martedì 2 agosto 2016

Non si dica che non mi piacciono le Polpette !



https://www.youtube.com/watch?v=fd02pGJx0s0
(Sunrise - Norah Jones)

Che io non sia mai stata una mattiniera è risaputo.
Mi alzo sempre all'ultimo minuto e sono quella che continua a ripetersi - ancora dieci minuti e scendo - la classica frase di chi si gira dall'altra parte, sprimaccia il cuscino e riaffonda nel suo sonno ancora incompiuto. 
E  continuo ad invidiare mio marito che al primissimo suono della sveglia ha già messo i piedi per terra e di quei -ancora dieci minuti- riesce a fare a meno.
Ma che bella cosa che è assistere al risveglio del sole.
In questa piccola parte di mondo, il sole sorge sul mare.
Spesso mio marito scatta delle fotografie col cellulare all'alba, quando esce di casa ed io penso che mi perdo uno spettacolo bellissimo.
Così qualche mattina, quando gli arrivo di soppiatto, silenziosamente, a piedi nudi alle spalle,  ride e mi dice - ma dove vai ad occhi  ancora chiusi !- 
- Esco con te a vedere l'alba -
E lo faccio davvero.  Esco con lui e poi  sono capace di tornare a dormire ancora due ore,  quando rientro , oh si che sono capace!

Cosa c'entrano le  polpette di ricotta con lo spettacolo dell'alba? Niente sicuramente.
Forse in comune hanno un pò di rosso... 
O più semplicemente si sono trovare insieme, un mattino di quelli che mi ha visto uscire all'alba a seguire la nascita del sole con gli occhi,  ed una sera di scarsa ispirazione in cucina, quando per caso mi sono ritrovata ancora della ricotta da consumare e poca voglia di cucinare.

Ok, è arrivato agosto e per me è tempo di ferie... 
Ma credo che passerò ancora  a salutare, intanto, felice agosto a tutti !

Patrizia



Ingredienti
500 g di ricotta di mucca
5 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 grosso mazzetto di rucola
2 tuorli 
1 piccolo panino tipo sandwich o all'olio
1 cucchiaio pieno di semi di zucca decorticati
sale, pepe
Inoltre 
2 uova 
pane grattugiato per impanare
Olio di semi di arachidi per friggere


 Come si fa
 In una ciotola capiente, amalgamate la ricotta con i tuorli, il parmigiano ed il piccolo panino in precedenza tostato al forno e fatto raffreddare, sbriciolato grossolanamente.
Lavate ed asciugate la rucola, tagliuzzatela con le forbici ed aggiungete alla ricotta, aggiustate di sale e pepe, infine aggiungete i semi di zucca  .
Formate delle polpettine , passatele nelle uova sbattute ed infine impanate con il pane grattugiato.
Scaldate l'olio e friggete le polpette e fatele asciugare su carta assorbente.
Servite a piacere, calde o tiepide , accompagnate da una  ciotolina individuale di sugo  di pomodoro  preparato con pomodoro fresco maturo sminuzzato per bene ed  aromatizzato con  foglie di basilico, olio evo, sale, peperoncino piccante ed intingetele pure !



 

giovedì 28 luglio 2016

Un cubo di frutta e feta ed un rompicapo



https://www.youtube.com/watch?v=2Y6Nne8RvaA

(Kungs vs Cookin’ on 3 Burners - This Girl)

Io non sono mai riuscita a risolverlo.
Era molto in voga negli anni '90 , tutti ne possedevano uno e quelli della mia generazione non possono non conoscerlo :  quel bel rompicato  che inventò diversi anni prima il designer e architetto ungherese Erno Rubik , il cubo di Rubik.
E per quella strana esperienza che ci capita spesso di fare dell'associazione delle idee, per somiglianza o per contrasto, al mio vecchio cubo di Rubik  (chissà se c'è ancora a casa di mamma), ho pensato, mentre ero concentrata a tagliare in piccoli cubetti la mia frutta.
Era da un pò che avevo adocchiato questa semplicissima ricetta, attratta dall'accattivante presentazione che mi ha rapita subito, di una delle mie riviste  preferite.
L'ho fatta mia  personalizzandola e questo cubo qua  credo che lo farò ancora ed ancora. Mi piace tantissimo.
Come mi piace sempre tanto creare dalle mie mani , perchè credo di esserlo sempre stata, una creativa. E mentre compongo il mio cubo, la soddisfazione mi rilassa completamente e mi fa sorridere..
Tranne che poi, mentre sto dando gli ultimi ritocchi , rientra mio figlio ed io fiera  alzo il piattino e glielo mostro con un - Bello  il mio cubetto, vero?-
Lui non risponde, guarda,  prende il piatto  dalle mie mani, lo appoggia sul tavolo e lo misura con le sue mani.
- Non è proprio un cubo. Per essere un cubo perfetto o togli questa fila qua, o ne aggiungi una sopra.-
Ma da chi avrà preso questo ragazzo , così precisino?
Però può dirmi tutto che tanto ci adoriamo anche per questi nostri sfottò !

Manco dal blog da un pò . Ma non si pensi che non cucini, anzi. Solo che d'estate va così.
E'  troppo breve la mia stagione preferita per non viverla appieno.
Mi rilasso quando non lavoro, nei week end vado al mare e quando cucino lo faccio molto lentamente tanto che il tempo di fotografare mi scappa.
A voi piace il mio cubo di frutta e feta?
Per realizzarlo ho usato i frutti più zuccherini  dell'estate : anguria, melone giallo retato e pesche , che con la loro dolcezza,  ben si sposano con il sapore forte ed acidulo della feta, un formaggio che a me piace moltissimo.

Enjoy !
Patrizia

Ingredienti
per due cubi
300 g circa di frutta tra anguria 
e melone giallo retato
1 grossa pesca matura e soda
150 g di feta
origano
pepe bianco 
foglioline di menta per guarnire

Come si fa
Private dei semi  anguria e melone,  sbucciate la pesca e tagliate la frutta  a cubetti regolari .
Tagliate anche la feta a cubetti della stessa grandezza e componete nei piatti da portata i due cubi, alternado , anguria, melone, pesca e feta. 
Decorate con foglioline di mente fresca, una manciata di origano, una grattata di pepe  bianco e servite.
Note : Una porzione fornisce solo 235 calorie. Volendo, si può aggiungere un filo d'olio evo ad ogni cubo, ma a mio avviso è più buono senza oltre che più light ! Infine, al posto della pesca si può usare,come da ricetta originale, il melone bianco più facile da tagliare a cubetti.








giovedì 30 giugno 2016

Tonda, come una zucchina ripiena

 

Se mio marito torna dal lavoro, mi trova in soffitta e domanda - Ma si può mangiare- gettando un occhio interessato alla scena, io sto fotografando la cena, o comunque qualcosa che "si mangia".
- Ma perchè non apri,  stai facendo la sauna quassù!-
- Caldo ? Ma no, siediti va, che  mangiamo qui !- 
In effetti in soffitta caldo lo fa, ma io non me accorgo nemmeno, quando armeggio con la mia Canon e quel  cavalletto vecchiotto  che dovrò decidermi a ricomprare, tante volte ho fatto cadere e meno male senza la macchina fotografica e tante volte, lui, pazientemente ha incollato con Attak  dicendomi - fino alla prossima forse, regge - .
Perchè tanto lo sa che cadrà ancora e lui, ancora brontolerà e riattaccherà, perchè ci conosciamo da una vita e  li sappiamo  i nostri modi  di fare e di dire. 
Perchè sono testarda questo è sicuro, io e la mia pessima abitudine di non pensarci troppo,  che poi tanto pessima non è , di lasciare  che le cose vadano a seconda del momento e di quello che ho voglia di fare,  di seguire l'onda delle mie passioni senza che diventino fisse, che abbandono e  poi riprendo, senza essere neppure troppo costante, in tutto.
Ma un cavalletto, lo devo ri-comprare. Prima o poi. Perchè fotografare mi piance quanto cucinare, perchè lasciare qualche ricetta in questo mio angoletto non mi stanca mai. La mia finestra sul web preferita.
E devo anche sistemare uno scaffale in soffitta, dove mettere quelle cose che porto sotto e sopra e sopra e sotto ogni volta. Lo farò, quando avrò tempo e voglia di farlo. 
Che stia forse diventando pigra?  
Forse, però mi piace e sto bene così !



Le zucchine ripiene, come altri ortaggi ripieni, spesso nascono come ricette improvvisate e con quello che trovo al momento in frigo e in dispensa ed ovviamento, con quello che la  fantasia mi suggerisce.
Le zucchine c'erano, le prime tonde di stagione, ho aggiunto delle patate, una cipolla rossa, una mozzarella,  delle olive taggiasche, qualche pomodorino secco, maggiorana e rosmarino fresco. 
Questa è la mia ricetta !

Ingredienti
8 zucchine tonde
1 cipolla rossa di Tropea
una manciata di olive taggiasche
5-6 pomodori secchi sott'olio
4-5 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 mozzarella fiordilatte 
600 g circa di patate 
olio evo
un ciuffetto di maggiorana fresca
un rametto di rosmarino 
uno spicchio d'aglio rosso
pepe, sale, peperoncino piccante

Come si fa 
Tagliate la calotta delle zucchine e svuotatele con un coltellino, lasciate  da parte tutta la  polpa. Lessate  zucchine e calotte in acqua bollente salata. Scolatele e mettetele ad asciugare capovolte, su un canovaccio.
Affettate la cipolla rossa e fate rosolare insieme alla  polpa delle zucchine in una padella,  con due cucchiai di olio evo;  sgocciolate bene le olive taggiasche ed i pomodori secchi, tagliateli a pezzetti ed aggiungeteli  alla polpa ,  amalgamando il tutto. 
Fare ritirare molto bene, profumate con una generosa manciata di foglioline di maggiorana fresca, una grattata di pepe, una di peperoncino piccante (facoltativo)  e spegnete. 
Affettate le patate e  tagliatele a fettine sottili, fate scaldare in una capiente e larga padella antiaderente, poco olio evo con lo spicchio d'aglio in camicia ed un rametto di rosmarino. Aggiungete le patate, in modo che non si ammucchino, girate, incoperchiate e fate cuocere a fuoco basso per qualche minuto. Se fosse necessario, aggiungete un cucchiaio di acqua alla volta e non di più, fino a cottura. Scoperchiate, alzate la fiamma e fate rosolare. Aggiustate di sale e pepe, eliminate l'aglio e tenete da parte.
Aggiungete alla polpa di zucchine il parmigiano, la mozzarella  tagliata a dadini e ben scolata dal suo siero e   metà circa delle patate preparate, schiacciandole appena con una forchetta.
Con questo composto, riempite le zucchine. 
Disponetele  su una teglia da forno,  coprite ciascuna zucchina con la calottina, irrorate di olio e cuocete in forno caldo ventilato per 30 minuti a 220 gradi.
Note : se il ripieno dovesse risultare troppo morbido e poco legato, aggiungete una fetta di pane raffermo fatto ammollare nell'acqua , ben strizzata e sbriciolata. 

Servite accompagnandole  con il contorno di  patate avanzate,  che potete far rosolare ancora di più in modo che diventino belle croccanti , e buon appetito!

Patrizia
 

  



giovedì 23 giugno 2016

La pizza di mare , l'acqua "iodata" e la sfida MTC!




Leggere la parola pizza mi fa venire sempre l'acquolina in bocca  e, nello stesso istante nella mia mente si apre  quel cassetto particolare che racchiude tra i ricordi,  molti dei profumi,  di pizza  in questo caso, che ho annusato nel tempo . Potrà sembrare bizzarro ma è così . 
E' un attimo per me, ad esempio, respirare ancora il profumo della pizza  e ritrovarmi a Sorrento, in  quell'angoletto affacciato sul mare che sfornava pizza a tutte le ore. 
E quello della pizza a Napoli, di  una traversa di San Gregorio Armeno :  che profumo che aveva quella pizzetta napoletana take away ,  pagata solamente 1 Euro, e che sapore!
Ma anche il profumo di pizza respirato all'una di notte, in una stellata e gelida notte di San Silvestro, ad Ascoli Piceno. 
E quindi, se la PIZZA diventa la sfida mensile dell'MTC , di certo non posso mancare !
E se poi le ricette che Antonietta, la vincitrice della precedente sfida, sono assolutamente da provare, c'è una ragione in più per non mancare.
E se poi ancora io, che ho sempre pensato di fare un'ottima pizza casalinga, mi accorgo che posso fare ancora meglio, perchè di imparare non si finisce mai, le ragioni si raddoppiano.
E se la sfida dell'impasto meravigliosamente buono e perfetto di Antonietta,  del blog "La trappola golosa" mi è sembrata subito "tosta", cosa potevo aggiungere io, quale sfida nella sfida? Semplice, ma estremamente complicato, trovare una farcitura adatta!
Ed è a questo punto che  ho pensato ad  Augusto,  affinchè mi aiutasse e trovarla, una pizza  buona e che profumasse di mare, perchè l'idea che mi è venuta è stata subito quella di realizzare una pizza con il pesce fresco del nostro mare Adriatico!
La mia proposta per la sfida di questo  mese quindi, è una pizza di mare  con impasto diretto in teglia, che nasce  dall'idea di Augusto e Carla  che,  molto generosamente, mi hanno suggerito ed illustrato una ricetta di farcitura di pizza di mare appunto, aggiungendo un'ulteriore  sfida : usare l'acqua "iodata" nell'impasto (così si definisce il brodo di vongole per il forte sapore di acqua di mare) , cioe il brodetto delle vongole ed ottenere ugualmente una pizza ben lievitata con un' acqua di certo saporita .
A me non è rimasto che  provare, tanto che mio marito ha mangiato pizza di mare per tre giorni, considerato che la prima volta non ho trovato tutti i crostacei necessari  e altre ne mangerà, perchè io penso che si possa sempre migliorare,  ogni volta.  

Quella che segue è la ricetta della pizza con impasto diretto in teglia di Antonietta,  che ringrazio  per questa meravigliosa sfida, con una sola sostituzione : il brodetto delle vongole (l'acqua iodata) al posto dell'acqua. Ho di conseguenza diminuito la quantità di sale ed aggiunto pochi grammi di zucchero.
"Io e Carla la pizza di mare la faremmo così, sembra una ricetta complicata ma non lo è; comunque per mangiare bene bisogna sempre lavorare un pochino in più". Scrive Augusto.
Sono pienamente d'accordo! Grazie ancora una volta per questa nostra preziosa e bella collaborazione !


PIZZA DI MARE
  Ingredienti: 
 200 g di cannolicchi
 400 g di  vongole lupini 
 200 g di cozze
 200 grammi di scampetti 
 200 g di gamberi rosa di buona taglia  (oppure di mazzancolle)
 quattro  pomodori cuore di bue ben maturi
 quattro pelati
 quattro spicchi di aglio rosso 
un ciuffetto di prezzemolo
 mezzo bicchierino di brandy 
un bicchiere e mezzo di vino bianco secco
 uno spicchio di limone
 olio extravergine di oliva sale e pepe.

Impasto Pizza in teglia con metodo diretto
Ingredienti 
450 g di farina 0 macinata a pietra
290 ml di acqua  250 ml di brodetto delle vongole + 40 ml acqua minerale
  4 g di sale
8 g di zucchero 
1 g di lievito di birra

Preparare il brodetto di vongole ( servirà per l'impasto della pizza)  :
In una padella capiente far scaldare in un cucchiaino di olio evo uno spicchio d’aglio intero,  i soli gambi di metà del prezzemolo ed alcuni grani di pepe spezzati grossolanamente; unire le vongole, 80 ml di vino bianco (mezzo bicchiere, più o meno), 150 ml di acqua oligominerale (un bicchiere circa),  coprire, alzare la fiamma, far aprire i molluschi scuotendo ogni tanto la pentola, sgusciarli e tenerli da parte nella loro acqua ben filtrata con un colino.
Preparare l'impasto della pizza in teglia :
Setacciare la farina, trasferirla in ciotola, fare la fontana, aggiungere il lievito di birra sciolto in 40 ml  di acqua ,  lo zucchero, poi aggiungere 250 ml di   brodetto di vongole filtrato e fatto raffreddare a temperatura ambiente, il sale sulla farina, verso il bordo della ciotola.
Iniziare a incorporare man mano la farina,  intridendola con le dita e poi una volta terminato ribaltare sul piano da lavoro e impastare per 10 minuti, piegando e ripiegando più volte, schiacciando l’impasto senza strapparlo.
Trasferire in una ciotola, coprire con pellicola e lasciar a temperatura ambiente per un ora. Trasferire poi  in frigo per 8/10 ore, ma volendo anche 15/18  ore (le farine forti ci permettono questi tempi) .
Ribaltare sul piano da lavoro, stendere con le mani, senza schiacciare, ma allargando l’impasto dal centro verso il bordo, infilare le mani sotto il disco di pasta fino a poggiarlo su metà avambracci e traferire in  due teglie individuali oliate (le mie erano una da 24 e una da 22 cm di diametro, una più sottile e una più spessa, volutamente) . Lasciar lievitare altre 2 ore, infine unire i pelati spezzettati con le mani.
Riscaldare il forno per più di mezz'ora, infornare sul ripiano centrale e cuocere per 20 minuti. Controllare la cottura: se sotto si presenta bianca, abbassare il ripiano, viceversa sopra.
Preparare la farcitura di mare :
In una padella far insaporire nell’olio il secondo spicchio d’aglio, aggiungere una metà dei gambi di prezzemolo rimasti, mezzo bicchiere di vino e lo spicchio di limone, unire le cozze ben pulite, coprire, alzare la fiamma e far aprire i molluschi, sgusciarli e filtrare la loro acqua.
Sgusciare a crudo gli scampetti ed i gamberi rosa,  tenendo da parte le teste dei crostacei; con uno stecchino privare  i gamberetti del budellino nero sul dorso,  non bello a vedersi e spesso pieno di sabbia. 
Sbucciare i pomodori, privarli dei semi, dell’acqua di vegetazione e tagliarli a pezzetti.
In un’altra  padella capiente far appassire il terzo spicchio di aglio schiacciato in quattro cucchiai d’olio,  aggiungere le sole teste dei crostacei e farle ben rosolare schiacciandole con un cucchiaio di legno per estrarne i succhi; sfumare con il brandy e, quando è evaporato, eliminare l’aglio e gli scarti dei  crostacei, poi unire i pomodori tritati.
Aggiustare di sale, pepare leggermente e cuocere per circa dieci minuti, unire l’acqua di cottura delle cozze necessaria ad ottenere un bel sugo, poi aggiungere i gamberetti rosa  (metà interi e metà tagliati a pezzetti) e, dopo un minuto, aggiungere i frutti delle cozze e spegnere.
Nell’ennesima padella far scaldare lo spicchio d’aglio ed i gambi di prezzemolo rimasti, unire il vino, i cannolicchi ed una generosa macinata di pepe, coprire e far aprire i molluschi poi sgusciarli (lasciandone da parte alcuni interi per decorare) eliminando la pallina nera sulla pancia, delle dimensioni di un pisello.
Sfornare le pizze, condire  con il sugo di gamberetti e cozze, aggiungere le vongole ed i cannolicchi sgusciati, decorare con i cannolicchi interi e gli scampetti sgusciati, rimettere in forno ancora caldo per un minuto, aggiungere le foglie di basilico spezzettate con le mani e servire immediatamente.    
Note :  Augusto dice di non  lasciare troppi crostacei  non sgusciati sulla  pizza se non quelli necessari per guarnire. E' comunque meglio eliminare il guscio (carapace) di scampetti e gamberetti, lasciando solo le teste, sarà più facile "inforchettarli" e mangiarli :).

Un saluto a tutti e buona sfida  MTC !

Patrizia 
 

  

Con questa ricetta partecipo alla sfida MTChallenge di giugno dedicato alla pizza

lunedì 6 giugno 2016

Le lampare, il mare e le linguine con piccato alla giuliese



“Vide le luci in mezzo al mare

pensò alle notti là in America

ma erano solo le lampare e

la bianca scia di un’elica…”

(Caruso – Lucio Dalla)

La prima volta che ho visto la scia di luci in mezzo al mare, ho pensato anch’io ad una piccola città spuntata dalla calma dell’immensa distesa marina, in una sera come tante, senza luna.
Uno spettacolo bellissimo che si rinnova tutte le volte che mi capita di vederlo.
Sono lampare.  
Come le lampare della splendida canzone di Lucio Dalla.
Raccontare il mare è come scrivere un libro senza fine. 
E non è facile per me, la  "ragazza di collina", che ho imparato ad amare e vivere  il mare ed i porti grazie al mio compagno di vita, che si diverte ancora adesso a prendermi in giro, con quell'appellativo che porterò sempre addosso!  
Andiamo spesso al porto. Delle volte, quando usciamo la domenica, sono io a proporre di andarci. 
Pescara, Giulianova,  Ortona,  Ancona.  
Semplicemente per ascoltare il dondolio delle barche ormeggiate, cullate dalla risacca. 
Il silenzio del mare nella sua calma.
I gabbiani che indisturbati planano e macchiano il cielo. Il profumo intenso di sale. Passeggiando.
E penso alle vite parallele  che non si incontrano mai, tanto sono diverse. 
Accomunate dallo stesso amore e dallo stesso rispetto per un elemento che, nella sua grandezza ispira  bellezza e  gran timore. 
Penso a chi parte, a chi arriva.  Fantastico un pò .
Della ricetta che segue invece, è la fantasia dei pescatori giuliesi ad essere  protagonista.  
Una ricetta  che proviene dall'ormai consolidata collaborazione con il Signor Augusto che di come cucinare il pesce, conosce trucchi e metodi per esaltarne al massimo il sapore, partendo dal presupposto che solo di pesce freschissimo, azzurro in questo caso,  deve trattarsi !
Una ricetta preparata  da tempi lontani,  si può dire,  a Giulianova, con il pesce povero azzurro di basso costo, che costituisce da sempre, una quota importante della parte di salario corrisposto in natura ai marinai imbarcati sulle lampare: le “linguine  con piccato di pesce alla giuliese”.
L’intenso profumo di mare ed il sapore della preparazione, è direttamente proporzionale alla freschezza del pesce ed alla fragranza dei pomodori. 
E siamo decisamente nel periodo giusto per gustare questo piatto   :  il profumo che evapora e sale su, dalla pentola, quando il pesce comincia a cambiare colore è inebriante !
Grazie ancora Augusto ! 


Vi lascio con  l'augurio di buona settimana e felice giugno con la sua estate che tra le piogge primaverili quest'anno, io sento che c'è già  ! 

Patrizia

 Ingredienti
per 4 persone
1 kg di sgombri freschissimi
2 spicchi di aglio rosso
1 mazzetto di prezzemolo
1 kg di pomodori ben maturi (cuore di bue, a pera rovesciata abruzzese; fuori stagione
800 g di pelati)
Mezzo bicchiere di vino bianco secco
Olio extra vergine di oliva
Sale, pepe, peperoncino
400 grammi di linguine (o spaghetti) di ottima qualità

Come si fa
Eviscerate, lavate bene e sfilettate il pesce (o fateli sfilettare dal pescivendolo; comunque mai comprare filetti già pronti), eliminate bene tutte le spine e la pelle poi tagliare la polpa a pezzetti.
Posizionate il trito su un tagliere, aggiungete l’aglio sbucciato e tritato e le sole foglie del prezzemolo.
Utilizzando un coltello pesante, a lama larga, preparate pazientemente un battuto amalgamando bene gli ingredienti.
Versate l’olio in una pentola capiente e fatelo scaldare, aggiungete il piccato di pesce e fatelo sbianchire velocemente.
Appena il pesce ha cambiato colore, sfumate con il vino e pepate leggermente; quando l’alcool è evaporato unite i pomodori spellati, privati dei semi e tagliati a pezzetti (o i pelati passati al passaverdure).
Cuocete per una ventina di minuti ed aggiustate di sale.
Cuocete le linguine in abbondante acqua salata, scolateli al dente e condite con il sugo preparato.
A piacere si può aggiungere peperoncino piccante in polvere o poco olio al peperoncino.

Sugarelli

Porto di Giulianova


La Pineta

martedì 31 maggio 2016

Le torte salate dell'MTC, un libro, una ricetta : il bersaglio di primavera


Quando sono entrata nel magico mondo dell'MT Challenge con la mia primissima sfida, stava uscendo un libro. 
Un libro interamente dedicato alle Torte salate, un tripudio di  bellissime, colorate e buonissime torte che mi ha attratta subito : TORTE SALATE - by  MTChallenge .
Potevo non comprarmelo io che le torte salate le adoro? Certo che no e così, dopo averlo letto, in cerca di quella che era la mia torta preferita, impresa assai difficile perchè le trovo tutte da provare,  ho scelto di iniziare quel bel bersaglio di primavera , tanto accattivante e simpatico già dall'immagine di copertina !
E alla fine ne ho fatto piccoli bersagli, amante come sono da sempre delle monoporzioni.
Finalmente riesco a pubblicare la ricetta così come io l'ho interpretata  , con tanti complimenti a  tutta la squadra MTC,  la community   più  divertente e  pazzesca del web, che credo tutte noi  blogger conosciamo !

In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere.
(Daniel Pennac)

Buona serata, Patrizia  

Ingredienti
Per la pasta brisée italiana (senza uova)
250 g di farina
125 g di burro freddo
1 cucchiaino di sale
50 ml di acqua ghiacciata
1 grattata di pepe bianco
Per i bersagli
200 ml di panna fresca
2 uova
50 g di parmigiano grattuggiato
1 peperone rosso
1 zucchina
1 carota
sale, pepe

Come si fa
Preparate l'impasto: setacciate la farina con il sale e unite il burro freddo a dadini. Incorporatelo alla farina con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto sabbioso. Unite metà della dose dell'acqua ed incorporatela al composto, aggiungete il resto poco alla volta continuando ad impastare con la punta delle dita. Appena l'impasto comincerà a compattarsi, lavoratelo con il palmo della mano, facendo forza  sui polsi. Se l'impasto risulta secco , aggiungete acqua un cucchiaio alla volta. Quando diventerà liscio ed omogeneo, date la forma di un palla, avvolgetelo con la pellicola e  fatelo riposare in frizeer per mezz'ora.
Riprendete l'ìmpasto, stendetelo , ricoprite lo stampo (o gli stampini monoporzione), bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta , coprite con carta forno e  fate riposare ancora in freezer, poi  distribuite sulla carta  dei legumi secchi e cuocete per 15 minuti a 190°,  abbassate la temperatura di 10 o 20 ° C e proseguite la cottura per altri 5 minuti (cottura in bianco).
Sfornate e tenete da parte.
Mondate e lavate le verdure, ascigandole bene. Tagliatele a strisce sottili con una mandolina o con un pelapatate così che si possano arrotolare con facilità.
Mescolate la panna con le uova, il parmigiano, il sale ed il pepe e riempite i gusci semicotti  in bianco.
Disponeteci le verdure a cerchi concentrici, alternandole in base ai colori.
Infornate a 180° e fate cuocere per circa 20 minuti o fino a quando le tortine risulteranno dorate.
Fate intiepidire e servite.
Note : A posto di una torta salata unica di 24 cm , ho realizzato  8 monoporzioni del diametro di 8 cm ciascuna.
Ho aggiunto una grattata di pepe anche all'impasto della brisée.




venerdì 27 maggio 2016

Di tempo per me ... e tre ricette dolci




https://www.youtube.com/watch?v=ZpDQJnI4OhU
 (U2, Mary J. Blige - One)


Un pomeriggio come tanti volge alla fine, tra poco lascierà il posto alla sera con le sue ombre pronte ad allungarsi, in agguato tra i contorni caldi delle case, mentre la palla di fuoco rosseggiando, comincerà a calare.
E pazienza se maggio sta per finire  ed io ancora devo capirci qualcosa; ma soltanto perchè vorrei trattenerlo ancora un pò. Adoro il mese di maggio.
Ma va bene così, tempo fa mi sarei detta che sono indietro su tante cose, invece adesso la vedo con un'altra ottica,  e mi dico che sono avanti. 
Sono molto avanti. Perchè ho ripreso in mano un pò di tempo solo per me,lasciandone andare altro, perchè ne sono felice, perchè mi fa stare bene. 
Sere fa  sdraiata sul tappetino , alla lezione di Pilates, davvero mi sono sentita tanto bene. E mi sono anche divertita.
- Addome in dentro, espiro e srotolo-
E mi sento un gomitolo.
- Abbraccio le gambe e dondolo-
E mi sento un'altalena.
In sottofondo una musica che è  acqua che scorre, dolcemente. 
E mi sento su una spiaggia.
Ed augurando buon fine settimana, vi lascio tre delle mie ricettine di stagione :

Tortina senza glutine  
Soffioni abruzzesi alla ricotta 
Cheescake scomposti nel bicchiere  

In questo periodo vivo di rendita per quanto riguarda il blog e le ricette, lo so!
Però è una cosa bella,  mi capita spesso di ripensare a qualcosa che non faccio da un pò e di aprire il blog e cercare la ricetta!  Per esempio questo fine settimana, pensavo proprio di rifare i soffioni di ricotta, magari con qualche piccola varazione che ho in mente. 
O forse  riproporrò proprio i cheescake scomposti , facili, veloci, freschi, chissà.

Comunque sia, buon fine settimana , alla prossima

Patrizia  










































Con questo post partecipo al Giveaway di Valentina del blog Una fetta di paradiso

http://www.unafettadiparadiso.it/2016/05/4-anni-una-millefoglie-e-un-giveaway.html

lunedì 16 maggio 2016

La pizza rossa, le focacce e la Casina arancione...


C’è una casina arancione immersa nel verde di una collina baciata dal sole.
Davanti, c’è un cortile pieno di luce circondato da fiori multicolori.
Quattro scale conducono al portone d’ingresso. Ad un lato della porta, c’è una scrostatura scura a forma di barca, di quella barchetta di carta attaccata con la colla da noi bambine vivaci, e poi tirata via insieme alla vernice.
Dietro, un vecchio ed imponente noce fa ombra al punto più panoramico : laggiù, tra ulivi, vigne rigogliose, orti curati e pieni di ogni ben di Dio, alberi da frutto e spazi aperti adibiti alle colture stagionali, il mare si mostra in tutta la sua maestosità tanto che certi giorni, pare di sentirne il fragore delle onde, tra la brezza che soffia indisturbata.
A mio nonno piace starsene lì, in piedi o seduto su un vecchio tronco tagliato, ad osservare i colori delle sue vigne, della sua terra.
Solo pochi metri all’interno del cortiletto, separano la casina arancione da una costruzione bassa di mattoni rossi a vista. Niente di prefabbricato, ma un’altra casetta vera e propria, con un patio che custodisce un piccolo, grande cuore : il forno a legna . Ha una porticina semiovale di ferro, con grossi bulloni scuriti dal tempo che è lo sportello. Di fianco, dalla sporgenza dei mattoni che formano una mensola, c’è appoggiato un sasso che è diventato liscio, tante volte è stato usato per dare qualche colpetto al chiavistello che chiude lo sportello.
E’ l’angolo preferito di mia nonna, se ne occupa sempre lei.
Adora preparare il fuoco ed aspettare che sia pronto per infornare.
Quante cose buone escono da quel forno a legna …
Nei miei ricordi, è il suo profumo che aleggia ancora, come un “profumo dal passato”, indelebile.
Un profumo che impregna l‘aria del pane appena sfornato, dei biscotti da inzuppare nel latte, delle ciambelle, dei maritozzi con l’anice e delle pizze dolci  di Pasqua. 
Delle focacce semplicemente chiamate “pizza” con tanto, succoso pomodoro, la stessa che ho preparato io, cercando di ritrovare quella che era la  ricetta di mia nonna, che mai potrò dimenticare.
Occorrono solo pochissimi ingredienti per prepararla e non prevede l’uso della mozzarella o di altri formaggi. Solo pomodori rossi maturi, un bel peperone dolce anch’esso rosso e tanto, tantissimo prezzemolo, il tutto condito con olio buono e sale.
Ed anche se non ha lo stesso profumo della focaccia sfornata da mia nonna dal suo forno a legna, ha comunque quel sapore di buono e di fresco che mi rende felice ogni volta che la preparo, perché ne ritrovo l’essenza nella consistenza e nella fragranza, bella e croccante fuori, quanto soffice dentro, con l’alveolatura che caratterizza ogni impasto a lievitazione naturale.
Nonna ovviamente non usava il lievito di birra ma la sua pasta madre, che non so dire quanti anni avesse e che lei curava quasi si trattasse di una creatura da proteggere.
Oggi ci scrivono libri su come impastare e trattare il lievito naturale, lei, come tante delle nostre nonne, non lo aveva letto da nessuna parte.
Quello che sapeva, era frutto della sua personale esperienza e della consuetudine di ripetere, instancabilmente, gesti nati con lei.
Quante volte anch’io mi trovo a fare come faceva lei, impastare e rinfrescare ad “occhio”! 
Seduta su una di quelle quattro scalette,  noi nipoti, tutte femmine, aspettavamo che uscisse la focaccia al pomodoro caldissima che poi mangiavamo bevendo gazzosa, da piccole bottigliette di vetro, di quelle a rendere, quando ancora la plastica non ci aveva sommerso...
E se chiudo gli occhi, ci sono ancora, sedutà là, come vedo ancora la casina arancione...
Ancora una volta ho raccontato una storia. 
Mi piace molto raccontare storie,  specialmente del passato.
Semplicemente perché i racconti legati alle nostre origini e alle nostre famiglie, sono un patrimonio inestimabile da conservare e tramandare : è in quelle radici che affondano gran parte dei tratti della nostra individuale e personale identità.



LA PIZZA ROSSA DI NONNA ANNINA E LE PIZZETTE BIANCHE

Ingredienti 
550 g di farina macinata a pietra
100 g di lievito madre (con idratazione al 75%) - (o 6-8 g di lievito di birra)*
300 ml di acqua
1 cucchiaino di sale fino
1 cucchiaino di miele
30 ml di olio evo 
Per farcire la focaccia rossa 
5-6 pomodori rossi e ben maturi (o pomodori di conserva a pezzettoni)
1 grosso ciuffo di prezzemolo
mezzo peperone dolce rosso
Olio evo q.b. , sale
Per farcire le focaccine alle cipolle
2 cipollotti freschi con la parte verde tenera
1 ciuffo di timo limone
mezzo cucchiaino di miele millefiori
sale, pepe, olio evo q.b.
4-5 pomodorini maturi
Per farcire le focaccine alle patate
1 grossa patata novella
1 ciuffo di rosmarino + fiori per guarnire
pecorino fresco in un unico pezzo da grattugiare grossolanamente
olio evo, sale

 Come si fa 
Premessa : questo è un impasto piuttosto idratato che mi riporta alla consistenza delle focacce di mia nonna. Quindi, anche per il rinfresco del lievito madre, mi affido ad una idratazione del 75%.
Iniziate ad impastareil lievito madre, rinfrescato almeno 4 ore prima e ben attivo, con il miele,metà acqua e metà farina presi dal totale. Continuando ad impastare, aggiungete altra acqua ed altra farina fino ad esaurimento. Per ultimo , aggiungete il sale e l’olio e fate assorbire.
Ungete una ciotola capiente con olio evo, ed adagiatevi l’impasto. Fate il classico giro di pieghe a raggio , pizzicando la pasta dall’esterno portandola al centro, facendo tutto il giro della pasta per due volte, a distanza di 10-15 minuti l’uno dall’altro.
Coprite con pellicola alimentare la ciotola e  lasciate lievitare  il tempo necessario per il raddoppio del volume, circa 4-5 ore. 
Riprendete l’impasto lievitato,  su di un piano infarinato, dividetelo in due parti, senza maneggiarlo troppo, una parte adagiatela su una teglia quadrata , allargate con le dita leggermente unte. Con l’altra parte, formate direttamente sulla teglia, 4 piccole focaccine tonde . Lasciate lievitare di nuovo un’altra ora circa o comunque fino al raddoppio. Lavate e pelate i pomodori maturi, privateli dei semi e tagliateli a cubetti. Insaporite con il prezzemolo tritato, il peperone tagliato a listarelle, il sale ed abbondante olio evo.
Affettate per lungo i cipollotti freschi con la parte tenera verde, fate insaporire almeno mezz’ora con sale, olio evo, foglie di timo limone, pepe e miele. Tagliate a quarti i pomodorini e salateli leggermente .
Lavate bene la patata novella, affettatela molto sottile con una mandolina, senza pelarla, salate e pepate e insaporite con rosmarino fresco tritato e olio evo .
Farcite la prima focaccia con il pomodoro fresco ed irrorate con olio evo.
Spennellate le focaccine piccole con l’ olio. Farcite due con i cipollotti freschi ed i pomodorini a quarti; le altre due, prima con il formaggio pecorino grattugiato grossolanamente, poi con le patate a fette disposte a raggio ed altro pecorino fresco grattugiato sopra le patate. Versate a filo ancora un po’ d’olio.
Infornate focaccia e focaccine e cuocete a 240° per circa 20 minuti.
Guarnite la focaccia rossa con prezzemolo fresco tritato, le focaccine con le patate, con altro pecorino a scaglie e fiori di rosmarino.
Note : Se usate il lievito di birra, aumentate la quantità dell’acqua da 300 ml a 370 ml almeno. Il mio consiglio è di preparare il lievitino sciogliendo il lievito di birra in 100 ml di acqua tiepida, il miele e 100 g di farina presa dal totale.  Fate riposare fino al raddoppio in una ciotola coperta da pellicola alimentare e poi proseguite nell’impasto come sopra.  Potete farcire secondo i vostri gusti, ovviamente,  la focaccia rossa con il pomodoro è indubbiamente la nostra  preferita !
Quindi  tempo permettendo, riempite le vostre  ceste, stendete un telo sul prato ed allestite il vostro pic-nic, che maggio è il mese più bello che c’è per farlo !

Enjoy , Patrizia !

Con le mie pizze   partecipo  alla raccolta "Panissimo"  questo mese ospitata dalla dolce  Consuelo


http://ibiscottidellazia.blogspot.it/2016/05/panissimo-41-pane-arrotolato-agli-aromi.html

 


giovedì 12 maggio 2016

Un viaggio in treno . Tre ricette in verde

Muffin con fave fresche, scamorza affummicata e spek


La signora arriva con una vistosa valigia che fa fatica a trascinare. La aiuto a sistemarla e lei prende posto accanto a me.  Non so definire la sua età, che si mostra e si nasconde attraverso il cappottino leggero fiorato, la gonna dello stesso tessuto, la camicetta di un bel giallo acceso ed il suo aspetto curato. 
I due ragazzi seduti di fronte a noi indossano auricolari  e giocano con i cellulari senza alzare mai lo sguardo, incuranti del paesaggio che dal finestrino corre  veloce davanti ai nostri occhi.
Il mare è stupendamente calmo, brilla sotto il sole ed in quel tratto della ferrovia che lo costeggia, sembra quasi di poter scendere ed esserci, insieme ai pescatori vicino alle barchette, a chi corre sulla sabbia col suo cane o,  semplicemente, insieme a chi  passeggia.
La giornata è troppo bella. Un soleggiato, piacevole, placido sabato di maggio.
Finalmente.
Mi rapisce il mare, completamente e senza neppure pensarci, scatto delle foto col telefonino, cosa che di solito non faccio mai, scattare foto col cellulare, intendo.
La signora accanto a me nel frattempo ha iniziato una conversazione che io con cortesia, assecondo. Una conversazione garbata, con tante pause che sia io che lei ci prendiamo per continuare ad osservare quel mare che tra poco, lascerà il posto alla pianura ed alla sua monotonia. E’ stata una maestra, una maestrina di quelle d’altri tempi alle quale, mi piace immaginare, i bambini hanno voluto bene.
Che poi ha aperto i suoi orizzonti viaggiando, viaggiando tanto. Sicuramente molto più di me. Russia, Cina,Turchia, Patagonia.
L’ascolto perché i brevi particolari che condivide, mi piacciono molto e mi incuriosiscono anche. Come gli alberi  che ha visto in Cina,  con i frutti incartati con cura per preservarli - Con quel cielo che è sempre grigio – dice lei -. Intanto lo scompartimento del treno si riempie. Nessuno bada a nessuno.
Siamo fortuiti compagni di un breve viaggio che lascerà il tempo che trova.
Non per  me, che raramente viaggio in treno e spero, neppure per la garbata signora col suo vestito fiorato,  un  vestito unico nella sua particolarità,  che si è cucito da sola quando ha dato spazio a quella che sicuramente era una passione che neppure sapeva di avere . Perché il tempo delle volte, quando ti ritorna tutto dopo una vita di impegni, ti restituisce anche le passioni sopite.
Forse tra non molto verrà  restituita anche a me che avevo imparato a tagliare e cucire e che mi divertivo a confezionarmi abitini su misura.
Mi domando se gli altri siano infastiditi dal nostro parlare, ma francamente non mi interessa.
       - Tutti con questi cellulari in mano, le cuffiette alle orecchie . Poi si dimenticano la stazione dove devono scendere. – Dice la signora.
      Già, siamo schiavi dei cellulari, dei  computer  portatili come quello che tira fuori la ragazza di fronte a noi , che avidamente beve lo schermo mentre con l’altra mano, sgranocchia cracker, senza mai alzare gli occhi . Siamo invisibili. Tutti.
Le poco più di tre ore volano.  
Mentre riconosco i Colli bolognesi, penso che questo viaggio in treno è stato bello, per me che viaggio sempre in automobile,   e che per un volta ho indossato   gli occhi del mio ragazzo che questo tragitto fa ormai da due anni, avanti ed indietro. Mi sono chiesta se anche lui ha assorbito quei particolari che mi hanno incuriosito, a parte il mare. Glielo domanderò. 
Questo week end è il regalo che mi concedo  per la festa della mamma, passarlo insieme al mio ragazzo. Mentre mi appresto a  lasciare lo scompartimento, saluto la signora e le auguro buon proseguimento e buona vacanza in Liguria,  mentre lei mi  dice che sono beata perché sono arrivata.
         - Le restano poco più di due ore, voleranno, vedrà! –
Ma immagino che si annoierà terribilmente.  


Hummus di piselli e fave
Nella piccola cucina di mio figlio ho cucinato diverse cose. 
Anche se gli avevo proposto di andarci a mangiare qualcosa fuori ma lui, ovviamente mi ha fatto un'altra proposta - Che ne dici se io approffitto per studiare ancora e lo prepari tu, qualcosa di buono ?-  
- Ok, vado a fare la spesa. Ma la zuppa inglese la compro pronta !-
E non so quantificare i chilometri che ho macinato in una città dove, o hai una bicicletta a disposizione o un paio di scarpe comode per camminare....  E camminare non è male, a me piace tanto! 
Vi ripropongo tre delle  mie ricette  di stagione : fave e piselli ci sono ancora, si può approfittare  perchè io beh... Forse tornerà anche il tempo di poter fotografare qualcosa delle tante cose che cucino !  E lascio un saluto  a chi passerà di qua  ... alla prossima !

- Muffins con fave fresche, scamorza affumicata e spek
- Hummus di fave e piselli freschi
- Frittatine di cocotte con ricotta e rucola

Frittatine in cocotte con ricotta e rucola