di nuovo le ali.
Della neve il silenzio è la cosa più bella. 
Poi resta il bianco che abbaglia quando torna il sole, e lo scricchiolio delle mie  scarpe  pesanti che rompono il ghiaccio.
Quando nevicava ed io ero una bambina, mia nonna preparava la polenta nel paiolo di rame appeso al camino. Conservo ricordi sbiaditi e lontani, come il fumetto che mi piaceva fare con la bocca , le palle di neve e le "pallottate"  pazze. Come quel ragù  di salsiccia col suo profumo che si mescolava al fumo del camino.
Anch'io quando nevica e fa tanto freddo preparo la polenta, e lo faccio come un vecchio rito del passato difficile ed impossibile da abbandonare. Col ragù di salsiccia fresca, come vuole tradizione.
E da quel che so, tutti, ma proprio tutti nella mia zona, durante la nevicata dell'Epifania, hanno preparato la polenta!


Ma non è la ricetta della polenta col ragù di salciccia che lascio oggi.
E' invece la ricetta di piccoli sandwich di alici fresche e piccoline che sono riuscita a trovare prima che il mare urlasse tutta la sua forza, durante la nevicata, in netto contrasto col silenzio ovattato della poca, poca neve. 

Ingredienti
800 g di alici
500 g di patate gialle
2 cucchiai di parmigiano
1 cucchiaio di pane grattugiato
1 uovo
1 ciuffo di prezzemolo
2   grosse cipolle rosse
olio evo
sale, pepe, peperoncino secco dolce
Inoltre
2-3 cucchiai di pane grattugiato
prezzemolo, sale pepe , olio evo 

Come si fa
Pulite  le alici eviscerandole , eliminate la testa e la lisca, apritele a libro. Sciacquate e fate scolare. 
Nel frattempo lessate le patate gialle, lasciate intiepidire e passatele allo schiacciapatate.
Insaporitele con l'uovo, il parmigiano, il prezzemolo , il pangrattato ed aggiustate di sale.
Formate i sandwich farcendo due alici con la purea di patate preparata, disponete sulla placca del forno coperta da carta forno, affettate la cipolla rossa e disponete attorno alle alici ,  aggiungete una grattata di pepe e una di peperoncino dolce, irrorate con olio extra vergine di oliva e fate cuocere in forno già caldo per  15 minuti circa.
Per guarnire e servire, scaldate su una padella antiaderente due-tre cucchiai di pane grattugiato, con poco olio, prezzemolo tritato, sale e pepe , facendolo rosolare appena.
 










giovedì 5 gennaio 2017

Estionian Kringle e... buon 2017!

Spero che in questo nuovo anno voi facciate errori. 
Perchè se state facendo errori, allora state facendo cose nuove, provando cose nuove, imparando, vivendo, spingendo voi stessi, cambiando il mondo. 
State facendo cose che non avete mai fatto prima e, ancora più importante, state facendo qualcosa. Questo è il mio augurio per voi e per tutti noi e il mio augurio per me stesso.
 Fate nuovi errori. Fate errori che nessuno ha mai fatto prima. 
Non congelatevi, non fermatevi, non preoccupatevi che non sia “abbastanza buono”o che non sia perfetto, qualunque cosa sia: arte o amore o lavoro o famiglia o vita. 
Qualunque cosa abbiate paura di fare, fatela.
 Fate i vostri errori, il prossimo anno e per sempre.  

(Neil Gaiman)


Certe sere le fiamme del camino diventano ipnotiche. Per non parlare di certi giorni e.... chi ha voglia di uscire!
Ma per chi come me passa più di nove ore fuori casa ogni giorno, le ferie servono anche a questo, per sentirsi ancora tanto in "Christmas mood" a casa, per continuare a sfornare  dolci che profumano di cannella, per avvolgere la cucina in una nuvola speziata.

Ed è così che il 2017 mi ha sorpresa. Avvolta nella mia nuvola profumata di spezie, col sottofondo della legna scoppiettante del camino, mentre fuori vento freddo e poca pioggia fanno la loro parte.
Ed è così che torno. 
Con il mio augurio per un 2017 di salute, serenità e sole, tanto sole , tanto calore, tanta famiglia e cose che contano.
"E di cose nuove da scoprire  senza paura di fare errori,  scoprendole " (Neil Gaiman docet). 

Anche la ricetta è una scoperta fatta per caso quando ancora il  mio blog  era  un'idea lontana,  quando ammiravo le pagine  di cucina  presenti nel mondo del web
Una ricetta riprovata a distanza di tempo, a volte riuscita perfettamente, altre no, ma buonissima ugualmente anche un poco rotta e "sbagliata".
Oggi finalmente la pubblico anch'io.

ESTONIAN KRINGLE
Ingredienti
300 g di farina
40 g di zucchero di canna + 2 cucchiaini
1 tuorlo
12 g di lievito di birra
120 ml di latte
40 g di burro
1 pizzico di sale
Inoltre
50 g di burro morbido
3 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiaini di cannella
 Come si fa 
Fate sciogliere il lievito di birra  con i due cucchiaini di zucchero nel latte tiepido e fate riposare 10 minuti. 
Mettete la farina nella ciotola della planetaria (o della macchina del pane) con il tuorlo, il latte con il lievito sciolto , il sale, lo zucchero  e il burro fuso. Impastate per almeno 20 minuti fino  ad ottenere un'impasto  liscio ed omogeneo. 
Rovesciate  l’ impasto in una ciotola, fate un taglio a croce sulla superficie,  coprite pellicola alimentare  e fate lievitare  fino al raddoppio  in  un luogo tiepido (il forno con la luce accesa andrà benissimo e ci vorranno circa 2 ore).
Una volta lievitato  riprendete l'impasto e stendetelo su un foglio di carta forno in un rettangolo di circa 1 cm di spessore. 
Preparate la farcia lavorando il burro mordibo insiemo col lo zucchero di canna e la cannella fino ad ottenere una bella crema. Spalmatela  sulla pasta lasciandone un pò da parte  (circa un cucchiaio) , arrotolate  partendo dal lato più lungo aiutandovi con la carta da forno, fino ad ottenere un cilindro. Tagliate il cilindro   con un coltello partendo dal  lato lungo e dividetelo a metà lasciando un centimetro senza tagliare ad una sola estremità.. Arrotolate le due parti ottenute formando una treccia  e con la treccia ottenuta, formate una ciambella.
Disponete la ciambella su una teglia rivestita di carta forno, spalmate sulla superficie la crema al burro tenuta da parte e fate cuocere in forno già caldo a 190/200° per circa mezz'ora.
Una volta fredda, Cospargete  di zucchero a velo e servite.